The Witch and the Hundred Knight: Revival Edition – Recensione

  • Titolo: The Witch and the Hundred Knight: Revival Edition
  • Piattaforma: PlayStation 4
  • Genere: Action RPG
  • Giocatori: 1
  • Sviluppatore: Nippon Ichi Software
  • Software House: NIS America
  • Lingua: Inglese (testi), Inglese – Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 1 Marzo 2016
  • Stilisticamente ispirato
  • Grande varietà di armi ed equipaggiamento
  • Si può giocare nei panni di Metallia
  • Combat system poco soddisfacente
  • Dialoghi lunghissimi e spesso inconcludenti
  • Tecnicamente datato
  • Facile e ripetitivo

Il mercato videoludico è vastissimo, e comprende produzioni capaci di soddisfare i gusti di chiunque. È innegabile però, che ci siano prodotti più popolari e più apprezzati dal grande pubblico, e titoli più di nicchia, sconosciuti ai più ma adorati da una discreta schiera di appassionati. Tra le software house che sviluppano questa tipologia di giochi, una delle più famose è sicuramente Nippon Ichi Software, che ha raggiunto un discreto successo principalmente grazie al brand Disgaea. Quest’oggi, andremo ad analizzare The Witch and the Hundred Knight: Revival Edition, versione rimasterizzata per PlayStation 4 dell’omonimo titolo uscito qualche anno fa su PlayStation 3.

IL CAVALIERE DELLA STREGA


The Witch and the Hundred Knight racconta le vicende di Metallia, una strega giovane, avventata, irascibile e vanagloriosa, insomma una vera e propria testa calda. Metallia è legata alla palude in cui vive insieme ad Arlecchino, il suo fido maggiordomo, e non le è possibile uscirne per visitare il mondo circostante. Stanca di questa situazione, Metallia decide di evocare l’Hundred Knight, una creatura che, secondo le leggende, dispone di una forza impressionante in combattimento ed è in grado di abbattere qualsiasi avversario. Naturalmente, l’Hundred Knight sarà il vostro alter ego, e il gioco comincerà proprio con la vostra evocazione. L’aspetto dell’Hundred Knight, che sarà il vostro alter ego durante la campagna principale, non è certamente dei più minacciosi: si tratta di un esserino minuto, di colore nero, ma nonostante ciò è in grado di brandire numerose armi e combattere efficacemente. A questo punto, il vostro scopo principale sarà quello di portare a termine gli incarichi che Metallia vi assegnerà, che consisteranno principalmente nel trovare e attivare alcuni “pilastri”, in modo che questi rilascino una melma magica che espanderà la palude della strega, consentendole così di espandere il suo territorio e quindi le aree in cui si può muovere liberamente. Durante il vostro viaggio vi imbatterete in svariati personaggi e diversi nemici, ma in generale la storia fatica a decollare, con dialoghi interminabili e per lo più poco interessanti e con un protagonista che è impossibilitato a parlare o a prendere decisioni, risultando essere una semplice marionetta che deve solo eseguire gli ordini della strega. L’unica nota positiva è la presenza di qualche simpatico Easter Egg, che strizza l’occhio ai fan degli RPG.

PICCOLO MA POTENTE


Come ho già accennato nel paragrafo precedente, l’Hundred Knight con il suo aspetto di sicuro non è capace di incutere timore, ma si tratta senza dubbio di un combattente valido, forse anche troppo. Potrete equipaggiare il vostro alter ego con cinque armi differenti, che verranno usate in sequenza premendo ripetutamente il pulsante d’attacco, consumando la classica barra della stamina con ogni colpo portato. Le armi si suddividono in varie tipologie, e anche il tipo di danno inflitto (da taglio, contundente o magico) varierà in base allo strumento di morte che l’Hundred Knight sta brandendo e questo, almeno sulla carta, è un fattore importante da considerare, visto che alcuni nemici resistono a certi tipi di danno e sono vulnerabili ad altri. Tutto molto bello, sembra un gameplay profondo e che richiede una buona dose di strategia, giusto? E invece no. L’IA dei nemici è piuttosto scarsa e i loro attacchi sono prevedibili e lenti, e anche se il tipo di danno inflitto dalle vostre armi dovesse essere inefficace contro un certo avversario, riuscireste lo stesso ad eliminarlo semplicemente infliggendogli qualche colpo in più. La ripetitività delle mappe non fa altro che aggravare la situazione: nonostante le ambientazioni visitate siano caratterizzate da una buona varietà, in quasi tutti i livelli dovrete solo eliminare i nemici che tenteranno di ostacolarvi, risolvere qualche puzzle ambientale piuttosto elementare e sconfiggere il boss a guardia del pilastro della zona. Se il gioco presentasse un gameplay stimolante e un livello di sfida accettabile, non sarebbe nemmeno un grosso problema, ma vista la situazione già dopo poche ore sarà la ripetitività a farla da padrona, visto che nemmeno le boss fight riescono a risollevare il titolo sotto quest’aspetto. La modalità extra aggiunta in questa riedizione del gioco, consente di cimentarsi nella scalata di una misteriosa torre, sconfiggendo i nemici e avanzando di piano in piano. La vera novità qui risiedee nel fatto di poter combattere temporaneamente nei panni di Metallia, evocabile dopo aver riempito un’apposita barra che aumenta colpendo i nemici. La strega, oltre a brandire una spada, potrà lanciare qualche incantesimo dagli effetti devastanti, capace di infliggere danni ingenti anche a più nemici in contemporanea. Nonostante si tratti di un’idea potenzialmente buona, anche questa modalità scivola ben presto nel vortice della ripetitività.

