Persona 4: Dancing All Night – Recensione

  • Titolo: Persona 4: Dancing All Night
  • Piattaforma: PlayStation Vita
  • Genere: rhythm game
  • Giocatori: 1
  • Sviluppatore: ATLUS
  • Lingua: Inglese
  • Data di uscita: 6 Novembre 2015
  • Ottimi disegni e modelli poligonali
  • Bellissima colonna sonora
  • Buon grado di sfida
  • Storia interessante ed in linea con i canoni della serie
  • Alcuni effetti sonori possono disturbare la performance
  • Lo schermo piccolo obbliga a concentrarsi più sui pulsanti che sulle coreografie
  • Nonostante sia un rhythm game, non è pienamente apprezzabile se non si è giocato Persona 4

Chi è appassionato di JRPG a turni non può non conoscere la serie Persona, spin-off di Shin Megami Tensei e sviluppata da ATLUS nel lontano 1996 per PlayStation. Il gioco in questione è ricordato principalmente per il terzo e quarto capitolo, che ne hanno decretato l’immancabile successo anche al di fuori del paese del Sol Levante, grazie ad una storia che ha come protagonisti dei classici liceali, ma che affronta temi maturi come il suicido, la discriminazione e l’omicidio, alternando momenti vivaci e comici, ad altri tragici e profondi. Tutto questo è contornato da un sistema di combattimento a turni, che ci permette di utilizzare abilità speciali grazie ai Persona (manifestazioni della psiche dei protagonisti), e a meccaniche dungeon crawler con ambientazioni molto particolari.

Quello di cui andremo a parlare oggi sarà però un po’ diverso dai canoni della serie, ma altrettanto immersivo e profondo, ovvero Persona 4: Dancing All Night. Avverto però che Dancing All night è comunque un seguito diretto di Persona 4 e quindi consiglio vivamente di finire quell’opera prima di passare a questo, pena il non capire praticamente nulla di tutto ciò che accade. Fatta questa premessa, andiamo ad analizzare questo particolare rhythm game.

Benvenuti al Midnight Stage

persona 4 dancing recensione 2Tutto inizia quando il giocatore si ritrova senza spiegazioni nella Velvet Room, dove Margaret, anch’essa confusa per la nostra presenza, inizierà a narrare le vicende del gruppo investigativo di Inaba. Yu Narukami, ora trasferitosi in città, e Naoto Shirogane si stanno allenando in alcune coreografie insieme a Rise Kujikawa. A quanto pare, tutto il gruppo farà parte del corpo di ballo della nostra idol durante il Love Meets Bonds Festival. Improvvisamente però irrompe nella stanza Kyoka Uchimizu, la produttrice dell’evento, che li avvertirà in modo burbero che la ragazza non si esibirà con i suoi ballerini, ma che invece canterà assieme ad un’altra idol, Kanami Mashita. Successivamente scopriranno che questo cambiamento è dovuto al fatto che le ragazze che compongono il gruppo Kanami’s Kitchen, altre idol capeggiate dall’omonima ragazza che dovevano esibirsi con loro, sembrano essere scomparse nel nulla. Ragionando per qualche minuto, i nostri ragazzi si chiedono se le sparizioni possano avere qualcosa a che fare con un video di una idol deceduta che, stando alle dicerie, appare a mezzanotte e una volta visionato si viene intrappolati dall’altra parte senza poter far più ritorno. Avendo giù avuto a che fare con una storia del genere, decidono di tentare la sorte e verificare se le dicerie corrispondono a verità, cosa che per loro sfortuna risulta corretta. Dopo essere stati trascinati in un portale da dei nastri gialli, Yu e i suoi amici si ritrovano in un mondo molto simile al Midnight Channel, chiamato Midnight Stage, dove però “Nulla ferisce e nessuno può essere ferito“, brulicante di Shadow controllati dagli stessi nastri di prima, intenti a danzare al ritmo di un’inquietante canzone… Ma questa volta il gruppo investigativo dovrà usare le proprie abilità non per combattere, ma per contrastare questo ballo con il loro, cercando di capire allo stesso tempo cosa stia succedendo.

