BGeek 2019 | Due chiacchiere con Cydonia

Domeica 2 giugno, durante l’edizione 2019 del BGeek – il Festival dell’Immaginazione, abbiamo avuto modo di scambiare due chiacchiere con Cydonia, youtuber e volto noto di Pokémon Millennium

“Ti va di raccontare come hai iniziato l’avventura in Pokémon Millennium?”

“Io ho cominciato a scrivere per Pokémon Millennium nel 2013, scrivevo articoli e facevo il redattore, sono entrato all’interno della community semplicemente perché, essendo sempre stato appassionato di Pokémon, Pokémon Millennium era il forum più grande e quindi trovandolo nei motori di ricerca avevo cominciato a partecipare alla vita della community, col tempo ho conosciuto gli amministratori dell’epoca che mi hanno preso come redattore, passati due anni poi a un certo punto mi è venuta questa idea di mettere a frutto il canale YouTube che Pokémon Millennium aveva, ma che al tempo era utilizzato solamente per caricare i trailer dei vari giochi di Pokémon; ha funzionato, con il tempo poi il canale ha cominciato a crescere, nel 2016 ha avuto un grande boom, nel 2017-18 ha continuato a crescere e ancora oggi siamo alle porte dei 200mila iscritti, quindi è stata una grande avventura che è durata 4 anni e che ancora oggi va avanti, il canale, e 5 o addirittura 6 (anni, ndr) da quando sono in Pokémon Millennium”

“So che hai scritto anche per Parliamo di Videogiochi. Questo è stato prima o dopo la tua esperienza su quel sito?”

“È stata prima la parte redazionale, ero redattore su Millennium prima di essere su Parliamo di Videogiochi, e il canale è stato aperto dopo”

“Praticamente noi siamo colleghi, perché io ho iniziato a scrivere proprio lì con la riapertura del sito”

“Cioè quando io stavo aprendo il canale. Io ho scritto per un periodo per Parliamo di Videogiochi e anche per Tom’s Hardware subito dopo, poi entrambe le avventure sono finite perché il canale mi ha assorbito completamente, non ho più avuto tempo per dedicare i miei sforzi ad altro”

“Ti piacerebbe ricominciare a scrivere?”

“Senti, attualmente sono un po’ come dire ammanicato e impegnato con la redazione di Everyeye, ho già ricominciato a scrivere anche se saltuariamente, mi sono occupato di alcuni editoriali sia su Pokémon che in generale sul mondo dei videogiochi, tra una settimana sarò all’E3 2019 di Los Angeles e mi occuperò della scrittura di pezzi, sia video che redazionali classici, per alcuni giochi che saranno presenti alla mostra losangelina. Mi fa piacere tornare a scrivere benché, ci tengo a precisarlo, io scrivo tutte le settimane perché ogni video che viene pubblicato ha un copione completamente scritto, quindi alla fine affronto la creazione di un video esattamente nello stesso modus operandi con cui prima affrontavo la scrittura di un articolo, è la stessa identica cosa”

“Quindi adesso sei collega del nostro Antonello Kirito?”

“Sì, esattamente”

“C’è qualcosa che ti ha colpito particolarmente di questa esperienza?”

“Quello che mi ha colpito di più è la possibilità indubbiamente di conoscere tante altre persone che, come me, sono appassionate di videogiochi. La bellezza di questo lavoro è che ti mette in contatto con una serie di persone che altrimenti, purtroppo, non avresti mai avuto modo di conoscere. Dall’altra parte è un lavoro molto difficile, quindi mi sorprende a volte il tipo di pressione alla quale siamo sottoposti, soprattutto quando il pubblico richiede magari a gran voce un prodotto, un video, una serie; da una parte fa piacerissimo perché è chiaro che si vede l’entusiasmo con il quale siamo seguiti, a tal punto da desiderare un certo tipo di contenuto, dall’altra anche la responsabilità perché il pubblico quando vuole qualcosa sa davvero essere quasi petulante nel chiederlo, e non sempre si riescono a rispettare i tempi che vorremmo rispettare, anche perché siamo in due, io e Chiara, quindi è faticoso da una parte ma molto appagante al livello umano dall’altra.”

“Per quanto riguarda invece la serie dei Pokémon, che ne pensi della deriva che sta prendendo?”

