Bloodborne – Recensione

  • Titolo: Bloodborne
  • Piattaforma: PlayStation 4
  • Genere: Action RPG
  • Giocatori: 1
  • Sviluppatore: FROM SOFTWARE
  • Software House: Sony Computer Entertainment
  • Lingua: Italiano (testi e doppiaggio)
  • Data di uscita: 25 Marzo 2015
  • Livello di sfida elevato
  • Artisticamente superbo, oscuro e inquietante
  • Tantissima varietà nelle armi
  • Buone possibilità di personalizzazione del personaggio…
  • Qualche calo di frame rate
  • Caricamenti a volte troppo lunghi
  • Scordatevi un posto in paradiso dopo averlo giocato
  • …limitate dall’importanza eccessiva del combattimento corpo a corpo

Una delle lamentele più frequenti dei giocatori di vecchia data, riguardo ai giochi moderni, è senza dubbio quella relativa alla difficoltà. “I vecchi giochi erano molto più difficili, ormai i giochi moderni praticamente si finiscono da soli” e altre frasi simili sono state pronunciate almeno una volta dai giocatori più anziani (categoria alla quale, tristemente, appartengo anch’io). Sì, lo so, sembriamo dei vecchietti acidi e scontrosi che vomitano critiche sulle nuove generazioni, però tutto sommato, è vero che i videogiochi moderni ormai tendono a rendere la vita del giocatore piuttosto facile e a perdonare i suoi errori. Eppure, c’è un uomo che, insieme alla sua software house, è riuscito ad appagare il masochismo di noi vegliardi: parlo ovviamente di Hidetaka Miyazaki e FROM SOFTWARE, e della serie SOULS da loro creata, famosa per l’elevato livello di sfida. Oggi però siamo qui per parlare di Bloodborne, che è probabilmente la più apprezzata esclusiva per PlayStation 4 rilasciata nel corso del 2015, e che presenta diversi punti in comune con la sopracitata serie dei SOULS.

BUON SANGUE NON MENTE


L’ambientazione di Bloodborne si colloca probabilmente nella seconda metà dell’800, all’interno città di Yharnam. Questa ridente cittadina è afflitta dalla piaga delle belve, che ha trasformato molti degli abitanti in orribili mostri assetati di sangue. Il vostro avatar personalizzato è un cacciatore novizio, che riceve all’inizio del gioco un’infusione di sangue maledetto per avere la forza di affrontare la minaccia delle belve e, almeno si spera, porre fine all’agonia della città. La prima cosa che farete dopo aver ricevuto l’infusione sarà morire. Sì, esatto, Miyazaki deve aver preso i fan in parola stavolta, e quando vi ritroverete di fronte alla prima belva, completamente disarmati, vedrete la vostra prima morte, la prima di una lunga serie. Dopo la vostra dipartita, vi risveglierete nel sogno del cacciatore, che farà da HUB centrale e dove riceverete le vostre prime armi, per poi finalmente lanciarvi nel centro dell’azione.

Il sistema di combattimento di Bloodborne si basa sull’utilizzo di un’arma da fuoco e di una da mischia, con quest’ultima che può essere trasformata in una versione alternativa mediante la pressione del tasto L1. Attivare la trasformazione nel corso di una combo in mischia vi permetterà inoltre di lanciare un potente attacco trasformante, in modo da poter cambiare modalità senza smettere di attaccare il nemico. Anche un attento utilizzo delle armi da fuoco vi fornirà un vantaggio consistente, dal momento che sparare a un nemico al momento giusto durante uno dei suoi attacchi vi permetterà di stordirlo, e di ritagliarvi così una preziosa opportunità per lanciarvi all’attacco. Non mancano dei lenti ma devastanti attacchi caricati, in grado di infliggere ingenti danni ai nemici. Tutto questo è accompagnato dalla schivata, e da una barra dell’energia che si consumerà ogni volta che attaccherete o che schiverete, per poi rigenerarsi mentre non compite azioni che consumano resistenza.

