GOD EATER 2 RAGE BURST – Recensione

  • Titolo: GOD EATER 2 RAGE BURST
  • Piattaforma: PlayStation Vita, PlayStation 4, PC
  • Genere: Hunting Game, RPG
  • Giocatori: 1 – 4
  • Sviluppatore: BANDAI NAMCO Entertainment
  • Software House: BANDAI NAMCO Entertainment
  • Lingua: Italiano (testi), Inglese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 30 Agosto 2016
  • Trama curata
  • Superbo combat system
  • Ottima componente RPG
  • Comparto tecnico lodevole
  • Può diventare ripetitivo

In un mondo devastato non dalla stupidità umana ma da un virus che rilascia nell’ambiente pericolosissime cellule chiamate Oracle Cell, troviamo un nuovo predatore in cima alla catena alimentare. L’essere umano, da sempre leader nel campo dello sterminio, deve lasciare il passo a nuove forme di vita talmente potenti da essere paragonati da tutti a vere e proprie divinità: gli Aragami. Relegati in fortezze, decimati di numero e distrutti moralmente, gli esseri umani hanno dato fondo a tutto il loro sapere per creare un’arma adatta ad affrontare esseri altrimenti indistruttibili, dato il loro potere di fagocitare e assimilare ogni cosa. Iniettando Oracle Cell geneticamente modificate all’interno di cittadini sopravvisuti e prescelti per la loro compatibilità, sono stati “creati” esseri umani in grado di padroneggiare armi ibride chiamate God Arc e formate da metallo e cellule di Aragami. L’unica vera speranza del genere umano sono loro, i God Eater.

Una pioggia rosso sangue


GOD EATER 2 RAGE BURST riprende la storia del primo episodio proprio dove l’avevamo lasciata (e rivisitata di recente grazie all’ottimo GOD EATER RESURRECTION). Gli Aragami hanno ormai dei degni avversari, grazie anche all’avvento della generazione New Type, ma la lotta è ancora piuttosto lontana dall’essere definita “alla pari”. Due nuovi e grandi pericoli aggravano infatti una situazione già complicata: una pioggia rossa in grado di uccidere e mutare gli esseri viventi, e nuovi Aragami appartenenti alla specie denominata Syon, in grado di comandare e organizzare minori, di fatto rnedendo la loro offensiva decisamente più insidiosa. Per fortuna anche la tecnologia umana ha compiuto in breve tempo dei passi da gigante, provocando la nascina di una nuova tipologia di God Eater, la terza generazione, in grado di controllare con la volontà le Oracle Cell presenti nel sangue e in grado quindi di aumentare a dismisura il potere delle God Arc equipaggiate. Come si traduce tutto questo? In nuove abilità che andranno a crescere e moltiplicarsi all’interno di uno skill tree che dona al God Eater abilità devastanti in battaglia, come colpi a concussione, lame di energia che colpiscono a distanza, attacchi in volo esplosivi e nuove mosse. Tutte abilità estremamente utili e funzionali, specie quando si deve affrontare un’orda di Dei alti il triplo di noi comuni mortali.

Nuova linfa vitale


Dal punto di vista del gameplay, il titolo apparte molto simile al precedente, seppur presentando notevoli migliorie. Questo sequel propone innanzitutto una curva di apprendimento e di costruzione delle armi migliorata e sensibilmente più difficile. Nel primo episodio, invece, era alquanto semplice reperire materiali in battaglia e costruire abbastanza in fretta armi molto potenti; un aspetto che non si notava molto, anche perché se così non fosse stato, affrontare alcune battaglie sarebbe stato particolarmente difficile dato il basso livello dell’IA dei compagni. Troviamo anche qui un’estrema possibilità di personalizzazione grazie a tutte le feature presenti già nello scorso capitolo, come la possibilità di installare le abilità dei God Arc rinvenuti in battaglia, la possibilità di personalizzare e accrescere gli attacchi Devour e la possibilità di craftare ogni tipologia di armi, dotandole di effetti specifici. Una menzione va data alla sezione proiettili delle armi da fuoco, già presente nel precedente capitolo e sottovalutata da molti utenti. In un tutorial, a cui consigliamo di prestare attenzione, viene spiegato come creale, modificarne gittata ed effetti, e come equipaggiarle al meglio. È possibile modificare l’aspetto balistico del proiettile modificandone gittata, effetto, penetrazione e caratteristiche speciali in modo da creare il perfetto connubio tra praticità e potenza. Si può infatti creare un colpo che sia in grado di trapassare il bersaglio causando danno e proseguire la sua corsa per effettuare una detonazione su altri obiettivi. E questo è solo un esempio di come la personalizzazione del colpo sia in grado di fare la differenza in uno scontro. Naturalmente questo è solo un esempio delle molteplici possibilità che avrete a vostra disposizione e che potrete abbinare alla tipologia di arma da fuoco che preferite usare. Di conseguenza, la scelta dei proiettili assume un ruolo fondamentale e pertanto vi consigliamo anche di leggere attentamente le condizioni di battaglia che vi indicheranno la tipologia dei vostri avversari e i loro punti deboli.

