Superdimension Neptune VS Sega Hard Girls – Recensione

  • Titolo: Superdimension Neptune VS Sega Hard Girls
  • Piattaforma: PlayStation Vita, PlayStation TV
  • Genere: action RPG
  • Giocatori: 1
  • Sviluppatore: Felistella, Compile Heart
  • Publisher: Idea Factory International
  • Lingua: Inglese (testi e doppiaggio), Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 21 ottobre 2016
  • Combat system curato
  • Comparto tecnico pregevole
  • Altamente rappresentativo della saga
  • Dopo qualche ora diventa ripetitivo

Ideata da Compile Heart e Idea Factory, la saga di Hyperdimension Neptunia è una parodia in chiave RPG della *guerra* commerciale che si svolge, anno dopo anno, tra le console domestiche di intrattenimento videoludico: PlayStation, Xbox e Wii, o meglio tra Sony, Microsoft e Nintendo. Nel corso degli anni e degli innumerevoli spin-off, si sono evolute non solo le figure protagoniste, rappresentate da procaci e disinibite fanciulle, ma anche vere e proprie storie parallele come quella rappresentata dal nuovo Superdimension Neptune VS Sega Hard Girls, al contempo crossover col brand nipponico Sega Hard Girls (progetto basato sulle medesime caratteristiche di base ma che ha come attrici primarie le console di casa SEGA). Dopo aver visto la luce nel 2015 nella terra del Sol Levante, il connubio fra le due realtà approderà sulle nostre PlayStation Vita il prossimo 21 ottobre. L’abbiamo provato a lungo grazie al codice inviatoci dal publisher Idea Factory International e di seguito vi esponiamo le nostre impressioni.

La grande biblioteca


Com’è ovvio supporre,  la leggendaria “Grand Library” contiene al suo interno dei libri preziosissimi e al loro interno risiedono l’intera storia del mondo ed il continuum temporale. Secondo la seconda, se qualcuno trovasse la grande biblioteca e riuscisse a manomettere i volumi in essa contenuti, sarebbe in grado di riscrivere la storia. L’avventuriera IF è finalmente al culmine della sua spasmodica ricerca del luogo dove sorge la biblioteca, ma una volta trovata e varcata la soglia d’ingresso si ritroverà davanti un disastro di proporzioni inimmaginabili. I libri hanno cominciato a scomparire dagli scaffali della biblioteca e nessuno ne ha ancora compreso le ragioni, l’unica cosa certa è che la storia sta letteralmente sparendo dinanzi ai suoi occhi. Sarà quindi nostro compito capire cosa sta succedendo e porvi rimedio. L’avventura si dispiega attraverso quattro principali epoche: l’età classica/contemporanea che ha per tema il Mega Drive, quella medievale che ha per tema il Sega Saturn, l’epoca industriale improntata sul Game Gear, e infine il tempo moderno rappresentata dal Dreamcast. Al centro di queste grandi aree temporali troviamo la Grande Biblioteca a fungere da HUB e che nasconde al proprio interno varie attività: in essa infatti potremo cambiare classe e statistiche, effettuare acquisti, accettare le missioni, accedere al pannello delle impostazioni, salvare la partita e naturalmente avremo accesso ad artwork, brani audio e video. Per quanto banale possa sembra, la storia è estremamente funzionale al titolo e incornicia le fasi di combattimento, arricchendole di dialoghi simpatici.

A volte le protagoniste sono fin troppo prolisse ma questo è un elemento caratterizzante delle saghe coinvolte. Vestite da sempre in modo provocante e succinto, le divinità che impersonificano le varie console anche in Superdimension Neptune VS Sega Hard Girls non smentiscono le aspettative. Per la prima volta nella storia della saga, Noire, Blanc, Vert e le loro sorelline Uni, Rom e Ram non saranno presenti nel cast. Troveremo invece:

  • IF: la protagonista del gioco, vittima di un carattere al limite della schizzofrenia per il suo saltellare dalla gioia all’aggressività;
  • Hatsumi Sega: co-protagonista del gioco soprannominata Segami. Desidera riscrivere la storia per appianare le rivalità tra le CPU;
  • Dreamcast: dolce e in grado di ispirare fiducia, è sempre ben voluta da tutti;
  • Sega Saturn: sarcastica e distaccata, mostra un carattere deciso, destinato a crollare davanti alle difficoltà o a una parola gentile;
  • Mega Drive: la cervellona del gruppo, polemica ma rispettata per la sua profonda conoscenza;
  • Game Gear: giovane e introversa, scostante e curiosa. Si scalda in fretta e le piace riflettere prima di parlare;
  • Nepgear: tra le tante CPU con personalità eccentriche, lei è l’unica a rimanere costantemente calma e vigile, tranne quando c’è di mezzo la tecnologia;
  • Neptune: inizialmente possiederà la moto della protagonista e solo in seguito riuscirà a riprendere il suo aspetto naturale;
  • Uzume Tennouboshi: sgraziata, spigolosa, ruvida e scortese all’apparenza, esprime la sua gentilezza e femminilità solo quando si trasforma.

