DRAGON QUEST BUILDERS – Recensione

  • Titolo: DRAGON QUEST BUILDERS
  • Piattaforma: PlayStation 4, PlayStation Vita
  • Genere: Action RPG, Sandbox
  • Giocatori: 1
  • Sviluppatore: SQUARE ENIX
  • Publisher: SQUARE ENIX
  • Lingua: Italiano (testi)
  • Data di uscita: 14 ottobre 2016
  • Sprizza DRAGON QUEST da tutti i pori
  • Colorato e piacevole da vedere
  • Mondo di gioco vasto e colorato
  • Può diventare ripetitivo

Il mondo degli spin-off videoludici di brand famosi, nel corso degli anni, ha sempre avuto alti e bassi, ma è innegabile che ci abbia regalato prodotti interessanti. Per quanto riguarda la saga JRPG DRAGON QUEST, in tempi recenti abbiamo potuto mettere le mani su DRAGON QUEST Heroes, titolo che strizza l’occhio agli amanti dei musou, mentre in un passato più lontano abbiamo visto titoli come DRAGON QUEST Monsters Joker o DRAGON QUEST Swords, uno dei primi giochi a sfruttare il motion control dell’allora neonata Nintendo Wii. Quest’oggi ci troviamo invece a parlare di DRAGON QUEST BUILDERS, interessante esperimento che unisce il mondo di DRAGON QUEST e alcune caratteristiche dei JRPG con le meccaniche di Minecraft. Scopriamo insieme in che modo SQUARE ENIX è riuscita a far conciliare questi due mondi, e se è il risultato è degno di nota.

Non sono un eroe, sono un costruttore


In DRAGON QUEST BUILDERS, il continente di Alefgard è stato devastato a maledetto da un essere malvagio, chiamato Dragonlord, che ha avvolto il mondo nell’oscurità e ha privato gli umani della capacità di costruire oggetti o edifici, e i mostri ormai la fanno da padroni, mentre i pochi sopravvissuti vagano senza meta cercando di non soccombere. Il nostro avatar non è altri che il costruttore leggendario, l’unico essere umano che ha ancora la capacità di costruire, e che ha il compito di aiutare gli umani a ricostruire le loro città e far rinascere la loro civiltà, in modo da spezzare la maledizione e aiutarli a sconfiggere definitivamente il Dragonlord. Nel corso della nostra avventura conosceremo i vari NPC che popoleranno i villaggi da noi costruiti e, man mano che soddisferemo le loro richieste andando avanti nella storia, emergeranno nuovi dettagli sul loro passato. Certo, a livello di trama siamo lontani anni luce dalla qualità espressa dai migliori esponenti del genere RPG, ma considerando che non siamo di fronte a un JRPG puro il risultato è comunque gradevole, e i personaggi partoriti dalla matita dell’inconfondibile Akira Toriyama vi strapperanno un sorriso un più di un’occasione.

Non salgo di livello, io crafto


Il punto centrale di DRAGON QUEST BUILDERS, ad ogni modo, non è la storia, ma il gameplay. La storia è suddivisa in quattro capitoli, ognuno dei quali avrà luogo in una delle quattro macro aree, completamente separate tra loro e sbloccabili in maniera sequenziale, man mano che ognuna di esse viene completata. In ognuna di queste zone, dovremo fondamentalmente procurarci i materiali necessari alla ricostruzione della base da cui far partire la rinascita di quel regno, soddisfacendo nel contempo le richieste dei vari NPC che verranno a stabilirsi da noi. Il mondo di gioco ha una struttura “cubettosa”, in stile Minecraft, e ogni elemento dello scenario può essere distrutto, raccolto e aggiunto al nostro inventario (a patto di avere un’arma abbastanza potente da danneggiarlo). Inizialmente dovremo quindi raccogliere dei semplici blocchi di terra, da posizionare per costruire le nostre prime stanze, ma proseguendo nel gioco avremo la possibilità di realizzare blocchi di mattoni o di pietra, decisamente più resistenti e che garantiranno alla nostra base una maggior difesa dai periodici assalti dei mostri.

Per proseguire nel gioco, dovremo soddisfare le varie richieste che ci verranno fatte dagli abitanti della base e, di tanto in tanto, dovremo anche aiutarli a difenderla dagli attacchi nemici. A tal proposito, uccidere mostri servirà solo a raccogliere i materiali di cui abbiamo bisogno, e l’unico modo per potenziare il nostro eroe sarà craftare armi e armature migliori grazie all’impiego di materiali di qualità superiore, mentre l’aumento degli HP massimi sarà garantito dal consumo dei semi della vita, che ci verranno dati come ricompensa per aver portato a termine alcune quest. Oltre ad equipaggiarci in maniera adeguata, per potenziare il nostro personaggio potremo anche costruire determinati edifici, che ci conferiranno alcuni utili bonus passivi, come ad esempio una rigenerazione spontanea degli HP migliorata, oppure un rallentamento nell’usura dell’equipaggiamento. C’è da dire che il combat system è ovviamente molto semplicistico, dal momento che le uniche azioni eseguibili sono l’attacco normale, un attacco caricato e il salto, eppure craftare un equipaggiamento migliore e sconfiggere quel mostro che ci aveva uccisi o messi in fuga, riesce comunque a regalare un certo senso di soddisfazione.

