Shovel Knight – Recensione

  • Titolo: Shovel Knight
  • Piattaforma:  PC, 3DS, PlayStation 3, PlayStation 4, PlayStation Vita, Xbox One, Wii U
  • Genere: Platform
  • Giocatori: 1
  • Sviluppatore: Yacht Club Games
  • Software House: Yacht Club Games
  • Lingua: Italiano (testo e dialoghi)
  • Data di uscita: 26 giugno 2014 (PC, WiiU, 3DS), 13 settembre 2014 (MacOS), 8 ottobre 2014 (Linux), 21 aprile 2015 (PS3, PS4, PSVita),  29 aprile 2015 (Xbox One)
  • Estremamente divertente
  • Alto livello di difficoltà
  • Buon level design
  • Ottimo dlc gratuito che raddoppia la longevità
  • Eccellente tributo alle opere del passato…
  • … che potrebbe avere un impatto iniziale di repulsione
  • I boss del dlc sono troppo facili
  • Nel dlc è troppo macchinoso cambiare pozione

Era la seconda metà degli anni ’80. Nintendo e SEGA sorsero dalle ceneri del famigerato crack dell’industria videoludica del 1983 lanciando sul mercato due console destinate ad entrare nella storia: il NES (Nintendo Entertainment System) e il Sega Master System. Ebbe così inizio la terza generazione di console, detta anche “era degli 8 bit” che diede i natali a molti dei brand più popolari dell’industria del calibro di Super Mario, Metal Gear e Final Fantasy. Ora tali oggetti sono cimeli da collezione per retrogamer e nostalgici; Yacht Club Games dedica proprio a questa fetta di pubblico quel capolavoro indie conosciuto come Shovel Knight che riesce a fare centro sia nel far tornare indietro nel tempo i giocatori più nostalgici, sia a far divertire come un tempo i giocatori più giovani.

AMORE E AVVENTURA A SUON DI PIXEL


Shovel Knight e la sua amata Shield Knight erano i cavalieri più coraggiosi e famosi del regno. La voce delle loro eroiche gesta si espanse a macchia d’olio finché un brutto giorno le loro avventure non li condussero alla torre del destino. Qui, la terribile maledizione di un amuleto magico fece cadere Shovel Knight in un sonno profondo, al suo risveglio la torre era sigillata e di Shield Knight non c’era più traccia. Distrutto dalla perdita subìta, Shovel Knight si ritirò per anni ad una vita di solitudine. Senza più eroi a ristabilire l’ordine, una potente incantatrice e il terribile “ordine degli spietati” presero il potere del regno finché un giorno non arrivò a Shovel Knight la notizia che la torre del destino era stata riaperta. Il nostro eroe tornò quindi ad impugnare la sua possente pala per raggiungere la torre e ritrovare la propria amata.

 

LA GIUSTIZIA DELLA PALA


Appena iniziato il gioco si partirà immediatamente con il primo basilare livello in cui ci verrà data la possibilità di familiarizzare con i comandi e con la natura platform a scorrimento orizzontale dell’opera. Una volta completato ci ritroveremo in una mappa del mondo in pieno stile Super Mario, dove saranno mostrate le location del gioco; la maggior parte di esse è un differente livello alla fine del quale dovremo affrontare un membro dell’ordine degli spietati. Saranno anche presenti i villaggi in cui potremo recuperare le forze e acquistare potenziamenti. Non mancheranno anche i livelli bonus, particolarmente brevi e complessi ma che ci permetteranno di accumulare una grande quantità d’oro.

Il nostro eroe non è esattamente l’immagine sfavillante dell’agilità, i movimenti sono sempre piuttosto legnosi come da tradizione 8 bit, e buona parte dell’alto livello di difficoltà sta proprio nella frequente impossibilità di schivare i colpi nemici, oltre che nella limitatissima portata della nostra arma. I momenti in cui potremo tirare un piccolo sospiro di sollievo sono al raggiungimento dei un checkpoint, questi sono distribuiti molto distanti fra loro all’interno dei livelli, e possono essere distrutti per ottenere una considerevole quantità d’oro ma perdendo di fatto la possibilità di utilizzarli per respawnare in quel punto. Ogni volta che si cadrà in battaglia si perderà una percentuale dell’oro che si è raccolto; questo resterà nel punto della nostra dipartita e se si tornerà a morire prima di averlo recuperato sarà perso per sempre. In fin dei conti la difficoltà del gioco è tale per cui sarà più l’oro che verrà perso di quello che riusciremo a tenerci in saccoccia, ma, grazie all’ottimo bilanciamento dell’economia di gioco, sarà spesso più che sufficiente per acquistare qualche prezioso potenziamento al villaggio. Col procedere della nostra avventura sarà infatti possibile aumentare la nostra salute e la nostra magia massima, oltre che potenziare la pala e l’armatura. Potremo anche acquistare una buona quantità di artefatti magici che, con la spesa di qualche punto magia, saranno in grado di renderci più agili e pericolosi.

