Akiba’s Beat – Recensione

  • Titolo: Akiba’s Beat
  • Piattaforma: PlayStation 4, PlayStation Vita
  • Genere: JRPG
  • Giocatori: 1
  • Publisher: PQube
  • Sviluppatore: Acquire
  • Lingua: Inglese/Giapponese (testi e doppiaggio)
  • Data di uscita: 19 Maggio 2017
  • Ottimo fight system
  • Bellissima trama
  • È Tales of Persona
  • Grafica non troppo curata
  • Dialoghi troppo lunghi
  • Spezzoni nonsense a volontà

Dopo il divertente Akiba’s Trip, disponibile sulle tre più recenti console di casa Sony, lo sviluppatore Acquire ci riporta per le strade di Akihabara per affrontare i sogni infranti e le “delusioni” dei suoi abitanti. Abbiamo provato per voi la versione hone console di Akiba’s Beat, ora acquistabile su PlayStation 4 e PS Vita, e di seguito vi illustriamo le nostre opinioni sul prodotto.

NON CI LASCIA DELUSI!


Ricordate queste parole perché le capirete una volta giocato il titolo (quanto son simpatico). Il gioco ci mette nei panni di Asahi, un giovane NEET (una persona totalmente dipendente dal web e dai videogame, quello che oggi da noi verrebbe chiamato erroneamente Otaku), che si troverà a far squadra con Saki ed il suo piccolo famiglio all’interno di un mondo che cambia ma che nessuno riesce a notare se non loro, difatti risulteranno essere i prescelti a poter vedere i cambiamenti misteriosi che avvengono e dovranno combattere contro creature che nascono dal malcontento della gente in dungeon a tema, al fine di ripristinare il tutto nella propria forma originaria. Essendo un JRPG, descrittoci come un simil Persona, ci saremmo aspettati un inizio davvero molto lento, invece nonostante la valanga di dialoghi ci siam ritrovati in mano un gioco che nelle prime due ore ti mostra e ti consente di far più o meno tutto il possibile, dando così un senso di libertà e leggerezza che permette al videogiocatore di apprezzare a pieno il titolo senza sentirsi legato e frustato da un prologo pedissequo e ridondante.

TALES OF PERSONA!


Il titolo di questo paragrafo è davvero interessante, infatti il gioco nonostante punti ad avere una trama molto simile a quella vista nei videogames Atlus, seppur più leggera e meno macabra, mischia il tutto con un fight system che ci riporta immediatamente a un imponente titolo di casa BANDAI NAMCO. Difatti, Akiba’s Beat riprende il classico combattimento ad arena ma con libertà di movimento tipica dei capitoli 3D della saga Tales of. Ciononostante, il gameplay presenta non pochi difetti: è stata inserita una funzione di salto durante le battaglie che non solo risulta un comando legnoso durante l’esecuzione da parte del nostro protagonista, ma anche la scelta di tasti utilizzata per questo comando (croce+cerchio) ci è parsa alquanto scomoda. Inoltre i comandi sembrano arrivare leggermente in ritardo ai nostri protagonisti, portandoci a notare una sorta di input lag dal momento in cui noi daremo l’istruzione a quando il personaggio eseguirà quest’ultima. Inoltre le nostre mosse son limitate da un contatore, che si svuoterà di un unità ogni volta eseguiremo un’azione di attacco (tecnica o attacco normale), andando a riprendere il pluripremiato ed apprezzato sistema di combattimento di Tales of Grace F, purtroppo non con lo stesso ottimo impatto. Infatti il problema di input lag descritto in precedenza potrebbe dar problemi nel capire come concatenare al meglio le abilità in base a quante unità nel contatore siano rimaste in quel momento.

