Street Fighter II V – Recensione

Ken e Ryu sono amici e durante l’infanzia si sono allenati nello stesso dojo di arti marziali. Il primo è il rampollo di una ricca famiglia statunitense, il secondo un ragazzotto giapponese che lavora assieme al padre come taglialegna. Un giorno Ryu riceve un invito da parte di Ken, per andarlo a trovare a casa sua negli USA. Una volta riunitisi, i due amici fraterni saranno protagonisti di un epico viaggio intorno al mondo, alla ricerca di nuovi combattenti con cui misurarsi, buoni o cattivi che siano. Un viaggio eccezionale, durante il quale stringeranno solide amicizie, ma troveranno anche dei nemici malvagi contro cui combattere, con in ballo il destino della stessa Terra. L’anime, come sappiamo, è preso dal famosissimo picchiaduro Street Fighter II. In esso quindi incontreremo vecchie conoscenze oltre ai due protagonisti, troveremo la maggior parte degli altri lottatori presenti nel roster del videogame inerente. Immancabile, ovviamente, anche il malvagio e letale Mister Bison (doppiato per l’occasione da un magistrale Romano Malaspina), il nemico per eccellenza della serie, il quale, anche in questo caso, cercherà di mettere i bastoni fra le ruote ai nostri eroi.

Street Fighter II V 01Rispetto alla controparte videoludica, notiamo che i vari personaggi sono più giovani rispetto a come li ricordavamo in sala giochi, ma questo non intaccherà affatto la godibilità della serie che può vantare una trama egregiamente solida e strutturata. Sicuramente, rispetto alla storia canonica del videogame, Street Fighter II V presenta alcune leggere divergenze, come cattivi che diventano buoni e viceversa, oppure inaspettati innamoramenti tra alcuni personaggi. Ma ciò non conta nulla, Street Fighter II V rimane il buon vecchio Street Fighter e, per gli appassionati del titolo, appariranno subito familiari i buoni e i cattivi che avevamo amato/odiato nel videogame. Ritroveremo un bonario e forzuto Zangief, una determinata e dolce Chun-Li, una fredda e sensuale Cammy, un folle e narcisista Vega ed un arrogante (quanto inutile) Balrog, quest’ultimo al soldo del crudele Bison.

Come già detto, Street Fighter II V è ispirato al blasonato videogame uscito ad inizi anni ’90. Il secondo capitolo di SF fu una vera e propria rivoluzione del picchiaduro videoludico come lo si intendeva fino ad allora. Una perla destinata per sempre a brillare nel firmamento dei videogame, che può vantare svariate versioni e riadattamenti. Ancora oggi, nel 2016, SFIIV fa ancora la sua bella figura. Ricordo ancora l’album con le figurine e le action figure pubblicizzate per un breve tempo anche da noi in TV, poco dopo l’uscita del live action con Jean Claude Van Damme. Tale lungometraggio ha poco o niente di SF, un lungometraggio trash che porta solo il titolo del gioco a cui è (malamente) ispirato, da cui venne in seguito tratta anche una serie televisiva americana mai giunta presso i nostri lidi. Prima della serie anime, lo stesso staff del II V produsse un film animato, Street Fighter II, dalla trama un tantino più fedele al gioco, così come il look e il design degli stessi personaggi. Provate a dare un’occhiata a Street Fighter II V, non ve ne pentierete.