Ken il Guerriero – Recensione

Siamo alla fine del ventesimo secolo, il mondo intero è sconvolto dalle esplosioni atomiche. Sulla faccia della Terra, gli oceani erano scomparsi e le pianure avevano assunto l’aspetto di desolati deserti. Tuttavia, la razza umana era sopravvissuta…

Con tale premessa si apriva ogni episodio di Hokuto no Ken, conosciuto presso i nostri lidi con il  titolo di Ken il guerriero. Il manga fu creato nel 1983 da Buron Son e Tetsuo Hara e pubblicato all’interno del noto settimanale nipponico Shonen Jump. Da allora le avventure e i violentissimi colpi di arti marziali di Kenshiro, a suon di “Watatatatatata“, sono rimasti impressi nel cuore di tutti gli aficionados dell’uomo dalle sette stelle. Ken è divenuto una vera e propria icona pop al pari di personaggi come Actarus e Lupin III. Dal manga furono tratte due serie anime prodotte dalla Toei Animation. Le puntate (in tutto 112) andarono in onda in Giappone dal 1986 al 1988. Da non scordare poi il film di Tooyo Ashida che cercava, in maniera comunque approssimativa ed un po’ superficiale, di riassumere le avventure di Kenshiro dall’inizio fino allo scontro con Raoh, e ben tre episodi sequel per l’home video. Nel 2008 al 2011, per festeggiare i venticinque anni dell’opera, Kenshiro tornò al cinema in Italia con ben cinque film remake che riassumevano la prima parte del manga. Sono stati inoltre prodotti vari spin-off cartacei ed animati della storia principale, come Raoh Gaiden (una sorta di prequel di tale villain) e vari manga dedicati ai personaggi più amati (e odiati) della serie, come Julia, Toki e Jagger.

Chi è Kenshiro?

Ken è l’erede della millenaria scuola di Hokuto, una prestigiosa scuola di arti marziali in rivalità con quella di Nanto. Tuttavia, le due scuole in questione sono le due facce della stessa medaglia e non debbono mai venire a scontro aperto, in caso contrario potrebbe verificarsi una catastrofe di proporzioni immani. Il potente Kenshiro, viaggia in un mondo post-apocalittico. Dopo una violentissima (quanto stupida) guerra nucleare, la Terra è infatti divenuta un vasto deserto. Il nostro eroe, dal cuore puro e nobile, protegge grazie alla sua forza gli innocenti dagli attacchi di teppisti e criminali che cercano di sottomettere i più deboli. Lo scopo del viaggio di Ken è anche un alto: salvare la sua fidanzata Julia dal malvagio Shin, esponente di Nanto ed un tempo caro amico del protagonista. Nel corso della serie, Kenshiro conoscerà amici fidati (come Bart e la dolce Linn) e dovrà sconfiggere nemici senza scrupoli come Uighur, il guardiano della prigione di Cassandra, Sauzer dispotico tiranno macchiatosi di crimini efferati persino contro bambini innocenti, e lo stesso Raoh, suo fratello ed assassino del loro padre adottivo Ryuken. Una storia triste, ambientata in un mondo povero, sterile e senza regole e freni morali. Tuttavia, lo spirito puro e buono di Kenshiro ci fa da monito ed insegnamento. Egli è il nuovo messia e salverà la terra dal nuovo ed infernale (dis)ordine mondiale instauratosi dopo la caduta della società così come la conosciamo. Non mancheranno poi citazioni a personaggi realmente esistenti od esistiti della cultura musicale e cinematografica di quel tempo, come Freddie Mercury, Hulk Hogan, Ivan Drago e persino Gesù (Toki)!

Il live action

Nel 1995 fu prodotto negli USA un film “scrauso” riguardante l’uomo dalle sette stelle di Hokuto, intitolato Fist of the North Star. Kenshiro è quì interpretato dall’attore britannico Gary Daniels. Purtroppo, come nel caso dell’orrendo Dragon Ball Evolution, Fist of the North Star è una delle tante conferme di come manga ed Hollywood non vadano a braccetto insieme. Anche secondo la critica, il lungometraggio in questione è a dir poco scadente. Sfondi palesemente disegnati, storia alterata e personaggi asiatici che a malapena sapevano parlare in inglese. Inoltre, nel film Ryuken non viene ucciso da Raoh (assente nel film) bensì da Shin e con un colpo di pistola! Ken viaggia quindi per il deserto allo scopo di affrontarlo.

I videogame

Kenshiro vanta svariati videogame dedicati al suo personaggio, i quali vanno dal Game Boy alla più moderna PlayStation 3. Ricordiamo per esempio Hokuto no KenHokuto no Ken: Shin seiki matsu kyūseishu densetsu, rispettivamente per Sega Mega Drive e Sega Master System. In occidente, i due giochi in questione sono conosciuti con i nomi di Black Belt e Last Battle. Da noi vennero alterati anche la trama ed i personaggi. Last Battle, per esempio, venne totalmente discostato dal franchise di Ken il Guerriero modificando persino l’aspetto del protagonista e dei nemici. Per PS3 ricordiamo poi i più recenti Fist of the North Star I e II, due musou sviluppati sviluppati da Omega Force e KOEI TECMO Games. Grafica e personaggi realizzati in maniera magistrale, ma con un unico difetto: la “clonazione”a dir poco selvaggia dei personaggi secondari che hanno tutti lo stesso avatar. Tale difetto non passa certo inosservato e va un po’ a rovinare la godibilità e la coerenza di entrambi i giochi.