Al di fuori delle fight, abbiamo la possibilità di girovagare per la “capitale degli otaku” Akihabara e visitare svariati negozi (nonchè un carinissimo Nyan cafè/neko cafè/ vabhèquelpostoconlecamerierevestitedagatto) facendo shopping e acquistando non solo oggetti ed equipaggiamento, ma anche semplici costumi estetici al fine di rendere più piacevole la nostra avventura mettendoci a nostro agio. Come ogni classico JRPG i nostri protagonisti acquisiranno esperienza per salire di livello e fortunatamente non vi è alcun sistema complesso di distribuzione punti, avverrà tutto in automatico, ed una volta raggiunto un determinato livello si sbloccheranno skill ed abilità particolari, che variano da tecniche di spada alle magie elementali o di cura; inoltre ogni protagonista risulta essere ben caratterizzato, ed alcune subquest ci porteranno alla luce verità o curiosità su quest’ultimi, che possono variare da un tenebroso passato al proprio gusto preferito di gelato. I dungeon che andremmo ad affrontare durante la nostra avventura son ben disegnati e riprendono il tema della Delusione che staremo affrontando, per esempio nel primo capitolo/prologo dovremmo affrontare la delusione di un audiofilo che ha visto Akihabara trasformarsi da un quartiere dedito alla musica, ad un quartiere dedicato ad anime e manga. Tutto ciò creerà una delusione enorme e modificherà la stazione di quartiere, introducendoci successivamente ad un dungeon ricco di speaker ed amplificatori per chitarra.

L’ORA DEI TECNICISMI


Questa è la parte che meno ci piace recensire, poichè nonostante non vi siano gravi problemi all’interno del titolo sotto il lato tecnico, ci son state molte cose che ci han fatto storcere il naso. Graficamente hanno deciso di utilizzare delle sagome trasparenti per rappresentare la “vita” del quartiere Pop, dando delle texture uniche soltanto a qualche NPC, difatti sembra di passaeggiare non con delle persone ma di avere affianco dei pezzi di arredamento, andando a farci perdere il gusto in parte di un eventuale esplorazione poichè riconosceremo subito la presenza di un NPC interessante oppure no. Fortunatamente durante le fasi narrative, han deciso di usare delle immagini in stile manga rappresentando gli interessati del dialogo in forma molto completa e dettagliata, con un disegno davvero di ottima fattura, cosa che purtroppo non avviene durante le fasi esplorative, fornendoci sprite al limite dell’accettabile, pertanto tendiamo a sconsigliare il titolo a chi cerca un gioco con un impatto grafico elevato. I problemi legati alla grafica vengono comunque ampliamente compensati non solo dallo stile anime che caratterizza i dialoghi, ma soprattutto dalle soundtrack e dai filmati in CGI. Le colonne ci sono parse davvero a tema, così come gli effetti sonori son ben bilanciati, i quali non tendono a coprire né l’ottimo doppiaggio (sia inglese che giapponese), né le situazioni che si vengono a creare, fornendo così un’ottima armonia tra visione e ascolto, che permette al giocatore di godersi a pieno il titolo senza troppi problemi.

Giudizio finale

Il titolo risulta essere molto leggero e giocabile con piacere nonostante sia un JRPG, narrando un’ottima storia e partendo sin da subito con un buon incipit, riesce ad incuriosire il giocatore al meglio. Avendo una componente action inoltre è meno probabile che stanchi durante le lunghe sessioni, al contrario il gioco ci permette di testare moltissimi combinazioni tra tecniche, personaggi e abilità, al fine di determinare cosa sia più adatto contro un determinato nemico. Purtroppo il titolo sotto il punto di vista grafico rimane acerbo senza raggiungere l’eccellenza, ottimi i dungeon a tema con la “delusione” che si affronta in quel momento, nonchè il sistema di equipaggiamento vario e completo, peccato per alcuni comandi come il salto che sicuramente potevano essere implementate meglio all’interno del titolo. Un gioco comunque da non lasciarsi scappare se siete amanti del genere, completo e ricco di emozioni, colpi di scena e sarcasmo in ogni dove.

Voto

75
  • Giudizio complessivo - 75

Informazioni su Antonio "Untoldzero" Mennillo

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