DARK SOULS III – Recensione

  • Titolo: DARK SOULS III
  • Piattaforma: PlayStation 4, Xbox One, PC
  • Genere: Action RPG
  • Giocatori: 1
  • Sviluppatore: FROM SOFTWARE
  • Software House: BANDAI NAMCO Entertainment
  • Lingua: Inglese (doppiaggio), Italiano (testi)
  • Data di uscita: 12 Aprile 2016
  • Una sfida impegnativa per gli amanti degli action rpg
  • Ambientazioni ben strutturate ed artisticamente superbe
  • Editor dei personaggi profondo e vario
  • Varietà immensa di build applicabili
  • Sempre il solito problema di frame rate
  • A volte capita di avere dei minifreeze di qualche secondo
  • Qualche problema di ottimizzazione

Dopo Bloodborne per PS4, tutti i fan della serie SOULS si aspettavano un periodo di relativa calma negli studi di FROM SOFTWARE. Invece, dopo più o meno un anno, ecco che Miyazaki e co. ci fanno ancora sognare e sclerare con un nuovo capitolo principale della serie DARK SOULS. L’elevata difficolta e le ambientazioni oscure e fantastiche hanno fatto sognare molti giocatori, e dopo un secondo capitolo un po’ deludente ma comunque molto valido, arriva DARK SOULS III, con tutte le premesse per essere riconosciuto come il SOULS definitivo. Ma ci sarà riuscito veramente?

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LA CENERE ANELA LE BRACI


Siamo davanti ad un nuovo ciclo di fuoco e oscurità, una nuova era, e vestiremo i panni di un ignoto eroe risvegliato dalla morte, con l’incarico di riportare i Signori Dei Tizzoni sul loro rispettivo trono, in modo che possano nuovamente vincolare la fiamma e reiniziare così un nuovo ciclo. Dopo il classico e sbalorditivo filmato iniziale che fa da apripista alla storia del titolo, ci ritroviamo nell’ormai conosciutissimo editor del personaggio. Qui potremo modificare qualsiasi parte del nostro alter ego, sceglierne la classe e l’oggetto iniziale. Una volta completato il nostro avatar, verremo catapultati subito nel gioco, dove ci desteremo da un sonno profondo e ci avventureremo nelle prime ambientazioni di gioco. Come ogni gioco di FROM SOFTWARE che si rispetti, non abbiamo molte indicazioni sulla trama, e dovremo riuscire a capirla attraverso la descrizione degli oggetti e dai dialoghi con gli NPC, tutti abbastanza caratterizzati e vari (ci saranno vecchie conoscenze ma non dirò altro per no rovinarvi la sorpresa).

La primissima cosa che salta all’occhio è la resa grafica degli ambienti e degli effetti del gioco, davvero spacca mascella. Sono infatti presenti svariate impostazioni grafiche, permettendo una buona scalabilità del titolo. I fantastici panorami montani o i malsani e opprimenti dungeon riescono a rendere perfettamente l’idea di ciò che vogliono trasmettere, immergendoci nel regno di Lothric e dei suoi abitanti. Non vengono sprecati effetti di luce che si estendono nei dintorni e sui personaggi che popolano lo scenario, come la luce degli immancabili falò o delle varie magie. Merito anche del motore grafico utilizzato, lo stesso di Bloodborne, che ha già dimostrato di poter rendere in modo impeccabile sia gli ambienti che i vari nemici. Di questi ultimi, c’è ne sono di tutti i tipi, animali, non morti, granchi (sì, avete capito bene) e chi più ne ha più ne metta. Ognuno ha una differente tattica da utilizzare per essere eliminato, ed assieme ai boss, forniscono un’ottima dose di sfida. Rispetto a DARK SOULS II, qui abbiamo una curva di difficoltà ben equilibrata, con nemici più semplici all’inizio ma che diventano, man mano che si progredisce, sempre più forti e ostili. Riuscire ad uscire illesi da uno scontro non è mai semplice, e richiede una buona dose di concentrazione e abilità. Molto ben riuscite anche le animazioni, che riescono a trasmettere benissimo se un corpo è pesante o meno, oppure se un nemico combatte in modo elegante o brutale, risultando pulite e azzeccate.

