Touhou Genso Rondo: Bullet Ballet – Recensione

  • Titolo: Touhou Genso Rondo: Bullet Ballet
  • Piattaforma: PlayStation 4
  • Genere: Danmaku, Shoot’em up, Picchiaduro
  • Giocatori: 1-2
  • Sviluppatore: CUBETYPE
  • Software House: NIS America
  • Lingua: Inglese (testi)
  • Data di uscita: 16 settembre 2016
  • L’idea di base può essere interessante…
  • …ma è realizzata male
  • Per nulla curato nei dettagli
  • Poche modalità
  • Combattimenti ripetitivi

Quello che andremo ad esaminare a breve è un titolo fortemente di nicchia, realizzato dalla software house nipponica CUBETYPE. Si tratta fondamentalmente di uno shoot’em up che strizza l’occhio ai fan dei vecchi bullet hell, solo che in questo caso ci troviamo di fronte a una commistione di generi, visto che il titolo cerca di mescolare le meccaniche dei picchiaduro con quelle di uno shoot’em up. Se avete già dato una sbirciata al voto saprete già che il risultato non è certo dei migliori, ma andiamo ad esaminare il titolo più nel dettaglio.

Proiettili e waifu


Già dando una prima occhiata al menu principale di Touhou Genso Rondo possiamo riconoscere le modalità tipiche dei picchiaduro a incontri: avremo una modalità arcade, una story mode, un’altra modalità chiamata boss rush, il tutorial e il versus, che ci consentirà di sfidare un altro giocatore sia in locale che online. Il sistema di combattimento si basa fortemente sul sapersi posizionare correttamente, in modo da evitare il fuoco nemico, e sul saper concatenare in sequenza gli attacchi giusti, in modo da scatenare una vera e propria tempesta di proiettili difficili da evitare per il nostro avversario. Avremo quindi la possibilità di effettuare uno scatto, che ci renderà invulnerabili per pochi frame e aumenterà nostra la velocità di movimento, oppure di rallentare e muoverci a una velocità inferiore a quella standard, in modo da poterci destreggiare più agevolmente tra i proiettili nemici. Ogni eroina dispone inoltre di tre attacchi, attivabili mediante la pressione di uno dei pulsanti, e che varieranno a seconda che vengano utilizzati durante il movimento lento, quello normale o quello veloce. C’è anche la possibilità di attaccare il proprio avversario in corpo a corpo, premendo uno dei pulsanti di attacco quando ci troviamo abbastanza vicini e facendo partire una semplice combo di tre colpi, uguale per tutti i personaggi, e caratterizzata da un’animazione di una bruttezza più unica che rara. Infine, ogni personaggio può attivare una mossa speciale chiamata Spell, utilizzabile per un masssimo di tre volte a combattimento e durante la quale la nostra eroina diventerà invulnerabile per un periodo di tempo limitato, e potrà letteralmente bombardare il malcapitato avversario con una serie di attacchi più potenti di quelli normali. Nonostante il gameplay possa apparire piuttosto complesso, all’atto pratico il titolo tende a stancare presto, e la noia potrebbe prendere il sopravvento già dopo le prime battaglie. Inoltre l’unica differenza tra la modalità e storia e l’arcade è la presenza di alcuni brevi dialoghi tra le combattenti prima e dopo ogni incontro (che non sono nemmeno doppiati, tra l’altro), quindi la narrativa è, di fatto, inesistente. Nella boss rush invece dovremo resistere all’attacco Spell di ogni avversario che andremo a fronteggiare, vincendo automaticamente l’incontro se riusciremo a sopravvivere alla tempesta di fuoco messa in atto dal nemico.

Contenuti all’osso


Purtroppo è davvero tutto qui, i contenuti di questo titolo, come avrete ormai capito, sono davvero risicati. Anche il roster non è particolarmente ampio, essendo composto da sole 11 eroine, un numero davvero esiguo per gli standard odierni. La totale mancanza di un doppiaggio o di una qualsivoglia cutscene lascia intendere quanto questo gioco sia stato poco curato dagli sviluppatori, che si sono concentrati sul realizzare un gameplay che comunque non cattura, e non invoglia il giocatore a padroneggiarlo. I modelli poligonali delle eroine durante le battaglie non brillano in quanto a cura per i dettagli, e le arene sono prive di qualsiasi elemento interattivo, presentandosi come dei semplici rettangoli che differiscono tra loro unicamente nello sfondo. La colonna sonora è senza infamia e senza lode, appropriata per il titolo ma difficilmente resterà impressa o catturerà il giocatore. La proverbiale “ciliegina sulla torta” è rappresentata dal sistema di aggiornamento del titolo: il gioco infatti non farà partire il download degli aggiornamenti mentre siamo nella dashboard della nostra PlayStation 4, ma avvierà lo scaricamento dei file nel momento in cui accederemo allo schermo del titolo, costringendoci anche ad attendere la fine del processo di update senza la possibilità di fare altro nel frattempo. Una meccanica a dir poco fastidiosa, la buona notizia però è che difficilmente un giocatore avrà voglia di avviare questo gioco più di tre o quattro volte in totale.

Giudizio finale

Touhou Genso Rondo Bullet Ballet è un titolo che cerca di riproporre le meccaniche dei vecchi shoot’em up in una formula simile a quella dei picchiaduro a incontri, ma lo fa senza cercare di svecchiare troppo il genere, proponendo un gameplay stantio, che molto probabilmente stancherà in fretta coloro che proveranno ad avventurarvisi. Il gioco è inoltre realizzato con una scarsissima cura per i dettagli e presenta contenuti ridotti all’osso, risultando purtroppo ben lontano dalla sufficienza. Il nostro consiglio è quello di tenervene alla larga, sperando che i prossimi titoli della serie in arrivo nel vecchio continente siano realizzati meglio.

Voto

45
  • Giudizio complessivo - 45

Informazioni su Ike

Cacciatore di mostri specializzato nell’uso di due lame in contemporanea, tra una battuta di caccia e l’altra non disdegna attività più soft come l’allenamento e l’allevamento dei Pokémon. Fedele al Sommo Helix, attende con impazienza la sua reincarnazione, lottando per contrastare la malefica piaga dei DLC e dei season pass. Gira voce che potrebbe tagliarsi le mani se costretto a fare una partita a un gioco di simulazione calcistica.

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