Carletto il principe dei mostri – Recensione

Non tutti i mostri sono cattivi e fanno paura come Jason o Freddie Krueger. Anzi! Alcuni sono divertenti, buoni e simpatici, tanto che li vorremmo avere come amici. In loro presenza non ci mettiamo le mani sugli occhi, né ci nascondiamo sotto le coperte. Carletto, è vero, ha un bel po’ di anni alle spalle, eppure tutti siamo soliti ricordarlo ancora con gioia quando, ancora da mocciosetti, seguivamo le sue spassosissime avventure sui canali locali come Telecapri o Gari TV.  Carletto e i suoi assistenti, dei mostri all’acqua di rose, riuscivano ad ispirarci un senso di bonarietà e di protezione. Nonostante la loro apparenza e le loro origini magari “indubbie” erano degli eroi, tanto da schierarsi dalla parte del bene aiutando il prossimo e, allo stesso tempo, salvare il mondo dalle minacce di Satana in persona e dei suoi tirapiedi. Carletto nasce come manga di Fujiko F. Fujio (la stessa coppia di autori creatori di Doraemon e Nino il mio amico ninja). Il fumetto fu poi trasposto in una serie animata di ben due stagioni e nel 2010 uscì un film in live action, in cui il cattivo per look è una vera e propria citazione a Sephiroth di FINAL FANTASY VII. Il protagonista in tale lungometraggio è interpretato da Satoshi Ohno, leader di una band nipponica, gli Arashi. Che cos’è dunque Carletto il principe dei mostri? L’esempio perfetto di come i bambini riescano a rielaborare la paura in chiave comica grazie ad un cartone animato intelligente e leggero. Peccato che i vampiri e le altre creature delle tenebre non assomiglino neanche lontanamente a quel gruppetto di pazzerelli provenienti da Mostrilandia…

Mostri tutti da ridere!

Gli autori furono molto bravi a creare delle atmosfere finto-dark che aleggiavano intorno ad ogni avventura di Carletto e co. Il principino dalle orecchie a sventola, dal cappello colorato e dal viso buffo (che un po’ ci ricorderà macchiette del cinema nostrano come Pierino interpretato da Alvaro Vitali) ci sembrava un bambino fortunato all’epoca. Non aveva genitori per casa che gli dicessero cosa fare, oppure parenti pedanti ed anziani rompiscatole. Carletto era il padrone assoluto di una casa che condivideva con i suoi tre mostruosi amici, facendo tutto quello che voleva. Il ragazzino, figlio del re di Mostrilandia, mandato sulla terra all’ambasciata nipponica, aveva poteri a dir poco singolari, come quello di allungare le braccia e le gambe a dismisura o cambiare aspetto. Come non ricordare poi i suoi viaggi a zonzo nel mondo degli umani attraverso il frigorifero di casa? (Dokodemo porta anyone?) .

I personaggi

Carletto: figlio del re di Mostrilandia, è un bambino bruttino ma dal cuore d’oro. Non si tira mai indietro quando si tratta di aiutare un amico, vive sulla terra assieme ai suoi coinquilini Frank, Dracula e Wolf. In italiano la sua voce è quella di Massimo Corizza.

Wolf: Cuoco personale di Carletto, è un uomo lupo dall’accento tedesco, molto saggio e dispensatore di consigli.

Frank: Un mostro gigante, corpulento ma anche lui dall’animo buono. È il maggiordomo di Carletto ed è capace solo di articolare suoni vocali come “Me-eheh” ad ogni interrogativo.

Dracula: è un vampiro. Nonostante sia di origine romena ha stranamente un accento francese. Ha modi chic e raffinati. Ama più il pomodoro che il sangue, e di notte se ne va girando per Tokyo con un tappeto magico. Ha il potere di parlare con i pipistrelli. In Italia è doppiato dal compianto Roberto Del Giudice.

Hiroshi: Amico umano di Carletto, vive nei pressi dell’abitazione di quest’ultimo ed è un suo inseparabile compagno di avventure. Il loro rapporto ricorda un po’ quello tra Doraemon e Nobita. Orfano di entrambi i genitori, vive assieme a sua sorella maggiore.