CODE VEIN – Impressioni dal Closed Network Test

È innegabile come Hidetaka Miyazaki, tramite la serie Souls, abbia in qualche modo sfidato la tendenza relativamente recente di produrre giochi semplici, che prendono per mano il giocatore sin dall’inizio e gli consentono di arrivare fino alla fine con una certa scioltezza, quasi senza che gli risulti necessario impegnarsi. Il game designer Giapponese però non si è limitato a questo, e può addirittura fregiarsi di aver creato un vero e proprio sottogenere, che prende appunto il nome di Soulslike e che può vantare diversi altri esponenti che prendono spunto dalle sue opere (l’ottimo Ni-Oh ne è un esempio lapalissiano). Quando BANDAI NAMCO Entertainment ha annunciato per la prima volta CODE VEIN, un Soulslike in stile anime che sfrutta il medesimo motore grafico di GOD EATER 3, era inevitabile che il prodotto catalizzasse su di sé l’attenzione dei fan di questo genere di giochi. Abbiamo avuto modo di provare la closed beta di CODE VEIN, che era disponibile nel corso dello scorso fine settimana, così da farci un’idea sul prodotto e mettere nero su bianco le nostre prime impressioni in merito.

REDIVIVI E APOCALISSE


CODE VEIN presenta un’ambientazione post-apocalittica nella quale, in seguito a non meglio specificato disastro, il mondo è andato in rovina e la maggior parte delle vittime è rinata sotto forma di Redivivo. Ogni Redivivo possiede il proprio Codice Sanguigno, che ne definisce poteri, abilità, punti di forza e debolezze, è in grado di “dissolversi” e rigenerarsi poco tempo dopo qualora dovesse subire ferite mortali, può rigenerare le ferite non mortali e gode di vita eterna ed eterna giovinezza, a patto che il Parassita MOS presente nel suo corpo non venga danneggiato. Lo scotto da pagare per questi poteri straordinari, è la Sete di sangue: ogni Redivivo ha bisogno di consumare periodicamente le Gocce di Sangue, rari frutti rossastri che germogliano da altrettanto rari arbusti sparsi per il mondo e, se un Redivivo dovesse essere impossibilitato a nutrirsi per troppo tempo, si trasformerebbe in un Corrotto, ovvero un essere violento, aggressivo e privo di raziocinio, guidato solamente dal proprio istinto bestiale e dalla voglia di uccidere, totalmente privo di quel poco di umanità che gli restava.

Si può incorrere nello status di Corrotto anche respirando il Miasma che ricopre la maggior parte delle aree presenti nel mondo di gioco, ed è per questo che ogni Redivivo, quando è in missione in cerca di Gocce, indossa una maschera antigas a protezione di naso e bocca, che previene gli effetti del Miasma. Da ciò che traspare nella closed beta, il mondo di CODE VEIN sembra essere piuttosto crudele: la gerarchia dei Redivivi è infatti molto stratificata, e i più deboli sono costretti ad andare in cerca di Gocce di sangue non solo per loro stessi, ma anche per pagare i tributi ai loro simili che occupano i gradini più elevati della società, e chi non ci riesce finisce ovviamente col restare ucciso o trasformarsi in un Corrotto. Il nostro avatar, protagonista del gioco, sarà inizialmente un Redivivo di basso rango come tanti altri, che lotta per la sopravvivenza, ma già dalle prime fasi è evidente che il nostro eroe sia destinato a qualcosa di più grande, come da tradizione nella maggior parte delle produzioni videoludiche.

SANGUE E FOSCHIA


Il sistema di combattimento di CODE VEIN, a livello di meccaniche di base, è simile a quello dei Souls: c’è una barra della stamina che viene consumata scattando, schivando e attaccando, e diventa fondamentale gestirla nel migliore dei modi per evitare di trovarsi impossibilitati a schivare in un momento critico. La fiaschetta di Estus viene sostituita dalla capacità di rigenerazione del Redivivo, utilizzabile un numero di volte limitato, migliorabile e ricaricabile riposando di fronte al falò, che in CODE VEIN è rimpiazzato da una radice di vischio. Alla morte, il giocatore spawnerà all’ultima radice visitata e perderà tutta la foschia accumulata, che in pratica è l’equivalente delle anime nella serie Souls, ma avrà la possibilità di tornare nel punto in cui è caduto per recuperarla. Tirando le somme, il gioco ricalca le tipiche meccaniche dei Soulslike, ma questo non vuol dire assolutamente che CODE VEIN sia una semplice copia dei DARK SOULS in stile anime, infatti il titolo possiede alcune meccaniche peculiari che gli danno un’identità e lo differenziano dalla fortunata serie firmata da Miyazaki. Il level up del nostro alter ego potrà essere effettuato spendendo la foschia ai falò ma, a differenza di quanto avviene nei Souls, non potremo scegliere quale statistica aumentare: le caratteristiche base del nostro eroe aumenteranno all’aumentare del livello, senza che sia il giocatore a decidere come distribuire i punti. Una semplificazione, questa, che potrebbe far storcere il naso ai puristi del genere, ma che è dovuta alla possibilità del nostro avatar di cambiare il proprio Codice Sanguigno, “equipaggiandone” uno tra quelli sbloccati, semplicemente tramite un menu. Il Codice Sanguigno in uso andrà ad applicare dei modificatori alle statistiche del nostro avatar, cambiando di fatto la sua classe: il Codice del combattente e quello del berserker per esempio sono l’ideale per chi si vuole specializzare nel corpo a corpo, migliorando le caratteristiche fisiche e gli HP massimi, mentre l’occultista può ricorrere a poteri d’attacco letali sulla lunga e media distanza, al costo di una difesa inferiore e un quantitativo di HP decisamente più basso.