Novità del titolo è l’albero delle abilità del nostro personaggio. Potremo equipaggiarle all’inizio di ogni battaglia ed esse accresceranno il proprio potere in base al loro utilizzo sul campo. Ci sono abilità che trovano il loro potenziale espresso al top sulla lunga distanza, mentre altre che si collocano meglio in una stragia corpo a corpo, passando per altre ancora che danno i loro frutti solo durante gli scontri aerei. Lame di energia, combo veloci, proiettili esplosivi, abilità aeree e curative sono solo alcune delle caratteristiche di queste funzioni che, all’atto pratico sul campo di battaglia, si rivelano essenziali. Inoltre, dato che una delle caratteristiche del nostro avatar è quella di far uscire allo scoperto le potenzialità latenti dei nostri compagni, non saremo gli unici a poterne beneficiare. Finalmente i God Eater della Blood Unit, la nostra squadra, non saranno più un debole contorno. Se in battaglia dovrete affrontare più nemici su più fronti, attraverso un semplice comando potrete dividere la vostra squadra, e questa volta ognuno si assicurerà di fare il proprio dovere: se in passato i compagni avrebbero arrecato al nemico dei danni minimi, stavolta gli Aragami riporteranno ferite anche piuttosto gravi. Tuttavia, separarvi da una parte dei vostri compagni si rivelerà il più delle volte un’operazione alquanto rischiosa, poiché  non potrete contare sul loro supporto e soprattuto non sarà possibile rianimarvi in caso subiate una sconfitta.

Il comparto tecnico è notevolmente migliorato ma purtroppo, un po’ perché il titolo nasce su una console portatile, un po’ perché gli hunting game presentano sempre le stesse pecche dovute al genere, anche in GOD EATER 2 RAGE BURST troviamo arene spoglie e poco interattive. Per quanto il dettaglio grafico sia migliorato, per quanto siano stati introdotti nuovi elementi vivi come cascate e foglie, per quanto siano aumentate di numero e dimensione le aree di lotta, ancora l’ambiente risulta poco piacevole allo sguardo e troppo povero. D’altro canto il dettaglio grafico, sia negli Aragami, sia nel momento vero e proprio della battaglia è notevolmente migliorato, tutto scorre fluido anche sul piccolo schermo della portatile: nessun calo, nessun tentenno e nonostante sia poco presente, anche l’effetto pop up tipico degli hunting game è notevolmente calato. Una parola va spesa infine anche sulla resa visiva dei personaggi. Estremamente variopinti e ben dotati di personalità proprie, sono tutti molto piacevoli. Donne succinte e con abiti improbabili, come vuole la tradizione giapponese, esprimono un carattere tipico che le contraddistingue, facendole ricordare non solo per curve prosperose o ornamenti fra i capelli. Fanno una felice comparsa, in supporto alla nostra unità, personaggi appartenenti al capitolo precedente, formando assieme a comprimari attuali un cast nutrito e particolare, degno di confrontarsi con qualsiasi altro prodotto del genere.

Giudizio finale

In conclusione possiamo affermare che GOD EATER 2 RAGE BURST ha tutte le carte in regola per piazzarsi sul podio degli hunting game. Non ci stupiremmo, data la trama avvincente e il comparto tecnico all’altezza, di vedere presto nuove produzioni della serie che tanto appassiona il Sol Levante. Qualche piccola pecca a livello tecnico è del tutto perdonabile su PS Vita, mentre può essere condannata su PlayStation 4 e ancora di più su PC. Resta il fatto che il titolo gode di buona grafica, un ottimo comparto audio, una traduzione sufficiente e infine un validissimo gameplay, cosa che gli perfette di affrontare ad armi pari titoli ben più blasonati del medesimo genere ludico. Consigliato ai curiosi e agli amanti della caccia ai mostri.

Voto

90
  • Storia - 87
  • Gameplay - 93
  • Comparto Tecnico - 89

Informazioni su Matteo "Crazy" Cadeddu

Mai cresciuto del tutto, comincia a smanettare sui computer quando definirli tali era esagerato. Dallo ZX Spectrum alla PS4, ha giocato con qualsiasi cosa sia stata degna di nota. Odia gli stupidi, aiuta i deboli e dall’invasore ci difenderà, no aspettate quello era Daltanious, ma il concetto rimane invariato. Non è facile piegarlo e odia chi non è in grado di cambiare idea. Ama il romanticismo ma non lo ammetterà mai, neanche sotto tortura. Sempre pronto a dare una mano, aiuta tutti coloro che se lo meritano.

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