The Witcher 3: Blood and Wine – Recensione

  • Titolo: The Witcher 3: Blood and Wine
  • Piattaforma: PC, PlayStation 4, Xbox One
  • Genere: Action-RPG
  • Giocatori: 1
  • Sviluppatore: CD Projekt RED
  • Publisher: BANDAI NAMCO Entertainment
  • Lingua: Inglese (doppiaggio), Italiano (testi)
  • Data di uscita: 31/05/2016
  • Narrativa di altissimo livello
  • Tantissimi contenuti e longevità elevata
  • Prezzo più che onesto
  • Artisticamente superbo
  • Prima o poi finisce

È passato più di un anno ormai dall’uscita di The Witcher 3: Wild Hunt, uno dei giochi più attesi del 2015, che si è infine confermato un capolavoro, guadagnandosi i favori del pubblico e della critica e vincendo talmente tanti premi da diventare il titolo più premiato di tutti i tempi. Tuttavia, ciò che contraddistingue CD Projekt RED, oltre all’innegabile talento e alla passione che mettono nel loro mestiere, è il rispetto e la considerazione che hanno nei confronti dei consumatori, fattori che li hanno resi (meritatamente) una delle software house più amate dai giocatori. Il team polacco aveva già dimostrato con Hearts of Stone la volontà e la capacità di produrre contenuti post-lancio di qualità, che valgono ogni centesimo speso e che costituiscono effettivamente un valore aggiunto all’opera originale. Blood and Wine incarna perfettamente questa filosofia: è un’opera mastodontica, che chiude in maniera più che degna l’epopea videoludica del Witcher Geralt di Rivia, e ve lo dice un giocatore che di solito guarda ai DLC a pagamento con estrema diffidenza.

CAVALIERI, VINO E DAME


La storia di Blood and Wine si svolge nel Ducato di Toussaint, una nuova mappa estesa quanto il Velen, che è una terra pittoresca, fortemente ispirata alla campagna francese, e che sembra essere uscita direttamente da una fiaba. Geralt è stato convocato dalla duchessa per risolvere un fastidioso problema: un mostro sta mietendo vittime tra la popolazione, colpendo con la precisione di un serial killer, e sarà compito dello strigo uccidere la bestia e mettere fine a questo bagno di sangue. Escludendo questa incresciosa situazione, Toussaint sembra essere una terra idilliaca, nella quale si dà un’estrema importanza ai valori cavallereschi, i paesaggi sono pittoreschi, si praticano arti come la pittura, la musica e la poesia, si produce e si consuma vino pregiato e i valorosi cavalieri della duchessa proteggono la popolazione. Anche chi non ha letto i romanzi e si è limitato a giocare i titoli però, ormai avrà sicuramente capito una cosa: nel mondo creato da Andrzej Sapkowski, nulla è come sembra, e la cattiveria dell’uomo riesce a contaminare qualsiasi cosa, anche un luogo apparentemente fatato come il ducato di Toussaint. Ovviamente non vi anticipiamo nulla, ma come da tradizione nella serie, anche in questo caso la ragione e la giustizia non si trovano al 100% dal lato di nessuna delle parti coinvolte, e anche gli antagonisti saranno spinti da motivazioni che potreste persino arrivare a comprendere e, almeno in parte, condividere. Il tutto è condito da personaggi ben scritti e caratterizzati a dovere, alcuni dei quali sono ovviamente tratti dai romanzi originali, e faranno sicuramente la gioia dei lettori più accaniti. La software house ha messo in piedi una storia credibile e ben scritta, e ancora una volta ci troviamo di fronte ad una narrativa di livello altissimo, che vi terrà incollati allo schermo per ore.

THE WITCHER 3.5


Molti di voi avranno visto in rete un’immagine riguardante Blood and Wine, sulla quale c’è scritto, in lingua inglese: “Mentre alcune compagnie producono DLC e li chiamano giochi completi, un’altra compagnia produce giochi completi e li chiama DLC”. Ecco, sappiate che non si tratta affatto di un’esagerazione: quanto a quantità e qualità dei contenuti, Blood and Wine non ha nulla da invidiare ai titoli completi tripla A; anzi al massimo è vero il contrario, visto che esistono molti giochi completi che hanno meno contenuti di questa espansione presa da sola, senza neanche considerare Hearts of Stone e il gioco base. Oltre alla corposa main quest, avremo infatti a disposizione diverse attività secondarie molto interessanti. Iniziamo a parlare della tenuta di Corvo Bianco, che viene donata a Geralt dalla duchessa quasi subito dopo il suo arrivo a Toussaint, come anticipo per i servigi richiesti. Corvo Bianco è disabitata da diversi anni, ed è necessario eseguire dei lavori di ristrutturazione per riportarla agli antichi fasti. La dimora presenta infatti diverse caratteristiche che è possibile migliorare: potrete acquistare nuove rastrelliere per esporre le vostre spade e le vostre armature, oppure dei dipinti per adornare le pareti. Ma non finisce qui, infatti potrete anche acquistare un nuovo letto, che vi fornirà un consistente bonus temporaneo sulla vitalità quando vi fermate a riposare, costruire una stalla per Rutilia che aumenterà la sua tempra e mettere su un giardino nel quale coltivare le piante da usare come ingredienti per le pozioni da witcher. Naturalmente, mettere a nuovo una tenuta costa, e la spesa totale da sostenere se vorrete riportarla al suo antico splendore supera le 10000 corone, che non sono esattamente noccioline.

