Tokyo Twilight Ghost Hunters: Daybreak Special Gigs World Tour – Recensione Flash

  • Titolo: Tokyo Twilight Ghost Hunters: Daybreak Special Gigs World Tour
  • Piattaforma: PlayStation 4, PlayStation 3, PS Vita, PC
  • Genere: Visual novel/ RPG Tattico
  • Giocatori: 1
  • Sviluppatore: Toybox Inc.
  • Publisher: NIS America
  • Lingua: Inglese (testi), Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 10/21/2016
  • Presenta finali multipli
  • Ottimi Disegni
  • Buone soundtrack
  • Fight system odioso, altalenante, snervante
  • Trame ripetitive
  • più un Porting che una Remastered

Come ci si sente ad essere dei cacciatori di fantasmi? Ma soprattutto come ci si sente a combattere entità malvagie a suon di rock? Tokyo Twilight Ghost Hunters rispose a queste domande nel suo esordio su PS Vita e PlayStation 3, e ora si appresta a farlo anche su PlayStation 4 e PC con una versione remastered… che di remastered purtroppo ha ben poco. Il gioco mantiene le sue caratteristiche rockeggianti e i suoi artwork di qualità, nonché un combat system elaborato e a tratti frustrante. Le abilità dei nostri acchiappafantasmi nipponici avrà catturato anche i Gameslayer?

A CACCIA DI FANTASMI


Arrivare il primo giorno di scuola e ritrovarsi ad esorcizzare fantasmi: questo è ciò che accade al protagonista Ryusuke Touma, un liceale di classe terza, appena arrivato alla Kurenai Academy di Tokyo. Facendo conoscenza con la capoclasse Sayuri ed uno strano ragazzo sulla sedia a rotelle di nome Masamune Shinga, il giovane entrerà a far parte dei Gate Keepers, un’associazione che si occupa di dare la caccia alle entità sovrannaturali. Il sopracitato gruppo accoglie ogni tipo di richiesta che riguardi l’occulto, creando una storyline autoconclusiva per ogni caso ad esso affidato. Il giocatore dovrà però affrontare e svelare un mistero più profondo. Riusciranno dei liceali ad affrontare e sopravvivere a delle oscure entità?

TATTICA E LETTURA


Il titolo di questo paragrafo non è dato a caso: nonostante i due concetti sembrino lontani anni luce, questo gioco riesce ad unire le due cose, fornendo uno stile narrativo da visual novel ad un fight system degno dei migliori RPG tattici. Nonostante i casi tendano a narrare episodi spesso autoconclusivi, il gioco potrebbe risultare ripetitivo e pesante, poiché nonostante le storie siano ben narrate, spesso aggiungono davvero poco alla trama principale del titolo, rendendo a volte i nostri sforzi nel risolvere un determinato caso o situazione inutili ai fini della trama vera e propria. Il titolo, come già detto in precedenza, utilizza un sistema di combattimento davvero particolare, ovvero ci mette di fronte a una planimetria del luogo nella quale affronteremo lo spettro di turno, permettendoci in una prima fase di poter piazzare trappole o strumenti per poter individuare il nemico (sono fantasmi..e sì..i protagonisti hanno difficoltà ad individuarli precisamente), mentre in una seconda fase avremmo un turno di movimento e d’attacco per i nostri personaggi. Nonostante sembri un classico RPG dall’aspetto tattico, il gioco farà coincidere il nostro turno e scelte con quello degli avversari, rendendo il titolo ostico e snervante a volte, poiché per riuscire ad eseguire anche un semplice attacco occorrerà braccare un nemico invisibile utilizzando più e più turni. Un punto a favore del titolo è però l’interazione tra i personaggi, con molteplici scelte comportamentali da effettuare durante la fase narrativa del gioco, permettendoci di scegliere a pieno un’azione e il modo in cui eseguire quest’ultima, come ad esempio, una carezza dolce può essere trasformata in uno schiaffo violento, oppure in una palpatina inopportuna, utilizzando così una modalità di scelta molto simile a quella di un dating sim, tutto ciò in base ai livelli di affetto che avremmo stabilito con i vari personaggi. Queste azioni potranno portarci a sbloccare finali alternativi o filmati segreti, ma purtroppo nulla di entusiasmante.

ROCK E SPETTRI


Nonostante un gameplay che può risultare ostico e pedissequo, nonché snervante, le soundtrack tendenti al JROCK (e con la partecipazione di Nobuo Uematsu) riescono a fornire la giusta carica durante le nostre indagini e gli scontri per esorcizzare gli spettri, che pur non puntando ad una grafica realistica, riescono ad essere ben delineati da uno stile anime davvero molto curato. Difatti essendo un gioco con forti elementi da visual novel, il comparto visivo si sposa a pieno con il genere e con ciò che vuole trasmettere, ponendo un tono dark alle varie vicende dei protagonisti. Anche gli artwork dei vari mostri o infestazioni che andremmo ad affrontar, presentano dei tratti davvero caratteristici, andando a riprendere le illustrazioni nipponiche delle legende metropolitane alla quale alcuni dei casi fanno riferimento come l’entità mekemeke o Hanako la ragazza dei bagni. Insomma, il comparto narrativo e sonoro è davvero di impatto e riesce a fornire al gioco quel tocco in più che potrebbe spingere a giocare una mezz’oretta extra soltanto per ascoltare la prossima soundtrack o vedere il prossimo mostro.

Giudizio finale

Nonostante si tratti di una versione aggiornata di un capitolo già uscito precedentemente su console, i pochi DLC con le sottotrame aggiunte non forniscono una buona ragione per riacquistare il titolo in quanto porting, poiché, in questo caso, parlare di remastered è esagerato ed errato. In pratica, la rimasterizzazione lascia talmente a desiderare da far evitare l’acquisto a chi ha già provato il gioco nella generazione precedente. Tralasciando gli artwork e qualche brano davvero calzante, il sistema di combattimento e una ripetività evidente all’interno delle missioni renderanno il gioco una vera e propria tortura. Personalmente consiglierei il titolo in questione solo ai veri amanti del genere, che cercano magari un’esperienza diversa dai classici RPG tattici e dalle visual novel: è un gioco da prendere con le pinze, in quanto i suoi punti di forza potrebbero essere gli stessi quelli che noi abbiamo ritenuto i suoi principali punti deboli.

Voto

70
  • Giudizio complessivo - 70

Informazioni su Antonio "Untoldzero" Mennillo

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