Cladun Returns: This Is Sengoku! – Recensione

  • Titolo: Cladun Returns: This Is Sengoku!
  • Piattaforma: PlayStation 4, PS Vita, STEAM
  • Genere: RPG, Dungeon Crowler
  • Giocatori: 1
  • Sviluppatore: Nippon Ichi Software
  • Publisher: NIS America
  • Lingua: Inglese (testi), Giapponese/Inglese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 9 Giugno 2017
  • Longevo
  • Ottimo gameplay
  • Fascino retrò
  • Varietà di armi e strategie
  • Difficoltà elevata
  • Trama praticamente assente
  • Ripetitivo
  • Proseguimento alle volte confuso

Era Sengoku. Bloccati nell’Arcana Cella, il nostro compito sarà aiutare le povere anime a trovare pace per reincarnarsi: riuscirà il nostro eroe a fuggire da questo “inferno” e a redimere le povere anime degli innocenti? Scopritelo nella nostra recensione della versione per PlayStation 4.

UN RPG DI ALTRI TEMPI!


Cladun Returns è un videogioco pubblicato da NIS America che ci mette nei panni di un eroe generico (totalmente personalizzabile, o almeno per quanto il gioco lo conceda). In classico stile RPG di altri tempi, con la sua visuale isometrica, il titolo punta a ricordarci i primi episodi di The Legend of Zelda (quelli appartenenti ai bei tempi di NES e SNES), vantando infatti una forte componente ruolistica tipica di quell’epoca. A questa si agiungono poi un dinamico gameplay in salsa action, nonché gli elementi alla base del genere RPG: statistiche, esperienza, level up, potenziamenti e quant’altro! Cladun Returns: This Is Sengoku! ci catapulta immediatamente nell’azione, facendoci creare il nostro personaggio e scegliendo la sua classe d’appartenenza; difatti, in base alla professione scelta, durante i vari level up apprenderemo varie tecniche, tra cui magie, affondi e mazzate varie, il tutto al fine di purificare le emozioni dei defunti, così che possano tornare a far parte del ciclo vitale. Dal punto di vista prettamente narrativo, il gioco non offre nulla di più, ma riesce a compensare le mancanze della storia con un gameplay efficace e una miriade di livelli da affrontare, similari ma completamente opposti al tempo stesso. Stracolmi di nemici, di vari elementi e di varie tipologie, il titolo riesce infatti a variare puntualmente l’esperienza di gioco.

Le missioni affrontabili ci verranno fornite direttamente da alcune anime che troveremo nel corso dell’avventura o attraverso una bacheca, o potranno essere di vario tipo: alcune ci chiederanno di eliminare un determinato boss, mentre altre ci incaricheranno di sconfiggere un numero elevato di mostri generici o specifici, per non parlare delle quest relative al recupero di oggetti. Insomma, tutte le varie tipologie di missioni cui gli RPG degni di tale nome ci hanno ormai abituati. Cladun Returns: This Is Sengoku! si comporta molto bene sotto questo punto di vista, riuscendo a fornirci svariate quest, che sebbene a primo acchito possano sembrare un po’ ripetitive, grazie alla varietà di mostri e dungeon riescono a scacciare la noia. L’unica nota dolente da alcune zone particolarmente ostiche, il cui superamento richiede infatti un eccessivo quantitativo di calma e ingegno; in caso contrario, il rischio di rimanere incastrati tra due nemici armati di scudi, o finire su alcune trappole senza scampo, risulta estremamente elevato.

