Fire Emblem Fates: Conquista – Recensione

  • Titolo: Fire Emblem Fates: Conquista
  • Piattaforma: Nintendo 3DS
  • Genere: Rpg tattico
  • Giocatori: 1 – 2 
  • Sviluppatore: Intelligent Systems
  • Software House: Nintendo
  • Lingua: Inglese, francese, italiano, tedesco, spagnolo
  • Data di uscita: 20 maggio 2016
  • Trama complessa, curata e originale
  • Colonna sonora piacevole
  • Ottimo gameplay, ulteriormente migliorato rispetto ai capitoli precedenti
  • Componente tattica e strategica eccezionale
  • Ottima longevità e rigiocabilità
  • La diversità di difficoltà dei differenti capitoli può far storcere il naso
  • Censura in Europa insensata ed illogica

Oggi vi proponiamo la nostra recensione di Fire Emblem Fates per 3DS. Questo è il quattordicesimo capitolo della famosa serie di giochi di ruolo tattici e strategici, sviluppati da Intelligent Systems, e pubblicati da Nintendo. E’ uscito da poco più di un anno nel paese del sol levante e da poco in Europa, eppure è già considerato un must e una pietra miliare della consolle portatile Nintendo.

LE TRE SCELTE DI FIRE EMBLEM FATES


In Fire Emblem Fates per la prima volta ci è dato scegliere uno dei tre filoni principali della trama: Retaggio o Conquista per iniziare, e una volta completato il percorso scelto possiamo scaricare il percorso alternativo Rivelazione. Il primo ci vede affiancati all’Hoshido, il regno della luce, mentre nel secondo abbracceremo il regno delle tenebre, il Nohr. Il terzo capitolo invece ci vede schierati con nessuna delle due fazioni. Se scegliamo Retaggio avremo un approccio più classico alla mappa, in pieno stile Awakening, con nemici casuali da affrontare che ci permetteranno una crescita maggiore dei personaggi e un entrata finanziaria più veloce, permettendoci quindi di affrontare gli scontri più sereni e preparati. Scegliendo Conquista invece le cose si fanno difficili sin da subito. Non potremo scegliere un percorso diverso, ne affrontare missioni extra, i soldi scarseggiano e le possibilità di evoluzione anche, questo rende l’intera esperienza di gioco più dura e complessa. Rivelazione infine va assolutamente affrontata dopo aver terminato uno degli altri percorsi.

L’EVOLUZIONE DI FIRE EMBLEM


Fire Emblem Awakening, di cui potete trovare una nostra recensione qui, era già un capitolo della saga estremamente curato, ben fatto e dalle dinamiche mature, migliorate e collaudate. Sembrava difficile poter far meglio, eppure Fire Emblem Fates si rivela essere un capolavoro nel suo genere. La trama dai sapori dolci del capitolo precedente lascia il posto ad una storia, dura, matura, crudele e dai risvolti intelligenti e spietati. Il gameplay viene migliorato dalla possibilità di modificare l’ambiente circostante, grazie alla capacità dei membri di sangue reale di utilizzare le “Vene del Drago“. Essi sono punti di energia attuabili dai successori dei combattenti dei draghi della prima grande guerra, e oltre a modificare il territorio, ci permettono l’utilizzo di poteri speciali che torneranno utili in ben più di un’occasione.

La differenza che più balza agli occhi è senza ombra di dubbio la difficoltà. In tutti e tre i capitoli potete scegliere tre difficoltà di base: Facile, Difficile ed Esperto, e tre modalità di gioco, la prima chiamata Fenice, in cui i nostri combattenti morti ritornano in fretta in gioco. La seconda denominata Principiante in cui i morti in battaglia ritornano nel capitolo successivo e solo se sconfiggete tutti i nemici in campo e la terza, la modalità Classico, in cui i morti restano morti. Affrontare in maniera spavalda una via di mezzo accettabile, come la scelta: “Difficile + Classico” porterà ad un inevitabile e veloce dipartita, o vostra o di gran parte del vostro esercito. La via di mezzo in Conquista è già da subito una prova per esperti e vi lascio quindi immaginare cosa succede se intraprendete la modalità più difficile.

