FINAL FANTASY XV – Recensione

  • Titolo: FINAL FANTASY XV
  • Piattaforma: PlayStation 4, Xbox One
  • Genere: Action RPG
  • Giocatori: 1 (fino a 4 in modalità online)
  • Sviluppatore: SQUARE ENIX Division 2
  • Publisher: SQUARE ENIX
  • Lingua: italiano (testi), giapponese, inglese, tedesco o francese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 29 novembre 2016
  • Combat system appagante
  • Mondo di gioco esteso
  • Buon numero di missioni secondarie
  • Personaggi poco memorabili
  • Parecchi buchi di trama
  • Difficoltà tarata decisamente verso il basso
  • Telecamera a volte confusionaria nei combattimenti

Oltre dieci anni fa, SQUARE ENIX parlò di un progetto piuttosto fumoso, denominato FINAL FANTASY Versus XIII, che è rimasto praticamente avvolto nel mistero e confinato in un limbo per tantissimo tempo. Il progetto, a causa di uno sviluppo travagliato, è stato poi dato in mano ad Hajime Tabata e riadattato, per diventare infine FINAL FANTASY XV, titolo attorno al quale ruotano le speranze dei fan storici di vedere la saga tornare ai suoi antichi fasti, dopo la delusione derivante dal tredicesimo capitolo e dai suoi sequel. Il game director, prima del lancio, ha sempre diffuso regolarmente aggiornamenti sullo stato dei lavori e informazioni sulle feature del gioco, contribuendo ad alimentare l’hype e lasciando ben sperare su questo progetto, ed ora siamo di fronte al momento della verità: il buon Tabata ce l’avrà fatta o no?

Il principe e i suoi compagni


Il protagonista di FINAL FANTASY XV è Noctis Lucis Caelum, principe del regno di Lucis in viaggio per raggiungere la sciamana Lunafreya, con la quale dovrà convolare a nozze, e accompagnato dai suoi quattro amici e guardie del corpo: Gladio, Ignis e Prompto. Probabilmente leggendo una descrizione simile sarebbe lecito aspettarsi un’ambientazione medievale, ma non è affatto così: in questo FINAL FANTASY infatti ci troviamo di fronte ad un mondo per certi versi simile a quello in cui viviamo, abbiamo infatti le automobili, autostrade costellate di stazioni di servizio e persino gli smartphone, la TV, la radio e i computer. Il tutto è amalgamato con gli elementi classici della serie, come la magia, le armi bianche, i chocobo e gli immancabili mostri che popolano il mondo di gioco. La magia è una prerogativa della stirpe di Lucis, e permette ai componenti della famiglia reale di teletrasportarsi per distanze limitate, di evocare le proprie armi e di condividere quest’ultimo potere con i propri servitori più fidati. Tabata ha inoltre deciso di far cominciare questa storia con il party già riunito, Noctis e i suoi infatti si conoscono da parecchi anni, e l’unico modo per approfondire il loro legame è quello di vedere l’anime ambientato molto prima degli eventi del gioco. Anche la visione del film FINAL FANTASY XV: Kingsglaive vi aiuterà a comprendere meglio ciò che avviene a Insomnia, capitale del regno di Lucis, poco dopo la partenza del quartetto, e come mai il principe si trovi a lottare contro l’Impero di Nifleheim per riconquistare il suo regno. Ciononostante, la storia del gioco rimane comunque comprensibile anche senza guardare nessuna di queste due validissime opere.

Dall’esplorazione alla linearità


Come anticipato da Tabata, è stata adottata per questo titolo una scelta piuttosto atipica: nella prima parte dell’avventura potremo muoverci liberamente per l’estesa mappa del gioco, utilizzando la Regalia, l’automobile della famiglia reale, per velocizzare gli spostamenti. Come da tradizione negli open world, potremo liberamente seguire la main quest o cimentarci nelle varie missioni secondarie che ci verranno affidate dagli NPC, e sono presenti anche numerose missioni di caccia, che richiederanno l’abbattimento di un bersaglio specifico per essere portate a termine e che offriranno una ricompensa in Guil. Durante il gioco avremo il controllo di Noctis, mentre i tre compagni, oltre ad essere gestiti dall’IA durante i combattimenti, non esiteranno a far sentire la loro presenza anche durante l’esplorazione: potrebbero per esempio commentare il passaggio di un branco di animali selvatici, oppure proporvi di fermarvi da qualche parte per la notte. Dopo il tramonto infatti le strade saranno infestate dai Daemon, mostri notturni più coriacei rispetto agli altri, che non esiteranno a materializzarsi e aggredire il party qualora decideste di avventurarvi di sera fuori da un centro abitato. Evitare i daemon, ad ogni modo, non è l’unico motivo valido per accamparsi: i punti esperienza dopo i combattimenti verranno infatti accumulati dal party, ma saranno spesi e utilizzati per il level up solo nel momento in cui il gruppo si accampa in uno dei tanti rifugi presenti sulla mappa o riposa in una camera o in una roulotte, oltretutto sebbene questa seconda opzione richieda un modesto esborso di guil, conferirà ai protagonisti un bonus sull’esperienza guadagnata.