Un cast nutrito ed eccezionale a contorno di una trama non originalissima ma comunque piacevole.

Sempre in lotta


Il gameplay è piuttosto semplice ma all’atto pratico molto efficace. Saremo chiamati a percorrere dungeon tridimensionali di ampiezza variabile anche se comunque di dimensioni ridotte. I dungeon sono vari e comprendono anche elementi nascosti e interattivi: è infatti possibile utilizzare scale, dislivelli e funi per raggiungere zone altrimenti inaccessibili. All’interno di ogni dungeon sono nascosti svariati oggetti che possono servire in battaglia o che permettono di essere scambiati nella libreria. Naturalmente i dungeon pullulano di nemici casuali generati proceduralmente; la fase di lotta inizia una volta entrati in contatto coi mostri: avremo sul lato sinistro dello schermo l’ordine di ingaggio in battaglia, sul destro le opzioni di attacco, mentre in basso troverà posto il nostro party. Potremo decidere se effettuare singoli attacchi caricati, combo di attacchi minori o utilizzare oggetti (questi ultimi compariranno casualmente in battaglia o potranno essere utilizzati dall’inventario). Una delle caratteristiche che rendono particolare l’azione risiede nell’area di attacco di ogni singolo personaggio o nemico. Ogni eroina genera a terra un cerchio entro il quale può muoversi e attaccare. Limitando il numero colpi assestati al nemico e tenendo conto della libertà di movimento limitata, il giocatore potrà ottenere un secondo turno per attaccare, senza dare un attimo di respiro ai nemici ingaggiati. I nostri colpi inoltre riempiono la barra del Fever: una volta al massimo, questa ci darà la possibilità di attaccare a oltranza bypassando i turni nemici e colpendo molto più duro del solito. È doverosa una menzione alla componente RPG che permette una minima configurazione dei personaggi in termini di abiti e accessori, e che prevede anche la possibilità di cambiare classe. Queste ultime identificano il personaggio dotandolo di caratteristiche peculiari, e saranno sbloccabili con il proseguire del gioco. Di certo rendono le battaglie un po’ più avvincenti, ma la difficoltà generale del gioco rimane comunque tarata verso il basso.

Tecnicismi e infiorettature


Il comparto tecnico è all’altezza di tutta la saga anche tenuto conto dei limiti imposti da una console portatile. La grafica non è eccelsa ma non soffre di cali di framerate. Per contro purtroppo bisogna ammettere che uno sforzo in più sulle ambientazioni e sulle fasi di lotta vere e proprie poteva essere fatto. Buona la struttura dei dungeon e la sua componente estetica: correre, scattare e saltare all’interno di un mondo pieno di colori è un’esperienza piacevole e divertente. Va anche menzionata una telecamera che segue il personaggio senza interferire e che permette di godere delle battaglie sotto vari punti di vista. La colonna sonora è un po’ debole, e risulta perlopiù riciclata dai precedenti episodi della serie. Il titolo presenta due tracce audio, una in lungua inglese, l’altra in giapponese. Se la prima risulta mediocre (non una sorpresa), il doppiaggio in lingua originale è come sempre coinvolgente e appagante. Naturalmente manca la traduzione in italiano, ancora una volta rimpiazzata dalla sola localizzazione in inglese, una pecca a cui purtroppo siamo ormai abituati.

Giudizio finale

Possiamo tranquillamente affermare che Superdimension Neptune VS Sega Hard Girls è un ottimo titolo sotto molti aspetti. Pur presentando qualche piccola lacuna a livello grafico e senza mai proporre nulla di innovativo, il titolo riesce comunque nello scopo di divertire e appassionare. Gli amanti della saga storceranno un po’ il naso per la mancanza di alcune divinità tipiche della serie (Noire su tutte), ma sono convinto che sarà un malumore passeggero. Caldamente consigliato agli amanti del genere e agli appassionati di Hyperdimension Neptunia e Sega Hard Girls.

Voto

77
  • Storia - 75
  • Gameplay - 85
  • Comparto Tecnico - 70

Informazioni su Matteo "Crazy" Cadeddu

Mai cresciuto del tutto, comincia a smanettare sui computer quando definirli tali era esagerato. Dallo ZX Spectrum alla PS4, ha giocato con qualsiasi cosa sia stata degna di nota. Odia gli stupidi, aiuta i deboli e dall’invasore ci difenderà, no aspettate quello era Daltanious, ma il concetto rimane invariato. Non è facile piegarlo e odia chi non è in grado di cambiare idea. Ama il romanticismo ma non lo ammetterà mai, neanche sotto tortura. Sempre pronto a dare una mano, aiuta tutti coloro che se lo meritano.

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