My Hero Academia – Recensione

A causa di una mutazione genetica improvvisa, il genere umano ha ottenuto la capacità di sviluppare super poteri denominati “unicità”, che si manifestano per la prima volta all’età di quattro anni. Queste particolari abilità hanno consentito lo sviluppo di una nuova categoria di persone: i cosiddetti “hero“, i quali combattono contro i cattivi che seminano il panico in tutto il mondo. Affascinato dagli eroi, Izuku Midoriya è uno studente delle scuole medie che ha sempre sognato di entrare a far parte di questa cerchia. Tuttavia, Izuku, è un ormai rarissimo essere umano nato senza mutazioni genetiche, ragione per cui, viene continuamente deriso dai suoi coetanei che lo chiamano “deku” (sfigato). Izuku però non si arrende, pur non essendo dotato di poteri, cerca lo stesso di seguire sempre il suo ideale di giustizia, tanto che un giorno il suo ardore verrà notato da All Might, l’eroe più potente mai esistito.

Tratto dal manga omonimo, My Hero Academia è stato scritto e disegnato da Kohei Horikoshi ma prodotto dalla Bones, ha debutttato in Giappone il 3 Aprile 2016, mentre in Italia, i diritti, sono stati concessi in licenza alla Dynit. Iniziare con la recensione di questo anime è molto difficile, poiché in ogni comparto del suddetto, pare sia stata la tecnica del “risparmio” ad averla vinta; la linea grafica è realizzata di fretta, infatti, in ogni scena, presenta errori visibilissimi, dalle parti del corpo che sembrano disegnate dai bambini di prima elementare, alle ombre e luci che si contrastano ogni volta sul corpo dei personaggi. Oltre ad avere errori imperdonabili, sono presenti anche buchi nella sceneggiatura e scopiazzature da diversi film, come per esempio in: Sky High, in cui i due genitori hanno i super poteri e il loro figlio invece, viene deriso ed è costretto a nascondersi perchè incapace di usare la super forza o il volo; oltretutto, nel già citato film, esiste proprio un ragazzo esperto nell’uso del fuoco, che metterà a dura prova la pazienza del protagonista, come in My Hero Academia.

La caratterizzazione dei personaggi poi, è un altro tasto che non dovrebbe esser toccato, o per lo meno, dovrebbe essere il fiore all’occhiello di ogni anime, invece, in questo caso, pare sia l’ultima ruota del carro; per non parlare poi delle soundtrack, scritte e composte da un quasi sconosciuto Yuki Hayashi, che ha realizzato la colonna sonora di Haikyu!!, anime apprezzato e acclamato in patria, non vengono in aiuto di questa poco, curata, trasposizione. Forse l’unica sua nota positiva è il fatto che ogni animazione è veloce e si lascia guardare senza troppi sforzi, anche se viene a mancare la profondità dei personaggi e dei disegni, insieme alla fotografia, è godibile almeno nei momenti di relax.

Infine, My Hero Academia, è l’anime stereotipato a prescindere, causa dei suoi innumerevoli errori nella sceneggiatura e nel comparto audio-visivo, non riesce a stare al passo dei suoi concorrenti; nonostante questo tipo di animazione sia molto acclamato nella nostra generazione, non riesce a conquistare una fascia sufficentemente alta di pubblico adulto, destinando così l’intera trasposizione alla visione per i più piccini, che si rispecchieranno sicuramente molto di più in Izuku Midoriya.

Idraulico a tempo pieno, ha imparato a rompere blocchetti e salvare principesse dal suo idolo d’infanzia: Super Mario. Tra tutte le console? Nintendo! Non ha dubbi, ma solo perchè spera in un futuro orgoglioso per l’azienda che lo ha cresciuto. Adora i platform e gli rpg, mentre gioca di meno agli FPS, soprattutto quelli di ultima generazione. Il suo motto è “meglio un blocchetto oggi che una tartaruga domani”!