Cuphead – Recensione del porting per Nintendo Switch

  • Titolo: Cuphead
  • Disponibile su: Xbox One, PC, Mac OS, Nintendo Switch
  • Versione analizzata: Nintendo Switch
  • Genere: Platform, Azione “run and gun”
  • Giocatori: 1-2
  • Sviluppatore: Studio MDHR
  • Publisher: Studio MDHR
  • Lingua: Italiano (testi), Inglese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 29 settembre 2017 (Xbox One e PC), 19 ottobre 2018 (Mac OS), 18 aprile 2019 (Nintendo Switch)
  • Stile artistico impeccabile e originale
  • Colonna sonora allegra e orecchiabile
  • Impegnativo ma mai frustrante
  • Tanti richiami e citazioni ad altre opere
  • Qualche livello “Run and Gun” in più non avrebbe guastato

Sono passati quasi due anni da quando Studio MDHR ha pubblicato Cuphead, apprezzatissimo sparatutto in 2D uscito su PC e, in esclusiva console, su Xbox One. Questo titolo indie è riuscito a conquistare in breve tempo pubblico e critica, grazie al suo design ispirato ai cartoni animati degli anni ’30, al suo gameplay solido e al livello di difficoltà che lo rende impegnativo, ma mai frustrante (a patto di essere dotati di una buona dose di pazienza). Dopo circa un anno e mezzo di distanza dalla sua pubblicazione, è stata lanciata sul mercato – come un fulmine a ciel sereno – anche a versione per Nintendo Switch, l’ultima fortunata ammiraglia della casa di Kyoto. Vediamo come si comporta questa piccola perla sulla console ibrida Nintendo, e se le avventure di Cuphead siano altrettanto godibili anche in portabilità.

IL DEMONE DEL GIOCO


La storia di Cuphead è piuttosto semplice, in perfetta linea con lo stile dei vecchi cartoni animati a cui si ispira il titolo: il protagonista Cuphead e suo fratello Mugman vivono una vita tranquilla insieme al saggio Nonno Bricco, fino a quando un giorno non decidono di recarsi al Casinò dell’Isola Calamaio per tentare la fortuna. Il casinò è gestito da Satanasso Pigliatutto, un diavolo dell’inferno che riesce a tentare i due fratelli con una vincita golosa, sconfiggendoli a un gioco con i dadi e costringendoli di conseguenza ad onorare il loro debito nei suoi confronti, onde evitare di perdere le loro anime. I due fratelli saranno quindi costretti a rintracciare tutti gli abitanti dell’isola che hanno ancora un debito aperto con Satanasso, e sconfiggerli in modo da ottenere i contratti delle loro anime e consegnarli al demonio. I nostri eroi a questo punto si affideranno ai saggi consigli di Nonno Bricco, che fornirà loro una pozione magica in grado di dotare i ragazzi del potere di sparare proiettili di energia dalle loro mani, in modo che abbiano un’arma da usare per poter combattere e recuperare i contratti. Il giocatore a questo punto dovrà muoversi sulla mappa del mondo, e da qui raggiungere i vari livelli in cui si terranno le numerose boss fight che compongono il titolo, in modo da recuperare i contratti e salvare le anime dei due protagonisti.

BOSS FIGHT VECCHIO STAMPO


È chiaro che il comparto narrativo non è e non vuole essere il punto di forza di Cuphead, che punta tutte le proprie fiches sul gampelay e sul comparto artistico. La mappa del mondo si suddivide in tre grandi macro aree (più una quarta, costituita dal casinò di Satanasso), in ognuna delle quali saranno presenti dai cinque ai sette boss. Cuphead è un run and gun in 2D, e le azioni base eseguibili dal protagonista comprendono il movimento, il salto, lo sparo (che varierà in base al potere equipaggiato), un dash utile per riposizionarsi velocemente e la parata, una mossa difensiva utilizzabile mediante la pressione del tasto per saltare mentre ci si trova a mezz’aria, che però sarà efficace unicamente contro i pericoli di colore rosa. Il nostro eroe, inoltre, avrà a sua disposizione una barra di energia, che si carica colpendo l’avversario o effettuando delle parate con successo, e che potrà essere parzialmente consumata per sparare un proiettile più forte, oppure una volta carica, sarà possibile esaurirla nella sua interezza per eseguire una potente supermossa. Per avere ragione dei numerosi boss presenti nel gioco, sarà necessario padroneggiare al meglio i movimenti del protagonista, oltre ad apprendere a menadito i vari pattern d’attacco degli avversari. In buona sostanza, Cuphead è uno di quei titoli in cui il trial and error la fa da padrone, sarà infatti necessario perseverare, comprendere i propri errori e imparare qualcosa da ogni batosta, al fine di uscire vittoriosi anche da scontri che, almeno in un primo momento, potrebbero apparire troppo ardui e pressoché insormontabili. Il nostro protagonista infatti dispone solamente di 3 HP, ogni colpo subìto infliggerà un danno e sarà impossibile recuperare gli HP perduti prima della fine del combattimento.