“Mah, io penso che in realtà i tempi siano ancora ottimi checché se ne dica. Pokémon Let’s Go è stata un’operazione di marketing con la quale si è tentato di racimolare più copie vendute nelle case dei più piccoli e soprattutto di chi si era perso per strada con il fattore nostalgia, con il fattore diciamo della possibilità di tornare su un gioco che conoscevano ma che non hanno più seguito, d’altra parte con Sword e Shield (Spada e Scudo, ndr) si sta continuando i giochi della serie principale, quelli veri diciamo, e anche lì bisogna vedere. È ancora presto per giudicare, ma è molto interessante per esempio innanzitutto l’ambientazione “inglese”, in generale in realtà della Gran Bretagna, l’arrivo su Switch era necessario perché Nintendo 3DS non ne poteva più, non ne potevamo più noi di Nintendo 3DS a dire la verità, è una console troppo vecchia a livello proprio hardware per poterci ancora produrre giochi, sono contento di questo salto e speriamo che non sia soltanto un salto grafico/di prestazioni ma sia un salto anche nel modo in cui vengono sviluppati i giochi, nella cura dei dettagli che forse negli ultimi titoli è un po’ mancata”

“Piccolo off topic: hai visto Detective Pikachu?”

“Assolutamente sì, credo sia uno se non il miglior adattamento videoludico, o meglio cinematografico di un videogioco; questo perché il film non è mai pretenzioso, il film racconta una trama semplice che ha dei piccoli colpi di scena, che se vogliamo non sono neanche così originali, sono abbastanza prevedibili, ma nella semplicità della storia si lascia emergere un altro aspetto invece fondamentale a mio avviso che è appunto la cura del dettaglio della trasposizione cinematografica di Detective Pikachu e in generale del mondo Pokémon, si è portato grande rispetto del mondo Pokémon verso le tante informazioni che i vari titoli principali hanno dato ai fan di questo brand in più di 20 anni, e quindi ritrovare tutti questi dettagli nel film, vedere che questa trasposizione è stata fatta da persone che hanno studiato i videogiochi per capire come effettivamente riempire queste pellicole mi ha fatto piacere, mi ha fatto piacere vedere questa cura che solitamente negli adattamenti videoludici è totalmente assente, qui invece eravamo proprio dalla parte opposta, quindi lo promuovo a pieni voti”

“Giusto per concludere, cosa ne pensi di questa edizione del BGeek? Sentiti libero di dire tutto, anche i lati negativi”

“Io mi sto divertendo molto al BGeek a dire la verità, trovo una situazione molto tranquilla, poi i ragazzi di Bari mi ricordavo già (tre anni fa sono stato qui per un’altra fiera) sono gentili, educati, insomma non è scontato perché luogo che vai gente che trovi come si suol dire, e non sempre troviamo persone che magari hanno anche un minimo di rispetto per i nostri spazi quando magari siamo in fiera e stiamo mangiando, bevendo o siamo un attimo indaffarati, qui invece ci troviamo sempre come fossimo a casa. Forse le dimensioni della fiera quest’anno sono un po’ ridotte vedo, un singolo padiglione forse non ha reso giustizia alle tante cose che si dovrebbero portare in una fiera barese, dove immagino non sia molta altra la scelta durante l’anno che avete per poter insomma fare qualcosa di simile in altri contesti, quindi auguriamoci che magari ci sia più budget negli anni venturi per fare qualcosa di anche più grande vista la partecipazione ingente che vedo, ci sono tante persone”

“Spoiler, il padiglione non è intero, è diviso a metà.”

“Ah, quindi hanno proprio “intendato” il padiglione in modo tale che l’unico padiglione adesso è più piccolo?”

“Però questo è il padiglione più grande dell’intera area fieristica”

“Ok, però è comunque metà. Allora sì, l’avrei esteso un po’”

“Ti confesso che mi piacerebbe un giorno vedere qualche tuo articolo sul nostro sito”

“Ok, volentieri! Vediamo che si può fare, fatemi sa pere a cosa vorreste che lavorassi e se c’è qualcosa di interessante, qualche titolo sul quale potrei scrivere, perché no”

Studente con la passione per la scrittura, nerd fino al midollo, aspirante giornalista, ma ho anche dei difetti. Nato con il controller in mano, cresciuto con i fumetti sotto il cuscino, ho scritto per vari siti web e ho provato anche a fare da radiocronista per alcuni eventi sportivi. L’avventura non mi spaventa, infatti sono sempre alla ricerca di nuove sfide. Il mio mentore è Steve Jobs, mentre il motto che sintetizza perfettamente la mia vita è “se puoi sognarlo puoi farlo”.