NieR: Automata – Recensione

  • Titolo: NieR Automata
  • Piattaforma: PlayStation 4, PC (STEAM)
  • Genere: Action RPG
  • Giocatori: 1
  • Sviluppatore: PlatinumGames
  • Publisher: SQUARE ENIX
  • Lingua: Italiano (testi), Inglese e Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 10 marzo 2017 (PS4), 17 marzo 2017 (PC)
  • Narrativa matura e curata
  • Combat system tecnico e frenetico
  • Art direction impeccabile
  • Finali multipli
  • Gestione della mappa poco intuitiva
  • Qualche muro invisibile di troppo

All’interno del mondo videoludico sicuramente non mancano le personalità stravaganti, e in questo campo più che mai, il binomio “genio e sregolatezza” non poteva essere più veritiero. Uno dei game designer più eccentrici è certamente il buon Yoko Taro: lo sviluppatore infatti, oltre a comparire ben poco in pubblico, nelle rare occasioni in cui decide di mostrarsi è solito portare una maschera, dal momento che secondo lui se i giocatori conoscessero il volto della persona che ha realizzato uno dei giochi che amano, parte della “magia” legata al gioco stesso scomparirebbe. Ciò che colpisce maggiormente di Yoko Taro però, è la sua capacità di raccontare storie profonde e ricche di significato, che esplorano gli angoli più bui dell’animo umano. Purtroppo, titoli come il primo NieR e Drakengard sono rimasti di nicchia a causa di un gameplay assolutamente non all’altezza della narrativa. Con il recente NieR: Automata, tuttavia, la situazione è ben diversa, dal momento che Yoko Taro, per la realizzazione di questo titolo, ha deciso di collaborare con i Platinum Games, ritenuti a furor di popolo dei veri e propri maestri quando si parla del genere action. Con il genio creativo di Yoko Taro a curare la direzione artistica e i “genitori” di Bayonetta a lavorare sul gameplay, le premesse per un capolavoro ci sono tutte, giusto? Scopriamolo insieme.

Un futuro oscuro


NieR: Automata è ambientato in un lontano futuro, nel quale, in seguito ad un’invasione aliena, l’umanità è stata quasi completamente annientata e la Terra è nelle mani delle biomacchine, robot senzienti costruiti dagli invasori. I pochi esseri umani superstiti si sono quindi trasferiti sulla luna, e hanno costituito la divisione YoRHa, un gruppo di soldati androidi che, usando una stazione spaziale come base operativa, cerca di annientare le biomacchine e riconquistare il pianeta d’origine dell’umanità. Il gioco ci porta subito nel centro dell’azione, facendoci vestire i panni di 2B, un’avvenente androide di sesso femminile, impegnata in una missione sulla Terra. 2B viene presentata al giocatore come una vera e propria soldatessa, ligia al dovere, letale in combattimento e pronta anche a mettere da parte le emozioni per la buona riuscita della missione. Il co-protagonista del gioco invece, l’androide 9S, sembra essere l’esatto opposto di lei: 9S è molto più emotivo e aperto al dialogo e, a differenza di 2B, non sembra voler reprimimere la propria umanità e i propri sentimenti in virtù dei suoi compiti da soldato androide. La terza protagonista è A2, un’androide all’apparenza violenta e taciturna, marchiata dagli YoRHa come traditrice e che si dà alla macchia sulla Terra. Con l’avanzare della trama, ovviamente, assisteremo anche ai cambiamenti dei protagonisti e conosceremo altri personaggi secondari ben caratterizzati.

La particolarità della narrativa di questo titolo comunque è il suo essere articolata in tre run: nella prima giocheremo nei panni di 2B, nella seconda ripeteremo la stessa porzione di storia dal punto di vista di 9S, mentre la terza sarà un vero e proprio “sequel” delle vicende vissute fino ad ora dai protagonisti. La seconda run è molto simile alla prima, fatta eccezione ovviamente per i momenti in cui 2B e 9S sono separati e per qualche missione secondaria, mentre la terza sarà completamente inedita e concluderà le vicende legate ai protagonisti. Come anticipato da Yoko Taro, il gioco presenta ben 26 finali multipli, ma non sarà per questo necessario completarlo più volte per sbloccarli tutti. Ad onor del vero, i finali significativi dal punto di vista narrativo sono “solo” 5, gli altri sono dei juke ending che consistono in una manciata di righe a schermo che spiegano sommariamente ciò che è avvenuto. Ad ogni modo, dopo aver completato la terza run, avremo accesso ad una comoda schermata di selezione del capitolo, che ci permetterà di cominciare a giocare da un punto qualsiasi della storia e sbloccare facilmente i finali che ci mancano.

