Dark Rose Valkyrie – Recensione

  • Titolo: Dark Rose Valkyrie
  • Piattaforma: PlayStation 4, STEAM
  • Genere: RPG, Dating Sim
  • Giocatori: 1
  • Sviluppatore: Compile Heart
  • Publisher:Idea Factory International
  • Lingua: Inglese (testi), Giapponese/Inglese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 9 Giugno 2017
  • Longevo
  • Ottimo mix di generi
  • Fanservice quanto basta
  • Interessante combat system
  • Difficoltà elevata
  • Grafica non al passo coi tempi
  • Mancata localizzazione
  • Ripetitivo

Incuriositi dalle atipiche meccaniche di gameplay che in genere caratterizzano tutti i titoli sviluppati da Compile Heart, abbiamo recentemente provato un JRPG pubblicato in Occidente, lo scorso anno, da Idea Factory International. Dopo un’attenta analisi, siamo finalmente pronti a svelarvi le nostre impressioni su un titolo che a suo tempo non era riuscito a catturare la nostra attenzione, ma che nel complesso ha saputo farsi apprezzare abbastanza.

BEATO FRA LE DONNE


Inizio del ‘900, il mondo è in preda ad un virus che trasforma gli esseri viventi in mostri definiti Chimere, di conseguenza viene formata una squadra di difesa nota come Special Force Valkyrie (SFV) e capitanata dal tenente Asahi Shiramine, sarà nostro compito riuscire a proteggere l’umanità da queste immonde creature. Dopo la diffusione del genoma alieno, si è scoperto che il virus tende ad attaccare ed a trasformare maggiormente i soggetti maschili, pertanto la Special Force Valkyrie (SFV) è composta maggiormente da componenti femminili: una vera “sfortuna” per il nostro giovane capitano, nonché protagonista di questo titolo. Il gioco può essere riassunto da due parti alle quali corrispondono differenti generi: se da una parte abbiamo infatti una sezione dedicata alla fraternizzazione con gli elementi della nostra squadra, in cui il giocatore avrà il compito di approfondire sempre di più il rapporto con le sue compagne, al fine di ottenere informazioni o qualche bonus aggiuntivo, dall’altra abbiamo un classico JRPG che ci chiederà di esplorare luoghi o dungeon specifici. Le fasi esplorative sono inoltre supportare da un ottimo combat system, qui definito Tactical Fluid Battle System, il quale si assicura che le azioni dei protagonisti cambino in tempo reale, così come le loro reazioni, del tutto regolamentate dalla Tactical Weight Gauge: un’enorme barra dove si trovano sia i nostri personaggi che i mostri. Una volta che l’icona di un componente della nostra squadra avrà raggiunto un determinato punto, gli si potrà impartire un comando, altrimenti questi eseguirà l’azione decisa durante la phase precedente; nonostante possa sembrare un sistema piuttosto confusionario, dopo appena un paio di battaglie ci renderemo conto non solo della semplicità del combat system, ma anche delle infinite combo e tattiche che questo mette a nostra disposizione, consentendoci di affrontare al meglio lo scontro contro gli infetti dal virus alieno.

Un team affiatato e quindi con un ottimo rapporto di fiducia è assolutamente indispensabile se si vorranno eseguire lunghe serie di combo e mosse spettacolari in grado di mettere a dura prova anche le chimere più resistenti. Le creature che vengono infettate vengono definite chimere. Queste sono controllate direttamente dal genoma alieno, ciononostante alcuni essere infetti potrebbero non perdere il controllo e fingersi ancora umani, per poi aggirarsi tra di noi. Difatti, durante lo svolgimento del gioco, uno o più membri della SFV si riveleranno contaminati dal Virus, e solamente grazie alle informazioni che raccoglieremo durante le fasi colloquiali con i vari personaggi, sarà possibile teorizzare chi siano gli infetti. Una volta raccolto un numero sufficiente di indizi, sarà possibile muovere una vera accusa con relativi test per verificare i propri sospetti. Purtroppo ogni azione avrà delle conseguenze, e se accuseremo ingiustamente o totalmente a caso qualche membro del nostro team, il rapporto con gli altri tenderà a incresparsi. Il deterioramento dei rapporti potrebbe avere gravi ripercussioni non solo sulle battaglie, ma anche sulla storia stessa, alterandone il finale.

