Disgaea 5: Alliance of Vengeance – Anteprima

Sul PlayStation Store europeo è stata recentemente rilasciata la demo di Disgaea 5: Alliance of Vengeance, ragion per cui abbiamo deciso di saggiare la versione per PlayStation 4. Dopo un lungo download di 5Gb, ho avuto modo di provare l’ultima fatica targata Nippon Ichi Software. Non avevo mai giocato un Disgaea prima d’ora, tuttavia so che è una serie con milioni di fan in tutto il mondo, e per di più si tratta di uno strategico a turni, genere che personalmente apprezzo (Ike, del resto, è un personaggio di Fire Emblem!).

Benvenuti all’inferno
Cominciamo col dare un’occhiata a storia e ambientazione: Disgaea 5 è ambientato nel Regno degli Inferi, chiaramente popolato da demoni di vario genere. Tra questi, spiccano alcuni demoni chiamati Overlord, che sono sostanzialmente dei demoni maggiori con una folta schiera di servitori e con capacità fuori dal comune. La demonessa protagonista del gioco si chiama Seraphina, ed è appunto una Overlord (o meglio, una Overlady) – per la precisione è l’Overlord della bellezza. Nonostante, per sua stessa ammissione, Seraphina non abbia la minima esperienza in combattimento, ha deciso di muovere guerra al potente tiranno che regna sugli Inferi, chiamato Void Dark e, proprio mentre le sue truppe stanno per essere annientate, l’intervento di un giovane demone di nome Killia ribalta le sorti del combattimento. Killia è il tipico peronaggio tenebroso e strafottente, e Seraphina decide di reclutarlo, capendo che un combattente così forte le farà sicuramente comodo.

Casa dolce casa
Il giocatore partirà ogni volta dalla base di Seraphina, che farà da HUB. Qui potremo trovare diversi NPC che forniranno una serie di servizi utili: ci sarà l’healer, il negozio di armi e armature, un negozio di oggetti e persino un reclutatore che permetterà di ottenere nuove unità per il proprio esercito. Da qui, potremo inoltre lanciarci nella mischia e affrontare le varie mappe del gioco, che saranno ripetibili e verranno sbloccate in maniera progressiva. I combattimenti sono a turni, con il campo di battaglia suddiviso idealmente in quadrati tramite una griglia tattica, e non sembra che ci sia un limite al numero di unità che è possibile portare in battaglia (se c’è,  è sicuramente molto alto). Ogni personaggio avrà abilità e caratteristiche peculiari, oltre al proprio livello: Seraphina utilizza armi da fuoco dalla distanza, Killia è un combattente melee, poi ci sono i Pinnie, servitori di Seraphina dall’aspetto di pinguini che… beh, loro non tankano, non infliggono molti danni e non hanno abilità di supporto, quindi tuttora non capisco quale sia la loro utilità. I personaggi reclutabili sono invece degli avatar preimpostati e personalizzabili in minima parte, ai quali è possibile assegnare un nome, e il gioco presenta una vasta scelta di classi cui attingere.

Siamo demoni, non moriamo così facilmente
La frase che fa da titolo al paragrafo viene pronunciata da Killia durante il tutorial, quando spiega che le unità sconfitte possono essere rianimate dopo la battaglia; tuttavia fa anche capire bene quale sia la difficoltà di questa demo. È vero, sono solo le prime mappe e probabilmente hanno più che altro una funzione di tutorial, ma ho visto una difficoltà tarata veramente verso il basso.
I nemici a una prima occhiata potrebbero apparire come dei completi idioti decerebrati, ma c’è un motivo per questo: sono effettivamente dei completi idioti decerebrati. In linea di massima, prima di muoversi attenderanno sempre che sia il giocatore ad avvicinarsi, e attaccheranno in maniera abbastanza disordinata, senza nemmeno provare a concentrare i loro sforzi su un solo nemico al fine di abbatterlo il prima possibile.
Killia, inoltre, non sarà un Overlord, ma è comunque una vera macchina da guerra: anche a livelli bassi, subisce pochissimi danni sia dagli attacchi fisici che dalle magie, ed è in grado di occuparsi di molteplici nemici perdendo pochissimi HP. Seraphina è più fragile, ma una volta che avrà imparato la sua prima abilità offensiva, sarà in grado di colpire i nemici da una distanza impressionante, eliminandoli prima ancora che possano anche solo pensare di avvicinarsi (anche se dubito pensino).
A semplificare ulteriormente le cose, oltre alla possibilità di lanciare potenti attacchi combinati, c’è la modalità Vendetta, che si attiverà riempiendo un particolare indicatore chiamato Revenge Gauge. L’indicatore si riempie subendo danni, sconfiggendo avversari che sono a loro volta in modalità Vendetta o quando un alleato viene sconfitto, perciò mi è bastato mandare un inutile Pinnie al macello per far entrare Seraphina e Killia in tale stato, conferendo loro bonus consistenti sui danni e sulle difese, e permettendo a Seraphina di attivare la sua abilità suprema da Overlord, che consiste nell’affascinare le unità nemiche circostanti e farle passare dalla sua parte. Se non altro, alla fine ho trovato un’utilità per i Pinnie…

Trattandosi di un gioco disponibile anche su PlayStation Vita, non mi aspettavo di certo un comparto tecnico spaccamascella, il problema è che anche dal punto di vista artistico il gioco non brilla di certo. Per cominciare, il design dei personaggi non mi ha colpito per niente, le mappe sono piccole, estremamente spoglie e prive quasi del tutto di dettagli o elementi strategici. Sembrano praticamente tutte uguali, solo la forma cambia leggermente da un livello all’altro. Tirando le somme, questa demo non mi ha convinto molto: la storia non sembra essere particolarmente accattivante, il combat system è abbastanza classico e funziona, ma è rovinato dalla difficoltà decisamente bassa.

Tag

Cacciatore di mostri specializzato nell’uso di due lame in contemporanea, tra una battuta di caccia e l’altra non disdegna attività più soft come l’allenamento e l’allevamento dei Pokémon. Fedele al Sommo Helix, attende con impazienza la sua reincarnazione, lottando per contrastare la malefica piaga dei DLC e dei season pass. Gira voce che potrebbe tagliarsi le mani se costretto a fare una partita a un gioco di simulazione calcistica.