Out of the Hat – La nostra anteprima sulla Demo

“Possiamo fare un gioco che non racconta semplicemente la storia, ma porta il giocatore a viverla attraverso le sue meccaniche?”
È con questa domanda che Not a Number, team indie italiano, ha voluto creare questo Puzzle Platformer. Nato tramite una raccolta fondi su Kickstarter, richiama in ogni suo disegno la sua ispirazione alle opere di Tim Burton, Terry Gillian, Lovecraft e molti altri autori dello stesso genere caricando di magia e mistero ogni livello del gioco. E’ proprio dal miscuglio di elementi di questo genere che abbiamo avuto modo di toccare con mano la magia della demo di Out of the Hat, reperibile dalla pagina Kickstarter del gioco.

La raccolta fondi su Kickstarter

Not a Number ha proposto una raccolta fondi su Kickstarter, ponendo come obiettivo il raggiungimento di 50.000 € per il completamento del gioco e regalando ai suoi donatori alcune piccole chicce in base ai contributi dati. Ogni contribuente potrà avere parte al gioco, arrivando perfino a diventare un Beta tester, ricevere la soundtrack ufficiale o l’artbook del gioco, un dialogo diretto con gli sviluppatori e così via. Per chi contribuisce con più di 1000€ si potrà contribuire con gli sviluppatori presentandogli la propria peggior paura che verrà inserita all’interno del gioco.

Out of the Hat – Sinossi

Seguirai le avventure di una ragazzina costretta a lavorare per uno spaventoso mago di un vecchio circo ricco di misteri. Affronterai i pericoli del bosco e di altri posti strani, ma sperimenterai la magia che questa avventura porta con sé.

https://youtu.be/GXYToSjzgxw

Una storia per meccaniche

Subito alle prime battute del titolo noi giocatori andiamo a vestire i panni della protagonista senza alcun dettaglio su chi sia, dove si trova e come è finita in questo bosco, ma che si risveglia all’interno di esso. La confusione non è solamente nella protagonista ma passa attraverso essa anche sul giocatore. Man mano che ci si avventura nel bosco verranno toccate le meccaniche da utilizzare per passare ai livelli successivi con piccole pause ad hoc per poter prendere fiato. Come Alice nel paese delle meraviglie in una macabra versione, noi veniamo catapultati in questo luogo misterioso dove dovremmo arrivare alla fine inseguendo un coniglietto bianco, con ogni pericolo che ci ostacolerà e ci farà fuori. Bisogna essere attenti e precisi per poter arrivare alla fine, perché non tutti gli ostacoli saranno facili da superare e nulla è come sembra. Sul nostro percorso incontreremo un cappello magico che, sfruttandolo a dovere, ci aiuterà a superare gli ostacoli che incontreremo per poter andare sempre più avanti. La storia non è raccontata in maniera scritta, non vi sono elementi che descrivono a parole questo posto e la protagonista, ma per scelta degli autori la paura della solitudine e del pericolo che può porre fine alla vita è ben percepibile in ogni singolo istante di gioco.

It’s just a magic trick

Questo titolo è ricco di ostacoli e bisogna essere rapidi e precisi per poterli superare. La demo dura circa un’oretta buona, ma se si è particolarmente pratici di platform potrebbe durare anche meno. Si può benissimo vedere comunque come ogni ostacolo sia stato curato nei minimi dettagli a livello grafico, cercando di dar comunque al giocatore quella costante sensazione di pericolo attraverso i suoi ostacoli e il design dello sfondo. Se da un lato abbiamo una minuziosa cura sull’ambiente, sullo sfondo e sugli ostacoli, non si può dire lo stesso sulla complessità di quest’ultimi. La difficoltà va sempre in crescendo, ma ci saranno ostacoli che richiederanno un tempismo impeccabile, con una esecuzione non proprio semplice da poter compiere per arrivare alla fine. Chi è meno pratico di questo genere di giochi potrebbe sentirsi scoraggiato, trovandosi a ripetere l’ostacolo in un continuo trial and error nel tentativo di poterlo superare senza essere catturato dai nemici oppure senza cadere nel vuoto o sulle spine.
Le meccaniche principali, però, sono semplici e richiedono nella loro totalità l’uso del cappello che recupereremo all’inizio della storia, che potremo lanciare su un ripiano più alto o più lontano per poterlo usare come teletrasporto, ci potremo appendere dove sono presenti le correnti d’aria per volare in alto oppure planare verso una zona più lontana e così via.

Sei pronto ad affrontare le tue paure?

Nel complesso la demo di Out of the Hat ha detto tanto in poco tempo, raccontando come questo gioco sia stato curato nei minimi dettagli. Si può toccare con mano la paura della protagonista durante la sua avventura così come piccole parti di sfondo che cercano di coinvolgere sempre più il giocatore per permettergli di essere lo stesso non solo uno spettatore. Tuttavia la sua complessità in alcuni ostacoli non è certamente alla portata di tutti, portando a dover sperimentare più e più volte per poter far muovere a dovere la ragazza anche se la soluzione appare immediata. E’ un titolo dall’alto potenziale che comunque stuzzica la curiosità di chi lo gioca donando un assaggio di quello che sarà il gioco completo. Un titolo sicuramente da provare.