Spade, chip e bulloni


Uno dei punti di forza di NieR: Automata è sicuramente il gameplay, curato dai ragazzi di Platinum Games. 2B è una combattente agile e letale, e ha a sua disposizione un vasto arsenale di armi per avere la meglio sulle biomacchine: per prima cosa, è possibile equipaggiare due armi, assegnandone una all’attacco leggero e una a quello pesante. Abbiamo a disposizione anche il nostro Pod, un piccolo robot volante che fa da unità di supporto ai soldati YoRHa, e che dispone di una mitragliatrice laser e di diversi programmi di supporto dagli effetti più disparati, equipaggiabili uno alla volta. Come da tradizione nei titoli Platinum, schivare un attacco all’ultimo istante conferirà dei benefici immediati, in questo caso potremo contrattaccare subito con un colpo che lancerà in alto i nemici, dandoci modo di seguirli e continuare a mezz’aria la nostra combo. 9S invece non dispone dell’attacco pesante e ha la possibilità di equipaggiare una singola arma, ma potrà contare sulla manomissione: quest’abilità gli consente di hackerare i software delle biomacchine nemiche e far partire così un minigioco in stile arcade che, se portato a termine, permetterà di far esplodere il nemico manomesso o addirittura di controllarlo a distanza. La manomissione inoltre è indispensabile per aprire alcuni forzieri, che risultano invece inaccessibili a 2B.

Il gioco offre inoltre una buona varietà di armi, suddivise in diverse tipologie, e il feeling offerto da ognuna di esse è più che buono, permettendo a qualsiasi giocatore di trovare lo strumento di morte più adatto al proprio stile di gioco. La personalizzazione dei personaggi, tuttavia, non si ferma alle armi. È possibile infatti acquistare o droppare dei nemici abbattuti dei chip da installare sulla scheda madre degli androidi, ognuno dei quali fornirà ai protagonisti degli utili bonus passivi in combattimento. I bonus spaziano da semplici aumenti delle statistiche offensive e difensive a cure automatiche, recupero degli HP mediante il danneggiamento dei nemici o un breve rallentamento del tempo per i nemici quando si effettua una schivata perfetta (chip da usare obbligatoriamente per tutti i fan di Bayonetta). Oltretutto, sebbene non ci sia nessun salvataggio automatico, morire per un androide significa far trasferire il backup della propria coscienza in un nuovo corpo. Dopo la morte perderemo tutti i nostri chip e, dovremo quindi tornare nel punto in cui sono presenti le nostre spoglie per recuperarli. La funzionalità online del titolo ci permetterà di vedere i corpi degli altri giocatori nei punti in cui sono stati sconfitti, e di recuperarli per ottenere dei bonus temporanei. Il gioco gode inoltre di una grande varietà di nemici, e anche le boss fight sono spettacolari e maestose, in prefetto stile Platinum Games. Nonostante il gioco sia principalmente un action, ci saranno alcuni frangenti della trama in cui saremo chiamati a pilotare il nostro aeroscheletro, durante le quali il gioco si trasformerà in uno sparatutto a scorrimento, nel quale dovremo abbattere i nemici in volo e farci strada tra i proiettili.

Mondo desolato


Il mondo di gioco di NieR: Automata è una Terra ormai devastata, colonizzata dalle macchine e costellata di edifici distrutti e città in rovina, nella quale la presenza della civiltà umana è soltanto uno sbiadito ricordo. Nel corso dell’avventura, i protagonisti visiteranno diverse ambientazioni, tutte realizzate molto bene: in particolar modo il deserto sconfinato e il vecchio Luna Park risultano molto suggestive. Di certo non si tratta del mondo più esteso visto in un videogioco, ma considerando la fluidità generale del titolo e l’immediata risposta dei comandi non si poteva chiedere di più. La resa grafica è soddisfacente, l’unico neo è la presenza di qualche magagna tecnica, come dei fastidiosi e poco eleganti muri invisibili, situati in alcuni punti della mappa. A tal proposito, anche la consultazione della mappa stessa risulta piuttosto macchinosa, dal momento che non è possibile far apparire su di essa l’indicatore di una subquest semplicemente selezionandola dalla lista, e saremo costretti a piazzare un indicatore personalizzato per non perdere l’orientamento e seguire il nostro obiettivo. Nulla da eccepire sul comparto audio, che può vantare di un doppiaggio giapponese di pregevolissima fattura e una colonna sonora di tutto rispetto, che certamente vi rimarrà in testa anche dopo aver spento la console.

Giudizio finale

NieR: Automata è un piccolo gioiello. Yoko Taro e i Platinum Games sono riusciti a realizzare un prodotto di ottima qualità, con un combat system solido e una narrativa in grado di catturare il giocatore. La longevità del titolo si attesta su buoni livelli, ed è quantificabile più o meno in una trentina di ore, che possono aumentare per i completisti più accaniti. Consigliato senza riserve agli amanti del genere action.

Voto

90
  • Giudizio complessivo - 90

Informazioni su Ike

Cacciatore di mostri specializzato nell’uso di due lame in contemporanea, tra una battuta di caccia e l’altra non disdegna attività più soft come l’allenamento e l’allevamento dei Pokémon. Fedele al Sommo Helix, attende con impazienza la sua reincarnazione, lottando per contrastare la malefica piaga dei DLC e dei season pass. Gira voce che potrebbe tagliarsi le mani se costretto a fare una partita a un gioco di simulazione calcistica.

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedInShare on TumblrShare on RedditEmail this to someonePrint this page