Erased – Recensione

Ho paura. Ho paura dell’idea di guardare dentro di me…

Satoru Fujinuma si presenta così, rifiutato da sempre dalle produzioni orientali di manga, è costretto a lavorare come fattorino in una pizzeria di periferia, dove incontra Airi, una ragazza innamorata di lui che cercherà in tutti i modi di farsi notare. Mentre è in sella per consegnare le pizze, Satoru ha un “revival”, una ripetizione dell’azione appena svolta, che gli indica che di lì a poco succederà un incidente mortale; così, poco dopo, riesce a salvare un bambino che attraversava sulle strisce mentre un’autista, a cui era appena preso un infarto, lo stava investendo. Finito all’ospedale per colpa dell’incidente, sogna la sua vita passata, quando un pedofilo aveva ucciso e stuprato alcune sue compagne di classe alle elementari, riuscendo a farla franca e rimanendo all’oscuro per vent’anni. Dopo essersi svegliato viene dimesso e, tornando a casa, troverà sua madre intenta a preparargli la cena; mentre si recano al supermercato per comprare il cibo, avviene un revival senza soluzione, infatti l’unica ad accorgersi di qualcosa di sospetto è proprio la madre, che fotograferà una macchina con dentro un uomo, intento a rapire una bambina. Tornando dal lavoro, Satoru, incrocia sulle scale di casa sua, un uomo con un cappello nero e uno sguardo iniettato di rosso che presto si rivelerà essere l’assassino di sua madre, infatti mentre entrerà a casa, troverà la porta aperta e un corpo inerme per terra; pensando si tratti del suo assassino, una signora anziana, vicina di casa, chiamerà subito la polizia, facendolo finire tra i principali sospettati. Infine, mentre sta scappando per sfuggire dalla polizia, Satoru si troverà a vivere uno dei più lunghi “revival” di sempre, che lo riporterà indietro, ai tempi delle elementari, prima che accadessero tutti i rapimenti, finendo così per credere ed indovinare che quello che doveva essere cambiato era sotterrato nella storia da lungo tempo.

Erased, un manga scritto e disegnato da Kei Sanbe, serializzato dalla Kadokawa Shoten su Young Ace, convertito in anime e concesso in licenza alla Dynit, è una serie molto particolare, che mescola il thriller allo psicologico, con una punta di romanticismo e tanti aspetti noir che rendono unico questo gioiellino dell’animazione. Le luci, gli ambienti e i colori, sono mescolati perfettamente, si capisce fin da subito, che i dettagli saranno il suo punto forte, non solo per la storia, originale e commovente, ma di tutto l’anime; per non parlare poi della caratterizzazione dei personaggi, fondamentale per la riuscita dell’intera serie, molto spesso sottovalutata o non calcolata a dovere, ma che in questo anime viene eseguita magistralmente, dapprima con la scoperta del mondo adulto in cui si trova Satoru, per poi mutare nel freddo ma intenso passato composto da omicidi e stupri. Guardando tra le righe, scorgiamo anche il nocciolo della storia stessa, la differenza nell’amare dell’infanzia, contro il vero amore della maturità, due mondi totalmente diversi ma che hanno un punto in comune, dedicarsi con tutte le forze al proprio partner; questo requisito viene rispettato da entrambe le parti ma con l’accentuazione dopo la separazione, infatti, alla fine dell’anime, il vero amore si mostra nel suo massimo splendore, la platonicità, piuttosto che il sentimento selvaggio e crudo che risiede in noi. I brani della colonna sonora sono invece molto essenziali, quasi solo per accompagnare l’azione, e non entrano mai di prepotenza per un sentimento o un emozione, a parte verso la fine, dove troviamo una splendida ricomposizione di tutti i pezzi, e il nuovo amore che strizza l’occhiolino al tanto atteso presente; scritte e composte da Yuki Kajiura, sono un mix perfetto di intrecci e immersioni nelle splendide animazioni di questo anime. Ultima, ma non ultima per priorità, è la linea di disegno, veloce vero, ma sempre coerente con il movimento dei personaggi, morbida e reale, quasi una copiatura ma molto più bozzata dei grandi artisti come Makoto Shinkai e Hayao Miyazaki, in grado di portare la realtà cinematografica del nostro tempo, sotto forma di colori e linee. Insomma, Erased non è da poco conto, anzi, se vogliamo dirla tutta è uno degli anime che non dovete perdervi assolutamente; la coppia vincente in assoluto è il suo mix di thriller e noir che vi farà perdere il sonno instantaneamente, già dal primo episodio. Inoltre la sua composizione, tra luci, musiche e caratterizzazione, lo rende uno degli anime meglio riusciti su questo versante, senza contare la sua originalissima storia, che tiene incollati davvero per tutta la sua durata senza un briciolo di disattenzione.

Tag

Idraulico a tempo pieno, ha imparato a rompere blocchetti e salvare principesse dal suo idolo d’infanzia: Super Mario. Tra tutte le console? Nintendo! Non ha dubbi, ma solo perchè spera in un futuro orgoglioso per l’azienda che lo ha cresciuto. Adora i platform e gli rpg, mentre gioca di meno agli FPS, soprattutto quelli di ultima generazione. Il suo motto è “meglio un blocchetto oggi che una tartaruga domani”!