Fortunatamente, il gioco vi viene incontro e vi mette a disposizione una grande quantità di missioni secondarie e contratti da witcher, che vi permetteranno di realizzare cospicui guadagni. Attenzione però, perché le corone non sono l’unico motivo che dovrebbe spingervi a cimentarvi nelle subquest: anch’esse sono infatti di qualità eccelsa, e vi permetteranno di scoprire sottotrame interessanti, oltre a farvi conoscere personaggi ancora una volta ben caratterizzati, tanto che sarebbe un vero e proprio delitto ignorarle e pensare solo alla trama principale. Le novità non finiscono qui, chiudono il cerchio cinque nuovi set di equipaggiamento da witcher, di livello Gran Maestro, che sbloccheranno potenti bonus a patto di equipaggiare il set completo, la possibilità di spendere punti abilità e mutageni per sviluppare nuove mutazioni, che conferiranno a Geralt una serie di nuovi e devastanti poteri e un nuovo set di carte da gwent dedicato agli abitanti delle isole Skellige. Insomma, i CD Projekt RED non sono stati affatto avidi quanto a contenuti, e hanno messo tantissima carne al fuoco, infatti la durata di Blood and Wine può tranquillamente raggiungere le 30 ore; non sarebbe nemmeno sbagliato definirla come una sorta di The Witcher 3.5.

INCANTEVOLE COME UNA FIABA


Abbiamo già sottolineato la natura fiabesca dell’ambientazione di questo DLC, e anche il comparto tecnico e quello artistico sono in linea con questo stile. Toussaint è una terra rigogliosa, con le strade costeggiate da coloratissimi fiori, vigneti a perdita d’occhio e tenute di che ricordano moltissimo quelle tipiche della campagna francese. Tutto è curato nei minimi dettagli, e molto spesso, camminando per le vie della città principale, vi capiterà di imbattervi in menestrelli intenti a suonare le loro melodie o pittori che mostrano ai passanti le loro creazioni. Dal punto di vista tecnico, almeno nella versione per PlayStation 4, il lavoro svolto è notevole, l’unico neo sono i caricamenti a volte troppo lunghi e qualche piccolo minifreeze quando ci si avvicina ad un centro abitato, ma sono difetti più che tollerabili a fronte della magnificenza dell’opera. Il doppiaggio in inglese è di ottima qualità, mentre l’adattamento, seppur sia complessivamente buono, in alcuni dialoghi potrebbe essere migliorabile.

Giudizio finale
95

The Witcher 3: Blood and Wine è probabilmente la migliore espansione mai creata fino ad oggi. Con soli 18€ di spesa aggiuntivi, potrete godervi un prodotto che, per longevità, qualità dei contenuti e cura dei dettagli, non ha assolutamente nulla da invidiare ai giochi completi e, se acquisterete il season pass, con 25€ potrete portarvi a casa Blood and Wine insieme all’ottimo Hearts of Stone. Stando alle dichiarazioni della software house, questa espansione rappresenta il commiato di Geralt, la sua ultima avventura e il canto del cigno di questo fortunato brand. Personalmente, mi piace immaginare il witcher che si gode un lungo e meritato periodo di riposo nella tenuta di Corvo Bianco, magari in compagnia della sua Yennefer, ma spero che nella prossima generazione di console torni ad impugnare le spade e ci permetta nuovamente di accompagnarlo in un’altra, grande avventura. Mentre attendiamo fiduciosi, possiamo solo consigliare a tutti gli amanti dei giochi ben fatti di non lasciarsi sfuggire questa perla. Dal momento che potrebbe essere l'ultima avventura di Geralt, il nostro consiglio è quello di godervela con calma, a piccoli sorsi, come se fosse un calice di buon vino pregiato.

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Cacciatore di mostri specializzato nell’uso di due lame in contemporanea, tra una battuta di caccia e l’altra non disdegna attività più soft come l’allenamento e l’allevamento dei Pokémon. Fedele al Sommo Helix, attende con impazienza la sua reincarnazione, lottando per contrastare la malefica piaga dei DLC e dei season pass. Gira voce che potrebbe tagliarsi le mani se costretto a fare una partita a un gioco di simulazione calcistica.