È tempo di ballare!

persona 4 dancing recensione 5L’incipt della storia non è per nulla fuori dagli schemi del bizzarro mondo di Persona, e il tutto si svolge come una Visual Novel intervallata da alcuni balli posti in momenti ben precisi. Nonostante un inizio lento, la trama si evolve in maniera sempre più cupa e in linea con i canoni della serie, mantenendo viva l’attenzione e la curiosità del giocatore. La modalità di gioco è molto semplice da capire, grazie anche ai vari e approfonditi tutorial di Teddie, e non ci vorrà molto prima di apprendere perfettamente le meccaniche. Al centro dello schermo verrà visualizzata la coreografia dei nostri personaggi, mentre ai lati avremo i pulsanti da premere nel momento indicato, che potranno essere singoli, doppi o a pressione. Sono presenti inoltre dei cerchi Fever attivabili muovendo la levetta analogica al momento giusto, che non incidono con la corretta esecuzione del brano, ma fruttano punti aggiuntivi. Il risultato è un tripudio di colori e movimenti che appaiono contemporaneamente a schermo, il che potrebbe scoraggiare i principianti, ma dopo un po’ di pratica si prende subito l’abitudine. Questo però porta a tralasciare le coreografie dei personaggi e a concentrarsi di più sui pulsanti da premere, pena il fallimento del brano. Infatti, nonostante sia un titolo fin troppo permissivo a livello di tempistiche, occorre finire la canzone con il morale del pubblico, indicato da delle figure in alto nello schermo, oltre una certa soglia altrimenti non verrà contata come riuscita, costringendoci a rifarla. In nostro aiuto viene comunque lo Story Mode, costruito con una difficoltà crescente, in modo da far apprendere al giocatore tutto il necessario.

Al termine di ogni brano ci verrà mostrato quante note abbiamo preso e con che tempistica, oltre al voto generale della prestazione e al denaro guadagnato. Denari che verrà speso nel negozio del gioco, permettendoci di acquistare costumi, accessori e oggetti da utilizzare nel Free Mode, vero cuore del titolo. Questa modalità ci permette di impostare la canzone, la difficolta, il ballerino ed il suo partner, che apparirà in momenti precisi della performance, oltre che ai precedentemente citati accessori e costumi. Inutile dire che la difficoltà aumenta notevolmente rispetto allo Story Mode, e si arriverà ad imparare le sequenze a memoria per riuscire ad ottenere il massimo del punteggio. Questo fattore aumenta di molto la longevità del titolo, e gli appassionati del genere troveranno pane per i loro denti in termini di sfida e appagamento.

Vediamo come si presentano questi ballerini

Graficamente parlando, il gioco è davvero ben fatto; i fondali e i personaggi sono disegnati in maniera sublime durante le fasi Visual Novel, stessa cosa per gli artwork che narrano gli eventi più importanti dello Story Mode. Per quanto riguarda i balli, i modelli poligonali dei personaggi sono molto dettagliati ed espressivi, formando un ottimo binomio con le bellissime coreografie create ad hoc per ciascun ballerino (ricordiamo che in Persona, la caratterizzazione dei personaggi è un elemento cardine dell’opera). È un po’ un peccato non poterli ammirare appieno, data la concentrazione richiesta per portare a termine i brani; probabilmente, su uno schermo più grande, la cosa si sarebbe notata molto meno. Luci e colori fanno da padrone durante la scena e tutto l’insieme crea un risultato davvero piacevole alla vista.

Altrettanto ottimo è il comparto sonoro, che presenta un doppiaggio di alto livello ed una colonna sonora di prim’ordine, formata da versioni modificate e remixate dei classici brani di Persona 4. Su questo piano però c’è una nota dolente che potrebbe far storcere il naso a molti, soprattutto ai fan del genere. Durante l’esecuzione delle canzoni, ogni pulsante premuto è accompagnato da un “POP” che spesso e volentieri stona con il tono della canzone, stessa cosa per i cerchi Fever che riproducono il classico scratch da DJ.

Giudizio finale
78

Persona 4: Dancing All Night si presenta come un ottimo rhythm game, che punta fortemente verso i fan della serie, ma con un gameplay che piace anche agli appassionati del genere. Nonostante sia graficamente ottimo e presenti una colonna sonora fantastica, non è esente da difetti, come i suoni che possono disturbare l'esecuzione del ballo o il fatto che le bellissime coreografie passino quasi istantaneamente in secondo piano. Lo Story Mode è molto interessante e presenta una storia in linea con i canoni della serie, che non stona assolutamente nonostante il cambio di genere. In definitiva consigliamo vivamente questo gioco ai fan della serie, maentre agli altri giocatori conviene almeno leggere la trama di Persona 4, altrimenti perderebbero la voglia di seguire la visual novel principale.

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Videogiocatore e appassionato di anime da quando aveva sei anni, MastroFella si fa strada fra i vari titoli videoludici a suon di fucilate, Hadoken e belle donzelle. Quando va in berserk, il DoomGuy fugge via in lacrime, il Nergigante diventa vegano e Gatsu pensa che alla fin fine l’eclissi non era poi così male. Non disdegna alcun campo di battaglia purché sia divertente e abbia una bella trama, ma predilige picchiaduro, action e FPS.