A proposito dei poteri da Redivivo, questi vengono chiamati Doni, ed è possibile spendere i punti Foschia per sbloccarne di nuovi, navigando tra le varie classi a disposizione; l’attivazione di un Dono consuma Punti Icore, ricaricabili combattendo in mischia o usando appositi oggetti, e i Doni possono avere gli effetti più disparati: buff temporanei, attacchi in mischia più potenti del normale, debuff sui nemici o magie devastanti sulla lunga distanza, conferendo un ventaglio di scelte tattiche molto variegato. Rispetto ai Souls, CODE VEIN punta ad avere un combat system più frenetico, avremo infatti la possibilità di usare attacchi leggeri e attacchi pesanti, cancellare le animazioni tramite la schivata e, in linea di massima, contare su movimenti più fluidi e rapidi. L’unico neo, almeno in questa closed beta, riguarda il feeling delle armi: non importa se state usando una spada a una mano o un pesante martello, il modo in cui i nemici reagiscono ai colpi sarà sempre lo stesso, e tenderanno a flinchare davvero poco sotto ai vostri colpi. Trattandosi di una beta, è lecito aspettarsi che il gioco completo non soffra di queste piccole imperfezioni.

REDIVIVI IN COMPAGNIA


La beta di CODE VEIN inizia con la creazione del nostro Avatar, che comprende un buon quantitativo di opzioni estetiche e un elevato tasso di personalizzazione. Inoltre, pur essendo un avatar personalizzato, il nostro alter ego risulta ispirato e ben inserito nel mondo di gioco, senza avere nulla da invidiare ai personaggi secondari già presenti nel titolo. La prima parte della beta è una zona caratterizzata da una difficoltà moderata, che si conclude con un boss tutto sommato semplice da sopraffare; se il design di nemici e comprimari risulta essere molto convincente, non si può dire lo stesso per la mappa, che cerca di imitare il level design dei Souls, caratterizzati da una moltitudine di collegamenti e scorciatoie da aprire, senza però riuscirci appieno, risultando molto più blanda e lineare, oltre che poco ispirata dal punto di vista stilistico. Possiamo supporre che le zone più avanzate presenti nel gioco completo risultino più accattivanti da esplorare, ma per il momento dobbiamo solo limitarci a concedere il beneficio del dubbio.

La seconda parte della beta invece ci darà accesso all’HUB, dove sono presenti tutti gli NPC di rito: il mercante di oggetti, il fabbro dove sarà possibile migliorare il proprio equipaggiamento e i vari personaggi secondari con cui parlare. Oltre all’HUB, da questo momento potremo raggiungere anche una zona a difficoltà elevata, che sin da subito sembra essere palesemente pensata per il multiplayer online. La struttura della mappa infatti si avvicina molto di più a quella di un hunting game piuttosto che a un Soulslike, mentre i vari nemici e boss presenti nell’area saranno molto più ostici da buttare giù rispetto a quelli della prima parte. Durante la closed beta era possibile affrontare questa mappa in compagnia di altri giocatori, e per farlo era sufficiente inviare una richiesta di aiuto o rispondere alla richiesta di un altro giocatore. Ovviamente, nella beta era presenta una singola missione, ma se il gioco completo dovesse offrire una buona varietà di attività multiplayer, sarebbe senza dubbio un ottimo valore aggiunto, anche se questo dipenderà molto dalla community e dal supporto degli sviluppatori nel corso del tempo.

CONCLUSIONI


CODE VEIN è un prodotto accattivante, che ha senza dubbio un ottimo potenziale. Le possibilità di personalizzazione del personaggio, unite alla grande varietà di armi e ad un ottimo ventaglio di scelte tattiche, lo rendono un prodotto interessante per tutti gli appassionati di Soulslike. Anche la componente multiplayer, se ben sviluppata, potrebbe rappresentare un valore aggiunto non indifferente, soprattutto se affrontata con un gruppo di amici. Tutto ciò che possiamo fare per il momento è essere fiduciosi, consci del fatto che le impressioni derivanti da questa closed beta si sono rivelate più che positive.

Cacciatore di mostri specializzato nell’uso di due lame in contemporanea, tra una battuta di caccia e l’altra non disdegna attività più soft come l’allenamento e l’allevamento dei Pokémon. Fedele al Sommo Helix, attende con impazienza la sua reincarnazione, lottando per contrastare la malefica piaga dei DLC e dei season pass. Gira voce che potrebbe tagliarsi le mani se costretto a fare una partita a un gioco di simulazione calcistica.