Durante l’esplorazione avrete inoltre modo di usufruire dei talenti dei protagonisti, ognuno di loro infatti è naturalmente portato per una particolare attività: Noctis ama la pesca, e potrà quindi cimentarsi in quest’attività in alcuni punti della mappa in prossimità di uno specchio d’acqua, Gladio ama l’esplorazione e il campeggio, e sarà in grado di reperire oggetti utili dopo le battaglie, Ignis è un abile cuoco, e cucinerà per il party quando deciderete di piantare la tenda e accamparvi, mentre Prompto scatterà delle foto durante la giornata, che potrete salvare in un album e condividere sui social tramite l’apposita funzione della console. Ad eccezione del talento di Prompto, gli altri vi daranno dei benefici concreti: i pesci pescati da Noctis possono essere venduti o usati da Ignis per cucinare, mentre i suoi piatti garantiranno al gruppo dei bonus temporanei utili in combattimento, e Gladio vi permetterà di racimolare qualche oggetto utile gratuitamente. Tutta la prima parte, fondamentalmente, funziona bene: il mondo è abbastanza vasto e ci sono diverse missioni da portare a termine, per spostarvi avrete a disposizione la Regalia o potrete prendere in affitto quattro Chocobo da cavalcare, e diverse missioni vi permetteranno di migliorare il vostro veicolo con vari upgrade o di modificarne l’estetica. Una chicca che personalmente ho molto apprezzato è la possibilità di ascoltare le musiche dei vecchi FINAL FANTASY tramite l’autoradio, che sicuramente farà felici i fan di vecchia data. È inoltre doveroso precisare che la Regalia si muove quasi “su binari”, e che è possibile utilizzarla solo per percorrere le strade principali. Non si tratta comunque di una grave mancanza, dal momento che stiamo parlando di un JRPG e non di un simulatore di guida. Naturalmente, pagando l’esigua cifra di 10 guil, è possibile sfruttare i viaggi rapidi per i luoghi già visitati.

Come sappiamo, la saga ha abbandonato i classici combattimenti a turni per cercare di innovarsi. Il combat system di FINAL FANTASY XV è infatti prettamente action, senza scontri casuali e senza alcuna transizione dalla mappa principale, e ci dà la possibilità di controllare esclusivamente Noctis, con i tre compagni gestiti della CPU. Avremo quindi il tasto cerchio adibito all’attacco con l’arma equipaggiata, il quadrato da usare per le manovre difensive come le parate e le schivate, il tasto X che ci permette di saltare e infine il tasto triangolo che verrà impiegato per effettuare una proiezione, ovvero un rapido attacco con teletrasporto verso un nemico precedentemente preso di mira, che infliggerà danni direttamente proporzionali alla distanza dal bersaglio al momento dell’attivazione. Le proiezioni e le manovre difensive consumeranno l’energia magica di Noctis, pertanto è importante non abusarne visto che esaurire gli MP significa essere impossibilitati a schivare per un periodo di tempo limitato, ed è anche possibile effettuare delle proiezioni tattiche, tramite le quali Noctis può teletrasportarsi in una postazione sopraelevata per rigenerare gli MP o semplicemente avere una visuale completa del campo di battaglia. Infine, consumando un’apposita barra condivisa da tutto il party, è possibile chiedere ad un compagno di eseguire una tecnica speciale. Il principe può equipaggiare inoltre fino a quattro armi e magie da usare in combattimento, comodamente intercambiabili tramite l’utilizzo della croce direzionale, a differenza dei compagni che possono usare solo un’arma principale e un’arma secondaria o una magia. In definitiva i combattimenti sono frenetici e divertenti, anche se in alcune circostanze la telecamera diventa confusionaria, e alcune boss fight sono decisamente spettacolari da vedere e da giocare, ciò che davvero differisce rispetto al passato è la gestione delle magie.

