Deltora Quest – Recensione

Il giovane Lief è il classico adolescente ribelle e idealista, che non accetta la realtà in cui vive. “Perché tutti sono così codardi?” chiede il ragazzo al padre. Lief è deluso e frustrato per la tragica situazione in cui è caduta Deltora, da anni in mano al malvagio Signore dell’Ombra, un essere crudele e spietato che governa questo mondo fantastico con l’ausilio dei suoi soldati. Ma il giovane protagonista si sbaglia, non tutti sono codardi a Deltora: non lo è Barda, coraggioso guerriero amico del padre, e non lo è Jasmine, ragazza tanto bella quanto agile e furba che i due conosceranno di li a poco in una foresta oscura e piena di pericoli. I tre si metteranno in viaggio per recuperare le leggendarie sette gemme che costellavano la cintura di Deltora, simbolo del potere ed ultima speranza per vincere contro le forze oscure. Nel prologo dell’anime ci viene detto che le forze del male furono sconfitte in origine, ma in seguito tornarono più forti che mai, disperdendo le sette pietre preziose che proteggevano la nazione di Deltora. Lief, Barda e Jasmine inizieranno un viaggio pieno di insidie e pericoli per salvare la loro nazione, un’avventura all’insegna di ogni difficoltà, ma questo non basterà a fermare il nostro giovane protagonista che, con la spada magica donatagli dal padre e la cintura sacra al suo fianco, non teme niente e nessuno.

Lief si sente molto sicuro di sé, almeno a parole, in quanto dinanzi al primo imprevisto da affrontare, il ragazzo diverrà meno spavaldo, iniziando a comprendere i suoi limiti. Questo è il plot di Deltora Quest, anime trasmesso nel 2010 su Rai Gulp e tratto dal romanzo Viaggio a Deltora della scrittrice australiana Emily Rodda, edito in Italia da Piemme Edizioni. In questa serie di 64 puntate assisteremo al viaggio dei tre eroi, per recuperare le sette gemme preziose, affrontando orde di demoni, mostri, streghe ed altri esseri malvagi provenienti dal mondo delle tenebre. Insomma, il classico anime fantasy che sa molto di anni ’80/’90. Deltora Quest ha tutti gli elementi vincenti di uno shonen/fantasy che si rispetti: il tema del viaggio, il ragazzo-eroe, la salvezza della terra, nemici crudeli e spietati ecc. Il viaggio è inoltre simbolico, in quanto rappresenta la crescita personale di Lief, il suo passaggio dall’età adolescenziale a quella adulta.

Sicuramente non un capolavoro, ma un cartone abbastanza discreto che fa il verso a serie fantasy analoghe come The Slayers, Orphen e Dragon Quest. Poco importa se il soggetto originale, non sia tratto da un’opera orientale come i tre titoli sopracitati, non si avverte molto la differenza. Questo anche grazie al buon lavoro svolto dallo studio Oriental Light and Magic, il quale ha cercato di proporre un anime appetibile agli spettatori del Sol Levante, rimanendo allo stesso tempo fedele ai libri della Rodda. Il cartone non brilla per animazioni eccezionali come ci si aspetterebbe da una serie anni 2000, ma poco importa, il tratteggio un po’ grezzo e spigoloso, si rivela allo stesso tempo un’arma vincente per i nostalgici del classico stile anime anni ’90. I disegni infatti ricordano molto essi.

Merchandising

Come già detto, Deltora Quest nasce come serie di romanzi scritti da Emily Rodda, vero nome Jennifer Rowe. Dai romanzi, è stato tratto nel 2007 l’anime omonimo ed un videogame per Nintendo DS sempre prodotto in Giappone. Nonostante tutto, nel gioco Lief e i suoi amici hanno caratteristiche fisiche e volti del tutto differenti dalle loro controparti animate. Esiste anche un card game ispirato al mondo di Deltora, ma non risulta essere mai giunto in Italia.