In ogni sezione dell’Isola Calamaio sono presenti anche dei livelli speciali, denominati appunto Run and Gun. Si tratta di veri e propri livelli a scorrimento, disseminati di nemici e altri pericoli, all’interno di ognuno dei quali sarà possibile raccogliere fino a cinque monete d’oro, che possono essere spese presso l’Emporio Cotechino. Tralasciando l’utilità di questi scenari, che consentono di accumulare monete e di acquisire degli utili power up, i Run and Gun risultano essere divertenti, impegnativi e ben congegnati, ed è quasi un peccato che ce ne siano solamente un paio per ogni zona dell’isola. A proposito dell’Emporio Cotechino, in questo negozio sarà possibile acquistare nuove tipologie di spari e strumenti di supporto. Le prime costituiscono sostanzialmente le armi utilizzabili dal protagonista, e si differenziano per gittata, cadenza di fuoco e danni inflitti, mentre i secondi forniranno dei benefici passivi di varia natura: HP extra, una maggiore velocità di carica della barra della supermossa, un buff al dash che ci renderà invulnerabili durante lo scatto e altro ancora.

Vista la grande varietà di boss su cui avere la meglio, e visti i numerosi pattern d’attacco che ci troveremo a fronteggiare, diventa importante scegliere con attenzione le due armi da equipaggiare (switchabili durante lo scontro mediante la pressione di uno dei dorsali), in modo da ottimizzare la strategia e il quantitativo di DPS inflitti al boss di turno. La durata complessiva dell’avventura si aggira intorno alle 10 ore, che possono diventare molte di più nel caso in cui il giocatore voglia affrontare nuovamente i boss nella modalità Esperto, che viene sbloccata dopo aver completato il gioco, e cercare di ottenere una valutazione perfetta alla fine di ogni scontro. Dopo aver sconfitto un avversario, il gioco ci assegnerà una valutazione, che sarà influenzata dal livello di difficoltà selezionato, dagli HP residui, il numero di parate effettuate e il numero di supermosse eseguite, ed è inutile specificare che ottenere un punteggio perfetto risulta decisamente impegnativo. La possibilità di affrontare le battaglie in modalità cooperativa locale con un amico inoltre, è sicuramente un gradevole valore aggiunto.

OLD BUT GOLD


Anche su Nintendo Switch, Cuphead si rivela essere una gioia per gli occhi. Si tratta di un gioco che, dal punto di vista visivo, punta tutto sullo stile e sul comparto artistico più che sulla potenza bruta, di conseguenza gli ovvi limiti tecnici della console ibrida Nintendo non vanno a inficiare la resa finale del prodotto. Lo stile dei disegni, gli effetti sonori e le musiche rendono omaggio ai grandi classici animati degli anni ’30, ed ogni boss ha un tema a lui dedicato che ci accompagnerà durante tutta la durata del combattimento. Non mancano nemmeno numerosi richiami e citazioni ad altre opere del mondo videoludico e cinematografico, che sicuramente faranno sorridere gli appassionati che riusciranno a coglierli. Il frame rate risulta essere stabile a 60 fps, sia in modalità portatile che in dock, segno che il lavoro di conversione e di ottimizzazione è stato svolto nel migliore dei modi.

Giudizio finale
92

Cuphead è senza dubbio una piccola perla, un’opera che merita di essere giocata da tutti gli appassionati e che sa essere tanto impegnativo quanto soddisfacente. La versione per Nintendo Switch, in particolare, si rivela la migliore sulla piazza, grazie al valore aggiunto offerto dalla portabilità e dall’ottimo lavoro di ottimizzazione svolto dal team di sviluppo. L’unica pecca è la mancanza di contenuti aggiuntivi rispetto a quanto si è già visto su PC e Xbox One. Di conseguenza, chiunque abbia già giocato Cuphead su una di queste piattaforma non ha motivo di acquistare anche la versione per l’ammiraglia della Grande N. Per tutti gli altri possessori di Switch invece, rimane un acquisto caldamente consigliato.

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Cacciatore di mostri specializzato nell’uso di due lame in contemporanea, tra una battuta di caccia e l’altra non disdegna attività più soft come l’allenamento e l’allevamento dei Pokémon. Fedele al Sommo Helix, attende con impazienza la sua reincarnazione, lottando per contrastare la malefica piaga dei DLC e dei season pass. Gira voce che potrebbe tagliarsi le mani se costretto a fare una partita a un gioco di simulazione calcistica.