In questo FINAL FANTASY, le magie devono essere distillate, usando come materie prime le energie elementali che Noctis è in grado di assorbire dalle fonti sparse per il mondo di gioco, per poi essere conservate in ampolle magiche che dovranno essere equipaggiate prima delle battaglie, come se fossero armi. Va precisato che non esistono incantesimi curativi, e che solo Ignis nel party ha accesso ad un paio di abilità rigenerative; certo non si tratta di una grave mancanza, ma è bene farlo presente dal momento che si tratta di una scelta inusuale per un gioco di questa saga. Le differenze con il passato non si limitano a questo però, infatti esaurire gli hp durante il combattimento non causerà la sconfitta immediata di un membro del party, ma lo porterà in uno stato di crisi, durante il quale potrà solamente muoversi e usare oggetti e  vedrà i suoi HP massimi decrescere nel tempo e per uscire da questo stato e tornare pienamente operativi sarà sufficiente essere soccorsi da un compagno, oppure usare un oggetto di recupero. Solo quando anche gli HP massimi saranno arrivati a 0, il personaggio andrà KO, ma anche in quel caso una semplice coda di fenice lo riporterà in vita, con gli HP completamente ripristinati, e questo vale anche nel caso in cui dovesse essere Noctis a cedere sotto i colpi nemici. In buona sostanza, avere una cospicua scorta di code di fenice e Megafenice significa essere immortali, rendendo la difficoltà di questo gioco davvero irrisoria. C’è da dire che anche i precedenti capitoli della saga non avevano una difficoltà proibitiva, ma in FINAL FANTASY XV è possibile senza alcuno sforzo terminare la main quest senza nemmeno sapere come sia fatta la schermata del Game Over (io stesso non ho idea di come sia), e la cosa è probabilmente un po’ eccessiva.

Chi ben comincia è a metà dell’opera… forse


Tirando le somme, la prima parte dell’avventura è tutto sommato godibile e ben strutturata, caratterizzata da dungeon ben realizzati e luoghi piacevoli da esplorare. Se pensiamo allo sviluppo travagliato che ha avuto questo gioco possiamo solo fare i complimenti a Tabata e al suo team per essere riusciti, nonostante tutto, a tirar fuori un buon prodotto. Purtroppo questa prima impressione ha contribuito a lasciarci ancor più l’amaro in bocca quando ci siamo inoltrati nella fatidica seconda parte del gioco, quella più lineare di cui si è chiacchierato tanto e che, ancor prima del day-one, ha fatto preoccupare i più scettici. Mettiamo subito in chiaro una cosa: chi sta scrivendo non era particolarmente allarmato in origine, la linearità non è necessariamente un male da evitare a tutti i costi, se serve ad accompagnare una narrazione di alto livello e una storia ben scritta. Il problema della seconda parte di FINAL FANTASY XV non è la sua natura lineare, ma il fatto che la storia sia stata palesemente arronzata e presenta evidenti buchi di trama. Alla fine il gioco finisce col trascinarsi stancamente verso le fasi finali, alle quali siamo arrivati praticamente per inerzia, senza un reale coinvolgimento. Un peccato, dal momento che Tabata nella prima parte era riuscito a realizzare qualcosa di buono. Ad ogni modo in questa fase, sfruttando un espediente narrativo, potrete in qualsiasi momento tornare a Lucis e immergervi nuovamente nella sezione open world del gioco, per portare a termine le missioni secondarie che vi eravate lasciati alle spalle.

Per quanto riguarda il comparto tecnico, anche per chi è in possesso di una PlayStation 4 base, c’è davvero poco da recriminare: le ambientazioni sono molto vaste e presentano una buona varietà, e anche i modelli dei nemici e gli effetti di luce durante i combattimenti sono ben realizzati. Durante i combattimenti, anche nelle situazioni più concitate, il gioco si comporta bene e non si va incontro a rallentamenti di sorta e anche la colonna sonora svolge bene il suo compito, con brani azzeccati e che probabilmente vi resteranno in testa anche dopo aver spento la console, soprattutto quelli che accompagnano le battaglie. La colonna sonora inoltre, come abbiamo già detto prima, è impreziosita dai brani dei vecchi FINAL FANTASY, riproducibili tramite lo stereo della Regalia e che vi faranno compagnia durante i vostri viaggi in auto.

Giudizio finale

Non possiamo dire con certezza se FINAL FANTASY XV abbia ripagato i fan storici per i 10 anni di attesa. Tuttavia, siamo ancora ben lontani dagli standard qualitativi ai quali (l’allora) SQUARESOFT ci aveva abituati durante il suo glorioso passato. Ciò non significa che questo FINAL FANTASY sia un brutto gioco, anzi si tratta sicuramente di un prodotto valido, che però è ben lontano dall’essere un capolavoro o dal riportare la saga ai suoi antichi fasti. È palese che gran parte delle sue mancanze siano attribuibili allo sviluppo travagliato; il nostro consiglio è comunque quello di dargli una chance, nella speranza che ciò che è stato fatto di buono in questo capitolo possa essere riproposto e perfezionato nei prossimi titoli.

Voto

80
  • Giudizio complessivo - 80

Informazioni su Ike

Cacciatore di mostri specializzato nell’uso di due lame in contemporanea, tra una battuta di caccia e l’altra non disdegna attività più soft come l’allenamento e l’allevamento dei Pokémon. Fedele al Sommo Helix, attende con impazienza la sua reincarnazione, lottando per contrastare la malefica piaga dei DLC e dei season pass. Gira voce che potrebbe tagliarsi le mani se costretto a fare una partita a un gioco di simulazione calcistica.

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