Le classi sono davvero moltissime, e i sigilli utilizzabili per poterle cambiare sono molti di più rispetto alle versione precedenti. È infatti possibile utilizzare sigilli che cambiano in funzione di abilità personali nascoste, di amicizia e amore, di esperienze acquisite e ancora altri. Permettono a qualsiasi classe una varietà di possibilità davvero enorme, permettendo al giocatore di creare un esercito in grado di affrontare qualsiasi nemico. Ci sono altre 30 classi utilizzabili, e ne esistono ancora recuperabili tramite sigilli compresi come ricompense nei DLC, ed il primo, Before Awakenig, è già disponibile al download gratuito e comprende in regalo quello del Gran Lord e quello dell’Eletta. Un’altra caratteristica importante è la possibilità di accedere al casello nascosto nella Dimensione del Drago. Esso sarà la nostra base e fungerà da tramite per la Porta del Drago, portale per i contenuti aggiuntivi, e ci permetterà anche di interagire con i castelli di altri giocatori, dandoci l’opportunità di fare battaglie in cooperazione e uno contro l’altro, assalti o acquisti negli altri empori, e potrà essere personalizzato e costruito a nostro piacimento. Un’opzione di farming e sopratutto di interazione davvero piacevole e di cui si sentiva davvero la mancanza nei capitoli precedenti.

Avremo anche la possibilità di utilizzare i 4 Amiibo della serie Fire Emblem: Ike, Lucina, Daraen e Marth. Essi elargiranno doni e, se utilizzati ognuno per 3 volte, daranno la possibilità di reclutare nel proprio esercito al castello l’eroe di turno, a patto naturalmente di riuscire prima a sconfiggerlo.

Ogni capitolo che acquisterete comprenderà 6 capitoli iniziali uguali per tutti gli episodi, 26 capitoli per la trama principale, un capitolo finale e naturalmente DLC e capitoli secondari a seconda delle decisioni prese nel corso della storia. Un piatto ricco ed entusiasmante, in particolare se si riesce a mettere le mani sulla Limited Edition che oltre ai contenuti aggiuntivi, comprende tutti e tre i capitoli su di un’unica cartuccia di gioco.

IL NOHR


Migliaia di anni fa ebbe luogo una grande guerra tra i Draghi, causando devastazione e distruzione ovunque. Un drago ha deciso di coinvolgere gli esseri umani in questo scontro, dando la possibilità ad essi di forgiare armi leggendarie e porre fine in maniera definitiva alla guerra. Coinvolgere gli umani però ha solo ingigantito il conflitto, e la conseguente estinzione dei draghi e delle loro discendenze, o almeno così si pensava. La storia del capitolo di Fire Emblem Fates, che prende il nome in occidente di “Conquista”, ci vede principi in un tetro castello, buio e desolato da cui non usciamo da anni. Tutta la nostra vita gira attorno ad allenamenti e ad una clausura forzata alleviata solo dalle sporadiche visite di una sorella protettiva, lasciva e fin troppo prosperosa che corrisponde al nome di Camilla, da una sorellina premurosa ed estremamente dolce (in pieno contrasto con l’atmosfera) che si chiama Elise e dal principino Leo, dispettoso e petulante all’apparenza, ma intelligente ed eroico nel profondo del cuore. Nostro fratello maggiore Xander, potente, fiero e tetro, ha come compito principale quello di metterci alla prova per renderci degni dell’attenzione e dell’affetto di nostro padre, il tirannico re Garon. Finalmente, dopo l’ennesima sfida col principe ereditario, otteniamo il permesso dal re, grazie all’intercessione dei nostri fratelli, di poter svolgere una missione fuori le mura del castello del regno di Nohr e persino una spada sacra che appartiene al Nohr da generazioni. Naturalmente non filerà tutto liscio e nel corso dei sei capitoli che sono comuni a tutte e tre le versioni ci ritroveremo traditi dal nostro stesso padre e prigionieri del regno rivale, l’Hoshido. Mentre il Nohr impersonifica visivamente più uno stile alla Castlevania, cavalleresco e gotico, l’Hoshido viene rappresentato da un’atmosfera che ricorda il Giappone feudale.