Costruisci e sopravvivi


Come abbiamo già detto, il gioco è suddiviso in 4 macro aree, ognuna delle quali con le proprie caratteristiche e con alcuni materiali e ricette esclusive. Il titolo è inoltre caratterizzato dal ciclo giorno/notte, e da una barra della sazietà del protagonista che si consumerà lentamente nel tempo. Andare in giro di notte significa solamente imbattersi in un numero maggiore di nemici e dover fare i conti con una visibilità ridotta, quindi è importante avere sempre modo di rientrare in base al tramonto, in modo da poter dormire fino alla mattina successiva, mentre per evitare di perdere HP a causa della fame dovremo procurarci da mangiare, cucinando noi stessi gli oggetti commestibili che abbiamo trovato o mangiando dei frutti spontanei. Detto ciò, sappiate che DRAGON QUEST BUILDERS non è un gioco difficile, e tende a perdonare il giocatore visto che ad ogni morte ricompariremo nella nostra base, e l’unico “fastidio” che dovremo prenderci è quello di tornare nel punto della nostra dipartita per recuperare gli oggetti che avevamo nell’inventario. Tuttavia, questo non significa che possiate adagiarvi sugli allori per tutta la durata dell’avventura: il primo capitolo è per lo più un tutorial ed è molto semplice, infatti troverete in giro per la mappa numerosi frutti spontanei che potrete usare come nutrimento; ma già dal secondo le cose cambiano: tutti gli elementi commestibili che potrete recuperare andranno prima cucinati, e dovrete quindi affrettarvi a craftare un girarrosto se non vorrete morire di fame. Insomma, il gioco non è particolarmente difficile, a patto che in ogni capitolo mettiate in pratica ciò che avete imparato nei precedenti, in modo da gestire la situazione nel migliore dei modi. A tal proposito, quando completerete un capitolo e passerete al successivo, l’unica cosa che manterrete sarà la lista delle ricette (richiamabile e consultabile in qualsiasi momento), mentre tutti i vostri oggetti andranno perduti, così come gli HP extra che avete ottenuto con i semi della vita.

A un primo impatto questa meccanica può far storcere il naso, dal momento che viene meno una caratteristica chiave dei JRPG: il senso di progressione del personaggio, tuttavia continuando a giocare si capisce bene per quale motivo gli sviluppatori abbiano fatto questa scelta. Lo scopo è quello di farvi affrontare ogni capitolo con il giusto approccio, in modo che dobbiate tenere conto delle caratteristiche specifiche di quel territorio e delle maggiori difficoltà da superare per poter costruire una base solida e, se avessimo a disposizione tutte le risorse ottenute nel corso dei capitoli precedenti, l’impresa risulterebbe di una facilità disarmante. La conseguenza diretta del perdere tutti i propri beni dopo ogni capitolo è che farmare e raccogliere risorse diventa un compito di importanza vitale per il raggiungimento degli obiettivi, ad ogni modo non preoccupatevi, perché il farming richiesto non sarà mai eccessivo, e in linea di massima basterà un breve giro di ricognizione per procurarsi tutti i materiali necessari. Ogni area inoltre contiene una discreta quantità di segreti e quest nascoste, che possono essere svelati mediante l’esplorazione, e questo rende la raccolta di materiali ancor meno tediosa. In più, ogni capitolo è ripetibile e comprende una serie di compiti specifici da portare a termine, chiamati “Sfide”, che sicuramente faranno gola ai completisti più accaniti. È inoltre presente una modalità di gioco in cui è possibile raccogliere materiali e costruire liberamente una base a proprio piacimento, sfruttando le varie ricette sbloccate nel corso della storia. Il gioco consente anche di condividere le proprie creazioni con gli altri giocatori, o di evocare nel proprio mondo gli edifici di altri costruttori. Si tratta di una modalità secondaria, e il suo successo dipenderà esclusivamente dalla community.

Uno stile inconfondibile


Il gioco è stato sviluppato per PlayStation 4, PlayStation Vita e PlayStation 3 (anche se quest’ultima versione è esclusiva per il mercato giapponese). La versione testata in sede di recensione è quella per PlayStation 4, che ovviamente non fatica minimamente nel reggere un titolo del genere, presentando caricamenti molto brevi e nessun calo di frame rate. Non siamo di fronte a una grafica spaccamascella, ma lo stile tipico della serie e la mano del maestro Toriyama compensano ampiamente questi limiti. Ognuna delle 4 aree può vantare una propria identità, ed è caratterizzata da uno stile per preciso, e anche i mostri e gli NPC sono gli stessi che abbiamo imparato ad apprezzare nei capitoli principali del brand. In parole semplici, questo spin-off sprizza DRAGON QUEST da tutti i pori, e ciò è sicuramente un grande pregio.

Giudizio finale

DRAGON QUEST BUILDERS è un esperimento riuscito, che riesce a catturare il giocatore grazie allo stile tipico della serie e ad un gameplay facile da assimilare, ma che mantiene comunque una buona dose di complessità. I fan del brand non dovrebbero assolutamente lasciarselo scappare, e anche coloro che vogliono cimentarsi per la prima volta in un gioco simile a Minecraft resteranno sicuramente soddisfatti. Certo, se le meccaniche non riusciranno a catturarvi potreste sentire il peso di una certa ripetitività di fondo, ma si tratta comunque di un titolo da provare.

Voto

80
  • Giudizio complessivo - 80

Informazioni su Ike

Cacciatore di mostri specializzato nell’uso di due lame in contemporanea, tra una battuta di caccia e l’altra non disdegna attività più soft come l’allenamento e l’allevamento dei Pokémon. Fedele al Sommo Helix, attende con impazienza la sua reincarnazione, lottando per contrastare la malefica piaga dei DLC e dei season pass. Gira voce che potrebbe tagliarsi le mani se costretto a fare una partita a un gioco di simulazione calcistica.

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