Star Fox Zero – Recensione

  • Titolo: Star Fox Zero
  • Piattaforma: Nintendo Wii U
  • Genere: Action
  • Giocatori: 1-2 (locale)
  • Sviluppatore: Nintendo, Platinum Games
  • Publisher: Nintendo
  • Lingua: Italiano (testi e doppiaggio)
  • Data di uscita: 22 Aprile 2016
  • Sperimenta un sistema di controllo innovativo…
  • Un gradito ritorno della serie, dopo aver saltato la scorsa generazione
  • Adrenalinico e veloce
  • Boss Fight spettacolari
  • …ma che non funziona sempre come dovrebbe
  • Non molto longevo

Tra tutte le console casalinghe prodotte dalla casa di Kyoto, il Nintendo Wii U è probabilmente la più sfortunata. Nonostante il supporto first party fornito dalla software house, le vendite della console non sono mai riuscite a decollare, e ora ci troviamo in un periodo di stasi, con pochissimi giochi annunciati per quest’anno e il nuovo The Legend of Zelda rinviato al 2017. In questa landa desolata, Star Fox Zero rappresenta per molti fan della grande N la speranza di poter mettere le mani su una nuova, grande esclusiva. Del resto non li si può biasimare, come premesse abbiamo il ritorno di un brand storico, un certo Shigeru Miyamoto che tiene le redini del progetto e il coinvolgimento dei Platinum Games nello sviluppo del gioco, una delle software house nipponiche più talentuose sulla piazza. Con un mix così esplosivo nulla poteva andare storto, giusto? Scopriamolo insieme.

IT’S ABOUT TIME YOU SHOWED UP, FOX.


Il brand di Star Fox aveva saltato la scorsa generazione di home console. L’ultimo esponente della serie è stato Star Fox Command, rilasciato su Nintendo DS ben dieci anni fa, ma che era un titolo ben lontano dai canoni della saga. Così, Nintendo ha deciso di optare per un reboot totale, ignorando gli eventi accaduti negli ultimi titoli rilasciati e proponendo la classica trama già vista nel capitolo per Nintendo 64 e in quello ancora precedente per Super Nintendo. Il protagonista della storia è il pilota Fox McCloud, comandante della squadriglia indipendente nota come Star Fox. La giovane volpe ha seguito le orme di suo padre, James McCloud, rimasto ucciso durante la precedente guerra contro lo scienziato pazzo Andross. James era stato tradito e condotto in un’imboscata da un suo compagno, Pigma Dengar e, per consentire al suo commilitone Peppy Hare di fuggire, ha sacrificato la sua vita in combattimento. La nuova squadriglia Star Fox, capitanata appunto da Fox, è ora composta dallo stesso Peppy, da Slippy Toad, meccanico e inventore del gruppo, e da Falco Lombardi, un pilota molto abile e orgoglioso. Purtroppo, dopo un lungo periodo di pace, Andross sembra essere tornato dal suo esilio, ed è pronto a spiegare le sue forze militari per conquistare tutto il sistema Lylat; inutile dire che toccherà a Fox e ai suoi compagni fermare il folle scienziato, collaborando con l’esercito del pianeta Corneria, guidato dal Generale Pepper. La trama non brilla in quanto a originalità, eppure i personaggi possiedono un certo carisma, e il fatto di affrontare le missioni in compagnia di Peppy, Slippy e Falco (gestiti dall’IA) e di essere costantemente in collegamento radio con loro, crea un senso di immersione e coinvolgimento, amplificato dall’utilizzo delle casse del gamepad per riprodurre i dialoghi durante i collegamenti radio.

TUTTE LE STRADE CONDUCONO A VENOM


Star Fox Zero presenta diverse analogie con gli altri capitoli classici della serie. Per prima cosa, il percorso da seguire per avanzare nella campagna principale non è lineare, ma ogni missione presenta due strade differenti che andranno ad influenzare la via da seguire per procedere verso Venom, l’ultimo pianeta. Il sentiero seguito può dipendere dalla prestazione del giocatore all’interno del livello, oppure dalla scoperta di una vera e propria strada nascosta, e la cosa conferisce una forte rigiocabilità alla (breve) campagna principale. Gli scenari e le missioni che i nostri eroi si troveranno ad affrontare sono abbastanza diversificati: abbiamo le classiche fasi su binari, in cui la visuale si trova alle spalle dell’Arwing e noi dovremo “solo” preoccuparci di schivare i colpi nemici e rispondere al fuoco, poi torna anche la modalità a tutto campo, nella quale invece saremo liberi di muoverci in una mappa circolare e dovremo occuparci dei nemici, o del boss di turno. A tutto questo si aggiungono le missioni a terra a bordo del landmaster, il carro armato della squadra Star Fox, la possibilità di trasformare il vostro Arwing in un mezzo bipede chiamato Walker e un nuovo veicolo, denominato Gyrowing, una specie di piccolo elicottero dotato di un robottino in grado di hackerare alcuni terminali e raccogliere oggetti, che verrà impiegato in una missione stealth.

