WRC 5: FIA World Rally Championship – Recensione Flash

  • Titolo: WRC 5: FIA World Rally Championship
  • Piattaforma: PlayStation 4, PlayStation 3, PlayStation Vita, Xbox One, Xbox 360, PC
  • Genere: Racing
  • Giocatori: 8
  • Sviluppatore: Kylotonn Games
  • Lingua: Italiano
  • Data di uscita: 16 Ottbre 2015
  • Licenza WRC
  • Modello di guida accessibile…
  • Difetti grafici e Bug sparsi
  • …ma alla lunga frustrante
  • Motore fisico da rivedere
  • Frame rate altalenante

Dopo quattro anni in cui il gioco ufficiale dedicato al mondo del WRC era stato saldamente nelle mani della software house tutta italiana Milestone, la licenza è passata nelle mani del team francese Kylotonn Games. Come già affermato dagli sviluppatori, quindi, questo WRC è stato riprogettato da zero, buttando via tutto il (buon) lavoro pregresso. Se quelli di Milestone avevano puntato di più sull’aspetto simulativo e quindi su una scarsa accessibilità al modello di guida, in favore di un gameplay anche più gratificante, i ragazzi di Kylotonn Games hanno deciso di snellire il tutto rendendo più accessibili le strette “S” che pervadono ogni tracciato.

SI PARTE


Pad alla mano, ci troviamo in pochi secondi di fronte a una scarna schermata iniziale, dove possiamo scegliere diverse modalità di gioco tra cui il campionato Rally, le tappe veloci offline e una componente multiplayer sia in locale che online. Aggiunta gradita è la scuola di guida rally, che ti insegna passo dopo passo i fondamentali della guida su sterrato. Dal punto di vista delle opzioni possiamo andare a regolare la difficoltà (quattro in tutto che vanno da facile a difficile) e diversi aspetti sulla modalità di guida, come frenate e sterzate assistite, o la gravità dei danni alle auto. Quindi fin qui sembrerebbe un gioco solido, funzionale e abbastanza completo visto anche la licenza ufficiale WRC, che ci permette di guidare su tutte le 13 tappe speciali del campionato di Rally sparse in tutto il mondo, Sardegna compresa, utilizzando le 22 macchine tutte complete di licenze e piloti (tra i quali forse quello che conoscerete maggiormente è l’ex pilota di Formula1 Robert Kubica).

UN ASFALTO PIATTO


Ma ora è il momento di giocare e tuffarsi subito nella modalità carriera, dove dovremo firmare il solito contratto con un team, per poi risalire la china e diventare campioni del mondo di Rally. In pista però si incomincia a notare uno stile di guida un po’ troppo arcade e abbastanza piatto, privo di qualsivoglia senso di appagamento nel completare una curva in derapata. Il terreno sembra non soffrire il peso delle ruote, e sebbene nella passata generazione di console già si poteva ammirare qualche cambiamento sul terreno al nostro passaggio, qui rimane tutto statico. Anche le condizioni avverse come pioggia e neve sono fin troppo stereotipate, e non hanno reale effetto sul sistema di guida, così come il passaggio da sterrato a fango. L’unica diversificazione si nota nel passare da sterrato a neve o da sterrato ad asfalto, ma è troppo poco per parlare di guida simulativa, contando anche che il livello di sfida si limita solo allo staccare e derapare con i giusti tempi, senza perdere il controllo del posteriore.

ALLA FINE IL MOTORE FA LA DIFFERENZA


Per quanto riguarda il motore fisico di gioco si riscontrano gravi mancanze, soprattutto nella gestione dei danni, dove anche un misero ramoscello sembra un muro di cemento armato, capace di romperti una sospensione non appena lo si sfiora. Spesso, la mia prestazione è stata rovinata da eventi simili o da un cambio fin troppo fragile che si rompe già a metà tappa. Motore fisico che affligge anche gli urti, in cui spesso l’auto rimbalza o vola in cielo per motivi inspiegabili, atterrando sull’asfalto dopo un triplo carpiato, come se nulla fosse.

Sotto l’aspetto grafico e tecnico invece il gioco è afflitto da tearing persistente, effetti sparsi di pop-up costante e vistosi cali di frame rate, con numerosi e frequenti bug nella gestione dei tagli delle curve e dei respawn se si finisce appena fuori strada, rendendo la guida molto più frustrante e meno appagante di quanto non sia. Spesso ho dovuto ricominciare una tappa per 5 secondi inspiegabili di penalità. Ci sarebbe inoltre anche una specie di sistema di rewind, che una volta utilizzato però ti costringe a ripetere un determinato segmento di pista già superato in precedenza. Persino nel comparto audio ho riscontrato dei problemi, con motori fin troppo rombanti nella visuale esterna, ma che si trasformano in macchine del caffè nella visuale interna, dove l’abitacolo è pesantemente afflitto da una mancata rifinitura dei dettagli e delle texture. Infine anche il co-pilota non è sempre infallibile e a volte sembra assentarsi trovandomi spesso a dover progredire alla cieca.

Giudizio finale
50

WRC5 si presenta come un titolo incompleto, poco rifinito e totalmente rivoluzionato rispetto ai capitoli precedenti, con gravi magagne tecniche e grafiche che rovinano l’esperienza di gioco. Gli unici aspetti positivi risiedono nella licenza ufficiale WRC, in un modello di guida inizialmente accessibile ma poi frustrante, e in una lista trofei abbordabile per qualsiasi giocatore. Contando che si ritrova a dover competere con titoli come Sèbastien Loeb Rally Evo (dove quelli di Milestone hanno svolto un lavoro egregio) e Dirt Rally, la strada per il team di Kylotonn Games si trova tutta in salita.

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Cresciuto a suon di casse spaccate, duelli all’ultimo sangue in iron fist tournament ed evocazioni di Shiva, oggi distrugge ogni cosa che vede e semina panico nel mondo. Ne sono testimoni i tanti cassetti e le tante sedie che tristemente ci hanno lasciato per una morte del “ROB” di troppo. Oltre a folle distruttore è anche un assetato collezionista di giochi e trofei. Si narra che se vendesse la sua fortuna camperebbe 100 anni. Intanto si gode la sua fortuna, annegando i suoi piaceri con la radioattiva Nuka Cola e occasionali incontri con il gentil sesso.