 

NOSTALGIA CANAGLIA


Uno dei target della campagna Kickstarter che ha dato i natali all’opera era quello di creare un gioco degno dell’era 8 bit. Ebbene, Yacht Club Games è riuscita nell’obiettivo già partendo dalla confezione. Chi ha comprato l’edizione pacchettizzata infatti si è trovato fra le mani un corposo ed ottimamente realizzato libretto delle istruzioni, articolo davvero raro negli ultimi anni, in cui i nostalgici e i collezionisti devono accontentarsi di striminziti foglietti contenenti qr code o url.

La grafica in pixel art viene affiancata da tante altre caratteristiche dei videogiochi d’epoca che rendono Shovel Knight davvero un gioiello revival a tutto tondo. Le cutscene per esempio sono composte da immagini statiche presentate solo nella parte superiore dello schermo, mentre nella parte inferiore vengono mostrati i testi dei dialoghi. Stessa cosa di può dire per gli effetti di dissolvenza che vedono i colori delle immagini variare a scatti verso il nero, o per gli effetti di transazione fra una schermata e l’altra dei livelli, realizzati facendo sparire tutti gli elementi mobili mentre la nuova schermata avanza sulla precedente. I livelli sono caratterizzati da un buon level design e da ambientazioni molto varie ed eterogenee, ognuno di essi infatti gode di una scenografia specifica che ricalca le caratteristiche del boss di fine livello: il livello ambientato al polo ci porterà ad affrontare Polar Knight, quello ad ambientazione spettrale si concluderà con lo scontro con il lugubre Specter Knight, e via dicendo. Anche i mostri che incontreremo in ognuno di essi saranno molto vari e caratteristici della ambientazione che li accoglie.

Un particolare applauso va alla colonna sonora che riesce in più di una occasione ad entrare in testa e ad essere fischiettata per ore, oltre che riuscire ad accentuare l’aura di leggerezza ed ironia che permea l’intera opera. Molto ben realizzate anche le animazioni, che riescono a dare una vera personalità a quei mucchietti di pixel che compongono i personaggi. Impossibile non sorridere mentre la ballerina della taverna del villaggio balla per noi.

shovel knight recensione 8

 

DUE AL PREZZO DI UNO


Se la campagna principale non dovesse bastarvi, Yacht Club Games ha reso disponibile a tutti i possessori del gioco il dlc Plague of shadows in maniera completamente gratuita. Questa generosa espansione raddoppia a tutti gli effetti la durata della campagna principale riproponendola con un nuovo protagonista. Impersoneremo Plague Knight, potente alchimista apparso come boss nella campagna principale, che affronterà i propri compagni dell’ordine degli spietati per rubare la loro “essenza“ e creare una potente pozione dagli effetti misteriosi. I livelli sono gli stessi della campagna principale rimaneggiati in modo da potersi adattare alle caratteristiche del nuovo protagonista. Plague Knight infatti è dotato di grande agilità grazie ad un potente salto triplo e attacchi a lungo raggio che differiscono molto da Shovel Knight. Le armi del nostro anti eroe sono infatti le pozioni esplosive che potremo scagliare a grande distanza e personalizzare nel corso della avventura grazie ad una numerosa serie di potenziamenti. È possibile modificare tra le altre, la polvere da sparo, la lunghezza della miccia, la direzione di lancio, creando quindi tante combinazioni diverse da studiarsi ed utilizzare a seconda della situazione. L’unica pecca di questo sistema è la necessità di dover entrare ogni volta nel menu anche solo per variare la direzione di lancio: decisamente troppo macchinoso. Altro difetto è il non ribilanciamento della difficoltà dei boss che, con le diverse meccaniche di gameplay risultano decisamente troppo facili.

L’interazione con gli npc già conosciuti nella storia principale sarà piuttosto diversa: quelli di allineamento più buono non vorranno avere a che fare con un personaggio tendenzialmente malvagio come Plague Knight, quelli un po’ più oscuri e rimasti in ombra con Shovel Knight invece diventeranno più importanti e presenti in questa seconda campagna. Anche l’ambientazione del villaggio cambierà drasticamente, mostrando un piacevole “lato B” degli ambienti e della trama.

Giudizio finale
90

Shovel Knight è un ottimo videogioco sotto tutti i punti di vista: divertente, ironico, appassionante. Tutti gli aspetti retrò di questa opera mostrano in maniera chiara quanto di buono c’era nei grandi titoli del passato che ora, purtroppo, è stato dimenticato nella irrefrenabile corsa alla grafica ed alla semplificazione del gameplay. Assolutamente da avere per tutti i giocatori più datati, consigliatissimo per i più giovani desiderosi di scoprire quanto divertimento c’era dietro ad un semplice mucchietto di pixel.

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Cresciuto con la frase “i videogiochi sono il male del multiverso”, rimane abbagliato da Golden Axe sul 486 del cuginetto in tenera età. Da quel momento vive giorno per giorno sperperando ogni spicciolo in qualsiasi action adventure, platform, FPS single player e JRPG a turni. Per questa sua compulsiva ed insana mania, tira avanti come nullatenente negli slum di Midgar, allacciandosi abusivamente alla rete elettrica pubblica per alimentare il suo PC e la sua amata collezione di PlayStation.