MIYAZAKI NON PERDONA


Non vi aspettate che Bloodborne sia un gioco semplice, perché i nemici puniranno ogni vostro errore, non si staccheranno da voi dopo avervi ingaggiati e vi tenderanno continue imboscate, spuntando da un angolo buio o da dietro una porta. Miyazaki, durante lo sviluppo del gioco, ha dichiarato che il suo scopo era quello di mettere ansia al giocatore, e dargli la sensazione di poter essere ucciso da qualcosa da un momento all’altro, ed effettivamente ci è riuscito in pieno. A tal proposito, ogni morte vi farà perdere tutti gli echi del sangue che avete raccolto uccidendo i nemici, che sono un po’ l’equivalente delle anime nei DARK SOULS, ma potrete tornare nel punto in cui siete morti per tentare di recuperarli, a patto ovviamente di non morire di nuovo mentre ci provate, visto che in quel caso i vostri echi sarebbero persi per sempre.

Inoltre, lanciarsi a testa bassa contro un avversario senza conoscerne i pattern di attacco, soprattutto all’inizio del gioco quando il nostro livello è molto basso, spesso e volentieri significa morte certa, oppure la perdita di un cospicuo quantitativo di HP, e quindi di fiale curative necessarie per ripristinarli. Tuttavia, la difficoltà di Bloodborne non si limita solo a questo: il gioco salverà in automatico molto spesso, ogni volta che ucciderete un nemico, morirete o raccoglierete un oggetto, il salvataggio automatico renderà indelebile quell’azione. Questo vuol dire che anche uccidere un NPC, inimicarselo o fallire nel salvargli la vita, saranno tutte azioni impossibili da cancellare, e quindi dovrete convivere con i vostri errori per tutto il resto della partita, oppure ricominciare da capo per porvi rimedio in un’altra run.

Se volete svelare tutti gli oscuri segreti di Yharnam, non vi basterà esplorare ogni anfratto della città maledetta, ma dovrete anche prestare attenzione alla sopravvivenza dei personaggi non giocanti, in modo da poter completare la quest line a loro dedicata, che molto spesso vi offrirà gustose ricompense in grado di semplificarvi la vita. Gli inquietanti e grotteschi boss in cui vi imbatterete vi daranno spesso del filo da torcere, ma anche un avversario apparentemente imbattibile, dopo averlo studiato e con un po’ di perseveranza, può essere domato e sconfitto, regalandovi un immenso senso di soddisfazione.

LA VIA DEL CACCIATORE


Un cacciatore non è nulla senza le sue armi, del resto non si possono certo affrontare abomini e mostruosità varie a mani nude, ed è per questo che Bloodborne vi mette a disposizione un cospicuo arsenale di strumenti di morte. Ce n’è davvero per tutti i gusti: dalle armi più grezze come le asce o gli spadoni, alle più eleganti come un bastone affilato o una rapida e letale doppia lama. Ognuna di esse ha i propri punti di forza e le proprie debolezze, e di sicuro ogni giocatore troverà quella che più si addice al suo stile di gioco. In più, ognuno dei vostri giocattoli sarà migliorabile all’interno del sogno del cacciatore, usando dei materiali necessari per effettuare gli upgrade, e spendendo echi del sangue. Inoltre potrete anche incastonare all’interno di ogni arma delle particolari gemme, che vi aggiungeranno i bonus più disparati: potenziamento dell’attacco fisico, veleno e danni elementali sono solo alcuni esempi.

Oltre alle armi equipaggiate, anche la vostra build influenzerà le vostre capacità in combattimento: ad ogni level up spenderete un certo quantitativo di echi del sangue, scegliendo quale parametro potenziare. Statistiche come la vitalità e l’energia sono importanti per qualsiasi build, ma i danni delle armi dipendono principalmente dalla forza e dall’abilità, con la prima che è utile quando si usano le armi più brutali, mentre la seconda potenzierà maggiormente i danni di quelle più eleganti ed elaborate. Sulla carta quindi ci sono ampi margini di personalizzazione, se non fosse che i restanti due parametri, ovvero tinta del sangue e arcano, rasentano l’inutilità. La tinta del sangue influenza la potenza delle armi da fuoco, mentre l’arcano serve per utilizzare alcuni oggetti magici reperibili da un certo punto della campagna in poi. Tuttavia, in questo gioco il combattimento corpo a corpo ha un ruolo nettamente predominante, quindi una build da guerriero duro e puro, capace di incassare bene i colpi e di restituirli altrettanto bene, sarà sempre la scelta migliore.