Una delle caratteristiche più controverse di questo gioco è proprio quella su cui gli sviluppatori hanno scommesso maggiormente: il sistema di controllo. Sullo schermo della TV, avrete la visuale in terza persona del vostro veicolo, mentre sullo schermo del gamepad vedrete tutto dagli occhi di Fox, all’interno della cabina di pilotaggio, mentre reticolo sullo schermo della TV può essere mosso sia usando i giroscopi del gamepad, sia semplicemente muovendo la navetta. Lo dirò senza mezzi termini: tenere i giroscopi sempre attivi è estremamente scomodo, e rende molto difficoltoso mirare con precisione. Per fortuna, il gioco consente di disabilitare parzialmente i sensori di movimento dal menu di pausa, attivandoli solo nel momento in cui si preme il testo ZR per fare fuoco; questo consente di giocare il titolo in maniera più classica, rendendolo maggiormente godibile. Ritroviamo anche in questo Star Fox la tipica barra del turbo, che verrà consumata per accelerare, frenare e compiere alcune utili manovre evasive, mentre si rigenererà in automatico quando non compiamo nessuna di queste azioni. Ciò che proprio non riesco a spiegarmi è il motivo per il quale gli sviluppatori abbiano deciso, durante un paio di boss fight in modalità a tutto campo, di imporre l’utilizzo di un fastidiosissimo lock-on automatico sul boss, che blocca la visuale su di lui e fa sparire il reticolo a schermo, costringendo il giocatore a guardare necessariamente sul gamepad per mirare con precisione. Ci sono molte altre boss fight, sempre in modalità a tutto campo, in cui questa funzione è attivabile dal giocatore tenendo premuto il pulsante ZL, e onestamente la cosa funziona benissimo così. Parlando dei boss, sono i più imponenti si siano mai visti all’interno della serie, insomma: si nota subito l’inimitabile tocco dei Platinum Games, che anche in questo gioco sono riusciti a regalarci delle boss fight spettacolari e scontri adrenalinici e veloci. Anche in questo capitolo dovrete inoltre preoccuparvi di soccorrere i vostri compagni, eliminando i nemici che spesso li inseguiranno e, se li abbandonerete al loro destino, subiranno troppi danni e saranno costretti a ritirarsi fino alla missione successiva.

Per sbloccare tutte le possibili missioni e le strade alternative, probabilmente vi ci vorranno tra le 8 e le 10 ore, ma questo tempo potrebbe aumentare se il gioco riuscirà a coinvolgervi e vorrete raccogliere tutte le medaglie all’interno dei livelli e superare le missioni speciali che andrete così a sbloccare nella modalità addestramento. Dopo aver completato la storia, sbloccherete anche una modalità arcade, nella quale dovrete affrontare le varie missioni in sequenza, senza la possibilità di ripeterle né di tornare indietro, e alla fine verrà registrato sia il vostro punteggio che il tempo che ci avete messo a terminare il gioco; diciamo che se vi lascerete stuzzicare da tutti gli extra, potreste arrivare a passare su questo gioco anche 20 ore o più. Degna di nota in fine una modalità co-op in locale, nella quale un giocatore si occuperà di pilotare l’Arwing mentre l’altro sarà l’addetto agli armamenti, e dovrà fare fuoco per eliminare i nemici. Se avete un amico con cui giocare, sicuramente fioccheranno risate e imprecazioni a volontà.

IL PESO DI DUE SCHERMI


Il comparto tecnico di questo gioco, almeno per quanto riguarda la conta dei poligoni, non è sicuramente dei migliori, anche considerando il fatto che si tratta della home console meno potente attualmente in commercio. Il compromesso era tuttavia inevitabile: la console si trova a gestire due schermi e riesce a mantenere su entrambi un frame rate di 60 fps abbastanza solido, col lievi cali molto sporadici e solo nelle situazioni davvero più concitate. Gli effetti di luce causati dai laser e dalle esplosioni sono comunque di buona fattura, e il tutto è accompagnato da un doppiaggio in italiano di buona qualità, che già avevamo già avuto modo di apprezzare nel remake per Nintendo 3DS di Star Fox 64. Le musiche poi faranno senz’altro la gioia dei fan, dal momento che sono quelle tipiche della saga: dal tema principale, a quello della Star Wolf, la squadriglia rivale.

Giudizio finale
88

Star Fox Zero non è un capolavoro e non è esente da difetti. Probabilmente, viste le premesse e visti i nomi che lavoravano al progetto, ci si sarebbe aspettati senza dubbio qualcosa in più da questo titolo. Il risultato finale è comunque più che buono, dal momento che il titolo presenta delle missioni molto varie, un gameplay frenetico e divertente e boss fight assolutamente spettacolari. Consigliato a tutti i fan di Fox McCloud e dei suoi compagni e agli estimatori dei giochi arcade vecchia scuola.

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Cacciatore di mostri specializzato nell’uso di due lame in contemporanea, tra una battuta di caccia e l’altra non disdegna attività più soft come l’allenamento e l’allevamento dei Pokémon. Fedele al Sommo Helix, attende con impazienza la sua reincarnazione, lottando per contrastare la malefica piaga dei DLC e dei season pass. Gira voce che potrebbe tagliarsi le mani se costretto a fare una partita a un gioco di simulazione calcistica.