FORMIAMO UN TEAM


Nonostante la possibilità di avere un team di supporto possa sembrare fantastica, non è tutto rose e fiori; difatti potremo inserire nella nostra squadra altri combattenti chiamati Vassal, aggiungendoli ad uno “schema” chiamato Magic Circle (che da questo momento in poi chiameremo semplicemente Circle). Esistono vari tipi di schemi e ognuno di essi conferisce vari vantaggi in base alla situazione o comunque in base alla formazione dispiegata in battaglia. I nostri guerrieri non appariranno comunque in forma di personaggi giocabili, ma fungeranno quasi da armatura invisibile per il nostro “Lord“, aggiungendo i loro HP ai nostri, e potenziandoci in base al Circle scelto e alle abilità configurate. Come se ciò non bastasse, ogni Circle è univoco e presenta degli slot vuoti, nei quasi potremo inserire delle pietre con cui potenziare ancora di più il nostro “Lord”, così da permettergli di superare al meglio le missioni affrontate. Una delle caratteristiche più affascinanti del gioco è la possibilità di personalizzare il proprio personaggio, non solo nell’aspetto, ma anche per quel che concerne le tecniche di combattimento. In base alle classe scelta, infatti, durante i level up apprenderemo varie abilità che saranno univoche per ogni classe e che andranno a incidere anche sulla scelta del nostro equipaggiamento. Ogni personaggio potrà equipaggiare qualunque categoria di arma, come ad esempio katane e coltelli, per arrivare addirittura ai martelloni ignoranti e ai falcetti da lancio (kusarigama), senza dimenticare mai il prezioso scudo e a svariati tipi di armature. Questo straordinario armamentario consente di adattare varie strategie di combattimento, partendo dal classico scontro a distanza al lancio di magie, fino al fracassare crani con martelli di pietra. L’equipaggiamento potrà essere ottenuto non solo attraverso lo scombio con la valuta di gioco, ma anche con il completamento delle missioni più impegnative, in quanto svariati nemici lasceranno cadere determinati pezzi di equipaggiamento. Di conseguenza, il titolo sprona anche il giocatore più pigro ad affrontare le sfide proposte, in modo tale da accaparrarsi una determinata arma o una speciale tipologia di equipaggiamento!

IL FASCINO DEL RETRÒ


Cladun Returns: This Is Sengoku! vanta una grafica minimale, degna dei migliori giochi per NES, con una visuale isometrica che tende a ricordarci le ore passate davanti al televisore con la console d’epoca di turno. Gli effetti e i colori risultano perfetti per la resa che il gioco intende trasmettere, nonostante alcune scelte di design ci siano parse a tratti discutibili. In particolare, il gioco obbliga talvolta il giocatore a tediose sessiosi di backtracking o comunque ad attendere un nemico in un determinato punto della mappa. A dire il vero, il gioco sembra quasi studiato per girare su dispositivi mobile, in quanto il superamento dei dungeon minimali non richiede più di dieci minuti circa, e lo stile grafico fa sì che il gioco risulti più portato per l’ormai defunta PS Vita che per una console casalinga. Ciononostante,  Cladun Returns: This Is Sengoku! non perde il proprio fascino e risulta tutto sommato gradevole anche su PlayStation 4. Il comparto audio si è fatto gradire il necessario, grazie alle ispirate musiche a tema e alla possibilità di scegliere se utilizzare soundtrack moderne o in 8/16 bit, esattamente come si faceva un tempo.

Giudizio finale
70

Cladun Returns: This Is Sengoku! si pone come un titolo di altri tempi che potrebbe non piacere a tutti, i suoi elementi RPG son davvero ben congeniati e studiati al fine di un gameplay rapido ma attento, riuscendo così nell'intento di riportare il giocatore nel passato. Nonostante sia molto semplice, la trama riesce a non farsi sentire in maniera pesante, fortificando ancora di più il gameplay basato sull'esplorazione degli svariati dungeon messi a disposizione del giocatore, aggiungendo inoltre la possibilità di reclutare alcuni vassalli direttamente dal passato, attraverso dei dungeon extra. Lo stile grafico abbraccia la componente retrò e la scelta della doppia tipologia di soundtrack risulta essere efficace per chiunque voglia tornare indietro nel tempo. Purtroppo si nota tantissimo che si tratta di un prodotto dedicato al mobile gaming, piuttosto che ad una console casalinga; tuttavia il gioco riesce a difendersi bene, offrendo ore di intrattenimento senza troppo impegno, al fine di rilassarsi mentre si apprezza qualcosa dallo stile retrò.

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Sin da piccolo ha provato molta attrazione per i videogame. La sua avventura iniziò col Super Nintendo all’età di 4 anni, che seppe rapirlo grazie alla magnificenza di titoli come Donkey Kong Country 2 e Super Metroid. In seguito scoprì le saghe di JRPG più famose di sempre, come FINAL FANTASY e Ys, mentre più di recente si è dato ai MOBA e ai MMORPG. Si è ritagliato una fetta di utenza su Twitch e trascorre le sue giornate flammando.