The Guest – Anteprima

È da pochi giorni disponibile su STEAM la demo gratuita (e brevissima) di The Guest, oscuro ed inquietante puzzle game nato da una collaborazione fra gli italianissimi 505 Games e Team Gotham, un piccolo studio indipendente spagnolo. Ecco un assaggio di quella che sarà la nostra permanenza forzata nella camera.

LEGNO E CARTA DA PARATI


Palpebre che sbattono e immagini messe a fuoco pian piano… Un lampadario ventilatore gira lentamente e illumina di una luce malata il consunto soffitto in legno a cassettoni… L’anziano dottor Evgeni Leonov si alza lentamente dal letto e percorre, con passi lenti e pesanti, la sua stanza dell’Oakwood Hotel. L’orologio sul comodino segna le 4:23 del mattino, la finestra è tempestata da gocce di pioggia che rendono impossibile vedere da dove proviene la poca luce che filtra.  Ha bisogno delle sue medicine ma il blister è vuoto. La porta è chiusa.

Questo è ciò che si sa della storia all’inizio di The Guest, nessun filmato introduttivo né testo visualizzato a schermo. Iniziando il gioco si viene direttamente catapultati nella nostra cadente stanza d’albergo senza alcuna informazione, scelta che indubbiamente aumenta il senso di oppressione e disorientamento.

ENIGMATICI MISTERI


Il gameplay è quello di una avventura grafica in prima persona. Girando per la stanza dovremo raccogliere oggetti, informazioni e risolvere enigmi per cercare di scoprire qualcosa di più sul motivo della nostra prigionia e sull’identità del nostro carceriere. I rompicapi di questa piccola prima parte di gioco appaiono piuttosto semplici lasciando maggiore spazio all’atmosfera cupa. A schermo non compare alcuna interfaccia grafica durante l’esplorazione della stanza. L’inventario è sicuramente intuitivo ma poteva essere reso più agile nell’utilizzo semplicemente visualizzando le azioni eseguibili con i singoli oggetti direttamente dall’elenco, anziché dover entrare ogni volta nel dettaglio.

CLICHÉ E BRIVIDI


In un gioco come questo, l’atmosfera è decisamente tutto. Per farci calare nell’opprimente e soffocante ambientazione della stanza, il Team Gotham si è servito di diversi cliché del genere horror/thriller: dallo stato fatiscente della location, alla necessità del protagonista di assumere medicinali, dallo scricchiolio delle porte ai rumori dei lampi; niente di particolarmente originale, ma funziona bene e tiene costentemente alta la tensione del giocatore. Ottima la trovata di dotare il protagonista di una camminata lenta e pesante, che aumenta il senso di impotenza davanti al pericolo. Il comparto grafico è buono ma non eccelso, ci si trova pur sempre davanti ad un gioco indie. Lo stile artistico invece è di ottimo livello: il design cadente della stanza riesce davvero a dare un senso di repulsione e ricorda molto gli interni visti in Bioshock, The Last Of Us e P.T.

Questa piccola porzione di The Guest ci ha convinti: il connubio fra avventura grafica, visuale in prima persona e ambientazione horror riesce a dare un senso di impotenza ed inconsapevolezza verso ciò che sta succedendo alle nostre spalle, magari proprio mentre siamo intenti a risolvere un enigma. Ora non resta che sperare che il gioco completo presenti una maggiore difficoltà nei rompicapi e riesca a tenere alto il senso di tensione per tutta la sua durata.

Cresciuto con la frase “i videogiochi sono il male del multiverso”, rimane abbagliato da Golden Axe sul 486 del cuginetto in tenera età. Da quel momento vive giorno per giorno sperperando ogni spicciolo in qualsiasi action adventure, platform, FPS single player e JRPG a turni. Per questa sua compulsiva ed insana mania, tira avanti come nullatenente negli slum di Midgar, allacciandosi abusivamente alla rete elettrica pubblica per alimentare il suo PC e la sua amata collezione di PlayStation.