Risvegliati in casa del nemico scopriamo la verità. Nel corso di un’imboscata, anni fa, il reggente dell’Hoshido venne assassinato da re Garon e il nostro protagonista, ancora in fasce, venne rapito dal Nohr per essere allevato e cresciuto. Questo giustifica la nostra reclusione, e le diffidenze a farci partecipare attivamente alle missioni. I nostri veri fratelli e sopratutto la nostra vera madre, la regina Mikoto, si rivelano tutti entusiasti di ritrovare finalmente il figliol prodigo, l’atmosfera è gioiosa e festosa e tutti sono felici di vederci, fatta eccezione per nostro fratello Takumi, che non esita a definirci traditori e a riversare il suo odio causato dalla nostra assenza, dalla guerra, e da un misterioso mal di testa che sa di anomalo sin da subito. Ci viene anche presentata nostra sorella Azure che si rivela essere in realtà una principessa Nohriana rapita in una sorta di ripicca dall’Hoshido, e cresciuta come una sorella dai membri della casata reale. E’ ora di festeggiare il ritorno del principe, ma durante i festeggiamenti, la nostra spada, comandata a distanza da una spia, esplode facendo una strage e rischiando di ucciderci, se non fosse per il sacrificio della nostra vera madre che si frappone tra noi e i detriti dell’esplosione e che muore tra le nostre braccia. Il dolore per la perdita della madre ci fa impazzire e risveglia il potere del drago che è in noi, trasformandoci in un possente dragone che sbaraglierà i nemici aiutato dall’esercito Hoshidese e dal loro capo, il principe ereditario Ryoma e che si placherà solo grazie alle suppliche di Azure e grazie alla magia di un portentoso ciondolo, che in seguito ci permetterà di usare il potere della trasformazione in dragone a nostro piacimento. Fino a questo punto la trama è medesima su tutte e tre le versioni, ma se avete scelto Conquista ora il nostro eroe (o la nostra eroina) si schiererà con il Nohr tradendo di fatto la sua linea di sangue.

Non siate troppo veloci a giudicare la nostra scelta. Questa infatti è una scelta ponderata, coraggiosa e molto più leale di quanto sembri, infatti da questo momento in poi il nostro esercito smetterà di compiere crimini inutili e di togliere la vita agli avversari senza motivo. Le rivolte non saranno più sedate nel sangue ma calmate con la contrattazione e con lealtà. L’obiettivo del nostro avatar è infatti rovesciare il governo di re Garon e prendere il suo posto come reggente del Nohr, per porre finalmente fine alle ostilità. A parte Takumi e Ryoma, gli altri membri dell’Hoshido non faticheranno a capire le nostre intenzioni e a mostrare affetto per noi, ma se pensate che questo vi risparmierà da scontri cruenti allora siete sulla strada sbagliata. Scegliendo Conquista avete scelto di rappresentare e vivere nelle terre del Nohr, dove il pericolo è dietro ogni angolo, e siamo costantemente messi alla prova da una trama fitta di inganni ordita da re Garon e da Iago, dove un alleato e sottoposto oggi può serenamente trasformarsi nel nemico di domani e viceversa, dove ogni singolo abitante ci vede come una terribile minaccia e farà di tutto per annientarci o ostacolarci. Far comprendere a tutti i nostri nobili scopi sarà un’impresa ardua, che metterà a dura prova la nostra moralità, ed il nostro cuore puro ed impavido sarà la nostra sola arma capace di far cambiare idea al mondo che ci circonda. In Conquista la trama più adulta e seria del capitolo precedente è ancora di più accentuata dai continui tradimenti e dilemmi morali che dovremo affrontare. Iago e re Garon cercheranno in tutti i modi di metterci contro e di farci affrontare la nostra linea di sangue Hoshidese, dando risalto ai sensi di colpa che si innescheranno naturalmente e che vengono magistralmente raccontati da una storia molto ben tradotta e trasposta (nei sottotitoli almeno, visto che i dialoghi parlati sono pressochè assenti anche in inglese). Siamo al centro di un conflitto centenario ed estremamente sanguinoso che ha mietuto vittime da una parte e dall’altra, e che vede i nostri fratelli acquisiti e i nostri fratelli di sangue pronti a uccidersi a vicenda. Noi siamo la sola speranza di pace che esiste. Ogni scelta da noi fatta ed ogni perdita in battaglia si trasforma in un risvolto della trama inaspettato. Capiremo presto di non essere soli nella lotta che ci vede contrapposti si all’Hoshido, ma che ci accomuna nel perseguimento di un obiettivo comune, la pace. La trama però è ben più ampia di così, e prevede forze che agiscono nell’ombra e che traggono profitto dagli scontri delle due fazioni. Regni celati allo sguardo di molti si apriranno per svelare i loro segreti e i loro retroscena solo a noi e ad una stretta cerchia di nostri alleati, e solo noi abbiamo il compito di addossarci la responsabilità delle scelte che porteranno, se tutto va bene, all’agognata pace. Riusciremo da soli a portare il peso di queste responsabilità o periremo nel tentativo?