COMPLESSITÀ INUTILE


The Witch and the Hundred Knight è un RPG, di conseguenza è normale che sia governato da statistiche, livelli e numeri di vario genere. Sia nell’interfaccia presente sullo schermo durante la partita che nei menu di gioco, sono infatti presenti moltissime informazioni e un elevato numero di parametri da tenere in considerazione. Oltre alla classica barra degli hp e a quella della stamina, è presente anche un indicatore chiamato GigaCal, che indica sostanzialmente l’energia magica rimasta all’Hundred Knight, che gli consente di esistere nel piano dimensionale in cui è stato evocato. Il GigaCal parte da 99 e si consuma lentamente durante l’esplorazione, ma può essere ricaricato consumando degli appositi oggetti, spendendo dei punti ad uno dei checkpoint sparsi per la mappa o facendo ritorno a casa di Metallia, HUB del gioco. Se il GigaCal dovesse esaurirsi, il nostro eroe riceverebbe un forte malus all’attacco e alla difesa, ma non è difficile evitare che ciò accada. Potrete anche cambiare la maschera dell’Hundred Knight, e la cosa andrà a modificare le sue statistiche, e avrete a vostra disposizione i Tochka, che sono dei poteri ottenibili avanzando nel corso del gioco, dagli effetti più disparati: potrete evocare una bomba, una lama rotante, oppure evocare tante piccole copie del protagonista che vi aiuteranno in combattimento. Il tutto è corredato dalla classica schermata dell’equipaggiamento, in cui sarà possibile scegliere quali armi usare e quali accessori equipaggiare. In sostanza, questo gioco riesce in un’impresa decisamente ardua, ovvero quella di far storcere il naso a due categorie di giocatori diametralmente opposte: i novizi in ambito RPG potrebbero farsi scoraggiare dalla complessità dei menu e dall’elevato numero di statistiche da tenere in considerazione, mentre i giocatori più navigati di certo non possono essere felici della difficoltà tarata verso il basso e di un combat system che, alla fin fine, si riduce quasi a un button mashing sfrenato.

COLORATO E LUMINOSO


Sul versante tecnico, siamo di fronte ad un gioco pensato originariamente per PlayStation 3, quindi non si può pretendere che spinga al massimo le capacità dell’attuale ammiraglia SONY. Il titolo presenta infatti una grafica colorata, semplice e molto pulita, anche se di sicuro non può essere definita come “next-gen”. Il doppiaggio giapponese è di buona qualità, e i testi in inglese sono comprensibili anche da chi non ha una conoscenza particolarmente profonda della lingua. L’unica pecca sono i caricamenti che sono decisamente troppo lunghi, considerando la macchina su cui gira il gioco. Per fortuna comunque non sono molto frequenti, visto che i caricamenti più lunghi si hanno solamente quando si entra in una mappa di gioco per cominciare un livello, oppure tra un capitolo e l’altro.

Giudizio finale
50

The Witch and the Hundred Knight: Revival Edition non aggiunge molto al titolo originale uscito anni fa su PlayStation 3. In realtà, questo gioco è nel complesso piuttosto mediocre, visto che ha un combat system poco appagante, una storia scialba accompagnata da personaggi poco memorabili e una certa ripetitività di fondo. Chi ha già giocato il titolo originale non ha motivo di recuperare questa Revival Edition, mentre tutti gli altri dovrebbero acquistare questo gioco solo se sono fan sfegatati di Nippon Ichi Software e dei titoli made in Japan. Diversamente, il mio consiglio è quello di dedicarsi ad Action RPG di qualità nettamente superiore già presenti su PlayStation 4, come Bloodborne, The Witcher 3: Wild Hunt o il recente DARK SOULS III.

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Cacciatore di mostri specializzato nell’uso di due lame in contemporanea, tra una battuta di caccia e l’altra non disdegna attività più soft come l’allenamento e l’allevamento dei Pokémon. Fedele al Sommo Helix, attende con impazienza la sua reincarnazione, lottando per contrastare la malefica piaga dei DLC e dei season pass. Gira voce che potrebbe tagliarsi le mani se costretto a fare una partita a un gioco di simulazione calcistica.