SI MA CHE FATICA!


Combattere stanca e questo lo sà anche la nostra squadra, infatti tutti i personaggi hanno una barra stanchezza che si esaurirà durante le fasi esplorativi. Questa barra va ad influire non solo sulle capacità in combattimento, ma anche sulla coordinazione della squadra stessa e sul logoramento dei vestiti: avete letto benissimo, anche qui i vestiti della nostra squadra potranno rovinarsi e distruggersi del tutto, fino a rimanere letteralmente in mutande, offrendoci una scenetta bonus dove vedremo saltar via il nostro vestiario… scena che solitamente tende a fare l’occhiolino ad altre saghe videoludiche del genere. Insomma, un cliché che non guasta mai, purché il giocatore si ricordi di tenere entrambe le mani sul controller. Purtroppo, nonostante il titolo si ponga come un JRPG con fasi investigative, curare i rapporti è spesso più importante del costante farming. Il livello grafico lascia parecchio a desiderare, fallendo miseramente nel tentativo di sfruttare le potenzialità della corrente ammiraglia Sony; al contrario, il titolo lascia un forte sapore di amaro in bocca, vantando una qualità paragonabile a quella che caratterizzava i titoli della vecchia e cara PlayStation 2. Nonostante questo, il design è particolarmente ispirato, sia per quanto riguarda i componenti del party che per quanto concerne i nemici. Per quanto riguarda invece il bestiario, nonostante la grande varietà dei mostri, il titolo è affetto dal colorshifting, ovvero la fastidiosa tendenza di riproporre le stesse creature con colori e parametri diversi. Il comparto audio si difende egreggiamente ed è in linea con i titoli del suddetto genere ludico, offrendoci delle tracce ispirate e sempre attente ai toni della narrazione. Inoltre, il titolo dispone di uno strepitoso doppiaggio giapponese, mentre quello in lingua inglese si difende bene, nonostante risulti non sempre in linea con i sottotili forniti dal gioco. Infine, trattandosi purtroppo di un titolo molto di nicchia, è ancora una volta assente la localizzazione in italiano.

Giudizio finale
70

Dark Rose Valkyrie voleva e poteva realmente rappresentare un'alternativa ai grandi colossi del genere JRPG. Nonostante le gravi pecche imputabili al comparto grafico, il gameplay del titolo stupisce piacevolmente. Il sistema di combattimento ci è parso alquanto rivoluzionario, poiché non solo mette da parte i classici turni, ma va a sostituirli con una barra ATB che tende a rendere le fight più dinamiche. Aggiungiamo all'equazione un roster d'eccellenza, quasi esclusivamente femminile, nonché dotato di armi davvero enormi e dettagliate, da fare invidia a qualsiasi altro personaggio. È inoltre opportuno ricordare l'elevato fattore fanservice, qui rappresentato dal logoramento dei vestiti che appunto consentirà lo scatto di qualche screenshot peccaminoso durante gli scontri più impegnativi. Nonostante non sia originalissima, la trama tende a sposarsi molto bene con le scelte narrative e di gameplay, riuscendo a far chiudere un occhio (se non entrambi) sull'incipit non proprio originale. Il tutto è poi condito da un ottimo doppiaggio originale giapponese, sicuramente superiore alla solida traccia in lingua inglese. Nonostante qualche trascurabile difetto, come appunto la mancata localizzazione e una grafica un po' datata, il titolo potrebbe donarvi svariate gioie. Ne consigliamo l'acquisto solo agli amanti del genere e delle trame post apocalittiche; al contrario, i casual gamer farebbero meglio astenersi ad, anche perché potrebbero faticare a comprenderne il complesso combat system.

User Rating: 2.7 ( 1 Votes )

Sin da piccolo ha provato molta attrazione per i videogame. La sua avventura iniziò col Super Nintendo all’età di 4 anni, che seppe rapirlo grazie alla magnificenza di titoli come Donkey Kong Country 2 e Super Metroid. In seguito scoprì le saghe di JRPG più famose di sempre, come FINAL FANTASY e Ys, mentre più di recente si è dato ai MOBA e ai MMORPG. Si è ritagliato una fetta di utenza su Twitch e trascorre le sue giornate flammando.