Shugo Chara! – Recensione

Ognuno di noi ha nel proprio cuore talenti e potenzialità inespresse e Shugo Chara! si basa proprio su questa affermazione. Secondo la storia di questo anime (tratto dall’omonimo manga delle Peach-Pit) ogni bambino ha un cuore nella sua anima: è l’uovo del cuore, simbolo della sua vera natura, quella nascosta. Quando una di queste uova si schiude, ne esce fuori un guardiano del carattere, un piccolo e simpatico esserino che simboleggia il lato nascosto di ogni essere umano. La prima a scoprire l’esistenza di questi guardiani è la giovane Amu Hinamori (11 anni), studentessa delle elementari, che desidera ardentemente dare libero sfogo al suo vero Io. Per farlo, ecco che dal cuore di Amu spuntano ben tre uova, dalle quali nasceranno Ran, Miki e Suu, guardian character della ragazzina, che si attiveranno solo nei momenti in cui percepiranno nel cuore della padroncina un determinato bisogno. Talvolta però i piccoli folletti metteranno nei guai la protagonista della storia, conferendole il coraggio di esternare la vera sé stessa in alcuni momenti poco opportuni.

Come già detto, Shugo Chara! nacque originariamente come manga nel 2006 e fu pubblicato in Giappone sulla rivista Nakayoshi fino al 28 Dicembre 2009. In Italia il fumetto arrivò grazie alla Star Comics che lo pubblicò dal Gennaio al Novembre del 2011. Il manga fu adattato in un aime composto da tre stagioni (Shugo Chara!, Shugo Chara! Doki, Shugo Chara Party!) e trasmesso integralmente sul defunto canale pay Premium Hiro tra il 2010 e il 2011. Al momento risulta disponibile sulla piattaforma Mediaset Infinity. Dall’opera delle Peach-Pit furono tratti ben tre videogame: Shugo Chara! Le tre uova e il Jolly innamorato?  Shugo Chara! Il Character Change arcobaleno di Amu Shugo Chara! Allegria! Chara-na rhytm. Tutti e tre uscirono solo in Giappone per la console portatile Nintendo DS.