A corredare il tutto ci sono poi le rune di Caryll, speciali iscrizioni reperibili nel corso della campagna, che possono essere equipaggiate per fornire diversi bonus al vostro personaggio, mentre per quanto riguarda le tenute indossabili dal vostro cacciatore, sono presenti anch’esse in grandi quantità, ma i loro parametri difensivi sono tutti molto simili tra loro (fatta eccezione per alcune decisamente più deboli), quindi la scelta dipende principalmente dai vostri gusti estetici.

UN CACCIATORE NON È MAI SOLO


Bloodborne presenta anche un comparto online, che necessita dell’abbonamento al PlayStation Plus per poter essere sfruttato. Anche in questo caso, il titolo presenta diverse similitudini con i SOULS, visto che in giro per le mappe troveremo alcuni suggerimenti lasciati da altri giocatori sotto forma di note, oltre agli immancabili spettri che mostrano la morte di qualche sfortunato cacciatore. Suonando una particolare campana che sarà acquistabile nel sogno del cacciatore, potremo anche chiamare altri giocatori per farci aiutare all’interno della nostra partita, che rimarrà in nostra compagnia fino all’abbattimento del prossimo boss. Possiamo andare anche noi nella partita di qualcuno per aiutarlo, oppure invadere gli altri giocatori come personaggi ostili, o essere invasi a nostra volta.

La caratteristica più interessante della modalità online di Bloodborne tuttavia sono i Chalice Dungeon: procedendo nella campagna principale, potremo recuperare dei calici mistici, attraverso i quali potremo, nel sogno del cacciatore, aprire la via a dei particolari dungeon ricchi di nemici, tesori e trappole. La particolarità di questi dungeon è che sono generati in maniera semi-casuale e caricati sul server del gioco nel momento in cui ne viene creato uno, e sarà possibile, tramite un apposito altare del rituale, cercare tra i dungeon disponibili in base a diversi criteri di ricerca, oppure cercare un compagno per affrontarne uno in co-op. Ad ogni Chalice Dungeon è inoltre associata una chiave alfanumerica univoca, che può essere impiegata per condividerlo con i nostri amici e affrontarlo insieme. Sebbene il gioco sia pienamente godibile anche in modalità offline, queste sono comunque aggiunte gustose, che vanno ad arricchire una già ottima esperienza di gioco.

OSCURO E MACABRO


Dal punto di vista visivo, Bloodborne è splendido da vedere: le ambientazioni, il design dei nemici e dei personaggi, e il comparto artistico sono di altissimo livello. Il tutto è accompagnato da ottimi effetti di luce e 30 fps. Ogni tanto, quando cambieremo zona, potrebbe capitare che gli fps scendano temporaneamente, con un calo piuttosto brusco, ma, anche se la cosa può far storcere il naso, non va a rovinare l’esperienza. Il gioco è completamente localizzato in italiano, con un doppiaggio curato e di buona qualità, che contribuisce a rendere ancor più vivi i diversi NPC che incontrerete nel corso della vostra avventura dalle tinte cupe. Il tocco di Miyazaki in quest’opera si vede, e ancora una volta riuscirà a inquietarvi e, al tempo stesso, affascinarvi. A volte i caricamenti saranno un po’ troppo lunghi, ma è un difetto accettabile, vista la qualità generale dell’opera.

Giudizio finale
93

Bloodborne è una vera e propria Killer Application per PlayStation 4: impegnativo e artisticamente superbo, questo gioco saprà sicuramente catturarvi con la sua atmosfera cupa e il suo gameplay di alto livello. Probabilmente vi ci vorranno tra le 30 e le 35 ore per portare a termine questo gioiello targato FROM SOFTWARE e, a supportare questa longevità più che buona, ci sono anche il New Game+ e la presenza di tre differenti finali, che lo rendono potenzialmente rigiocabile. Se possedete una PlayStation 4 non avete scuse: Bloodborne è un gioco che non potete lasciarvi sfuggire per nulla al mondo. Consigliato a tutti i giocatori che cercano sfide dalle tinte oscure e combattimenti all'ultimo sangue.

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Cacciatore di mostri specializzato nell’uso di due lame in contemporanea, tra una battuta di caccia e l’altra non disdegna attività più soft come l’allenamento e l’allevamento dei Pokémon. Fedele al Sommo Helix, attende con impazienza la sua reincarnazione, lottando per contrastare la malefica piaga dei DLC e dei season pass. Gira voce che potrebbe tagliarsi le mani se costretto a fare una partita a un gioco di simulazione calcistica.