Hataraku Saibou BLACK – Recensione

Hataraku Saibou BLACK è uno spin-off dedicato alla serie Hataraku Saibou (Tradotto nella sua versione occidentale in Cells At Work) recentemente presentato su suolo nipponico. La serie animata principale è presente sul canale Youtube di Yamato Animation, comprendendo ben 13 puntate per la serie completa. Hataraku Saibou BLACK comprende ben 6 capitoli ed è stata pubblicata sul Weekly D Morning, il magazine online della Kodansha Comics dal 7 giugno 2018. Tuttavia è disponibile, sempre su suolo nipponico, il primo volume, uscito il 9 di luglio di quest’anno.

Questo spin-off è una serie lavorata a più mani dove vediamo Shigemitsu Harada per la scrittura della trama, Issei Hatsuyoshi al disegno, il tutto supervisionato dall’autrice della serie principale, Akane Shimizu.

 


Le copertine di Hataraku Saibou (a destra) e Hataraku Saibou BLACK (a sinistra)

La trama di questo volume tratta circa le stesse tematiche della serie principale, vedendo come il corpo in un determinato stato reagisce a determinati stimoli, cercando di difendersi come sempre dalle solite minacce batteriologiche e parassitarie viste sempre dal punto di vista di un eritrocita che deve consegnare ossigeno e nutrimenti alle cellule. Tuttavia se nella serie principale abbiamo un corpo che -a grandi linee- sembra in perfetta salute, Hataraku Saibou BLACK vede invece un corpo già di suo deteriorato da stress, alcool, fumo e colesterolo alto, mettendo in mostra in una maniera del tutto particolare come il corpo fa fatica a difendersi dalle stesse minacce di un corpo sano.

Subito dai primi capitoli il lettore viene spinto in un ambiente che nell’immediato rivela i suoi problemi, con gli effetti del fumo e del colesterolo che subito minacciano gli eritrociti, mentre i leucociti cercano di aiutare al meglio che riescono, ma come si può vedere fin da subito, con un corpo già debilitato si può fare ben poco per difendersi.

 

Questa serie, come per quella originale, dimostra anche questa volta una certa originalità, permettendo di vedere i principali organi in azione contro le difficoltà comuni di un corpo che non viene curato a dovere con un aspetto diverso dal normale, ma perfettamente in linea con l’ambiente “cupo” in cui sono costretti a lavorare gli abitanti all’interno del corpo umano. Come per la trama, sono originali anche gli aspetti che vengono dati ai “nemici” del corpo umano, come il Gonococco che dà subito un’idea immediata a cosa sia legato tale virus.

La differenza principale con Hataraku Saibou, oltre alla trama principale sono gli aspetti più cruenti che vengono mostrati nelle pagine della serie, mostrando in maniera piuttosto macabra e splatter l’emolisi contro i poveri eritrociti così come altre reazioni chimiche che li minacciano. Tali scelte, coerenti con lo stile della serie, in alcuni momenti mi son sembrati davvero esagerati sebbene ci è voluta una seconda lettura per poter capire che erano abbastanza azzeccati per rendere perfettamente conscio il lettore di come all’effettivo il corpo è seriamente in difficoltà ad ogni nemico che incontra.

Che dire, per chi ha già una infarinatura di Biologia e di Anatomia, determinate reazioni chimiche e meccanismi del corpo diventano ovvi e sono immediatamente riconosciuti, cosa che perfettamente si può vedere anche con la serie principale. Per chi invece si approccia per la prima volta a certi elementi c’è sempre una spiegazione che permette di poter capire cosa sta realmente avvenendo durante la lettura.

Che ne pensate? Avete mai pensato cosa potesse accadere all’interno del vostro corpo? Scrivetelo all’interno dei commenti.