IL GAMEPLAY IN BREVE


Il gameplay rimane il classico della serie, una volta scelti i partecipanti allo scontro, tenendo sempre conto della varietà delle classi e delle armi che ogni classe può equipaggiare secondo il famoso “triangolo” delle competenze (spada -> ascia -> lancia -> arco -> bastone -> tomo -> spade), bisogna anche fare i conti con le armi innovative e delle proprietà magiche delle vene del drago, e naturalmente con il terreno di gioco che comprende sempre alberi, deserti, vallate, canyon, montagne e corsi d’acqua. Inoltre da questo capitolo comprende anche condizioni atmosferiche e incantesimi che gravano permanenti e su lunghe distanze, rendendo ogni singola mossa un’esperienza complessa e che va assolutamente presa con decisioni ponderate, ancor di più se avete scelto la modalità classica in cui, come abbiamo già detto perdere un’unità è uno stato perenne.

A questo punto, schierate le truppe, è possibile dare inizio alla battaglia. Potrete personalizzare la schermata di gioco come meglio preferite e visualizzare raggio d’azione e caratteristiche fisiche di ogni singola unità, amica o nemica che sia, prima di effettuare ogni mossa. Dovrete ben presto imparare ad anticipare l’intelligenza artificiale, che nella modalità difficile ed esperto vi darà davvero del filo da torcere, costringendovi a pensare, riflettere e agire in funzione di quella che può essere paragonata una partita di scacchi contro un vero maestro.

Un’altra cosa importante è la parte relazionale della componente RPG, molti infatti sono i membri che possono sposarsi e avere figli, che a loro volta avranno ruoli di primo piano nello scontro. Possiamo raggiungere il grado S e il conseguente matrimonio con concepimento con una sola unità, e nel capitolo conquista è un esperienza difficile da ottenere dato che è necessario far cooperare le stesse unità molte volte per ottenere un aumento dell’affinità. Va detto che nella versione europea molti dialoghi e interazioni volte a ciò sono state totalmente censurate senza cura, e questo fa sì che spesso nelle nostre stanze al castello non si capisca bene perchè l’affinità aumenti senza che in realtà venga fatto nulla. Ci si domanda per quale motivo gli addetti al settore ancora oggi operino queste censure insensate.

Giocando poi nel modo classico, la perdita di alcuni dei nostri alleati vedrà far diminuire pesantemente le nostre possibilità di vittoria, quindi e imperativo usare i sigilli per far cambiare classi in modo da avere nel nostro esercito le pedine giuste da mettere in campo. Naturalmente, a proposito delle classi, avrete davvero un ventaglio di scelte che va ad ampliare ulteriormente quello già presente nei capitoli precedenti. Per esempio troviamo:

  • Berserker
  • Avventuriero
  • Cavaliere Redivivo
  • Uomo Lupo
  • Cavaliere Nero
  • Stratega
  • Sangue Nero
  • Samurai
  • Cavaliere Spettrale
  • Maestro Ninja
  • Volpe Mistica
  • Cameriera

E ce ne sono ancora molti altri che vi lascio il piacere di scoprire ed utilizzare in battaglia

Giudizio finale
92

Fire Emblem Fates per 3DS è in assoluto un piccolo capolavoro. Senza paura di essere smentito, posso asserire che ci troviamo di fronte ad uno dei migliori titoli mai sviluppati per una console portatile, ed anche se in rete si possono leggere pareri discordanti dal mio che fanno riferimento ad un ingiustificata divisione in tre capitoli della storia, a mio avviso non vanno presi in considerazione. Ogni cartuccia di gioco ha al suo interno bivi e decisioni che influenzeranno in parte la trama, ed esiste una rotondità, una pienezza di gioco complessiva ed una storia che anche se divisa in tre, è sempre in grado di appassionare e stupire. Il capitolo denominato Conquista è poi un capolavoro di complessità ed ingegno, in grado di regalare ore di gioco, e nel caso in cui ancora non vi bastino, a metà prezzo è possibile scaricare dallo store Retaggio e Rivelazione, i quali arricchiranno ulteriormente un titolo che merita davvero un punteggio altissimo e che trova anche riscontro nel gradimento del pubblico. La difficoltà reale è resistere alla tentazione di comprarli tutti e tre. Altamente consigliato a tutti quanti, fatta eccezione per chi odio i tattici che in ogni caso, se decideranno mai di dare una seconda possibilità al genere, dovrebbero decisamente prendere in considerazione Fire Emblem Fates.

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Mai cresciuto del tutto, comincia a smanettare sui computer quando definirli tali era esagerato. Dallo ZX Spectrum alla PS4, ha giocato con qualsiasi cosa sia stata degna di nota. Odia gli stupidi, aiuta i deboli e dall’invasore ci difenderà, no aspettate quello era Daltanious, ma il concetto rimane invariato. Non è facile piegarlo e odia chi non è in grado di cambiare idea. Ama il romanticismo ma non lo ammetterà mai, neanche sotto tortura. Sempre pronto a dare una mano, aiuta tutti coloro che se lo meritano.