Ritornano i classici patti dividendosi tra PVE e PVP, presentando vari ranghi scalabili in modo diverso tra loro ma con ricompense molto golose (per i fan di Solaire, lodate bene il sole in quanto ritorna il suo patto). È possibile cambiare patto da un momento all’altro tramite il menù di equipaggiamento, cosa nuova rispetto ai precedenti capitoli. Sono presenti anche le famose invasioni, quindi preparatevi ad essere aggrediti da giocatori affamati delle vostre anime. Inoltre è stata aggiunta anche la possibilità di utilizzare una password per facilitare il multiplayer tra amici, esattamente come visto in Bloodborne.

QUALCUNO HA DETTO MANA POINTS?


Una delle novità introdotte in questo capitolo è sicuramente la barra del mana, che sostituisce di fatto gli utilizzi degli incantesimi. Abbiamo un ritorno quindi a  DEMON’S SOULS per la gestione delle varie magie, miracoli, malocchi e piromanzie. Questo implica che non sarà più possibile equipaggiare più copie degli stessi incantesimi, portando ad un più ragionato consumo degli MP. Inoltre il mana non è utilizzato solo per magie, ma anche per sfruttare le abilità delle armi. Ogni arma ha un abilità che può essere attivata utilizzando L2, che spazia da un buff temporaneo ad un ulteriore attacco più potente, a patto che sia impugnata a due mani. Anche gli scudi hanno utilizzi diversi, alcuni hanno il classico parry mentre altri permettono di usare le abilità delle armi senza passare alla modalità a due mani. Tutto questo permette di sfruttare svariate build, portando anche una buona varietà sia nel PVP che nel PVE, aumentando il divertimento nello sperimentare armi, armature e scudi, oltre che ai vari incantesimi.

Altra novità introdotta è la gestione delle Fiaschette Estus, ora divisa in due tipi: una per il mana e una per la vita. Ipotizzando di avere quattro fiaschette, possiamo utilizzarne tre per gli HP e una per gli MP, oppure due e due, e via discorrendo. Possiamo così decidere, in base alla build scelta, quale sarà la nostra priorità, non rischiando così di rimanere senza cure o riserva di mana nei momenti difficili. È stata eliminata la penalità del calo degli HP massimi in caso di morte, dall’altra parte però questi aumenteranno in caso si utilizzi una brace, che sostituisce le classiche umanità.

Anche il potenziamento delle armi è stato leggermente modificato. Ora abbiamo ancora più tizzoni da utilizzare per infondere le armi, dato che anche gli elementi sono aumentati, e non sarà necessario portare il vostro ferro a livello +10. Le armi infuse aumentano di efficacia in base alla nostra build, permettendoci così di ottimizzare tutto il nostro equipaggiamento in base allle nostre esigenze e al nostro stile di gioco.

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IL SUONO DELLA MORTE


Il sonoro si presenta molto bene, e risulta essenziale ascoltare attentamente per evitare imboscate o attacchi a sorpresa. Stessa cosa per gli effetti delle armi e delle magie, che risultano di ottima fattura e rendono bene l’idea della pesantezza dei colpo o della potenza dell’incantesimo. Utilizzare uno spadone o una Zweihander per falciare un nemico da delle soddisfazioni enormi, come centrarlo con una Freccia Dell’Anima o una Lancia Del Fulmine, e se tutto questo viene accompagnato da un comparto audio pulito e preciso allora l’effetto è duplicato.

Perfette anche le musiche, che ci catapultano nell’epicità degli scontri con i boss, facendoci sentire davvero nel combattimento e trasmettendoci la possanza del nemico di turno. Bisogna dire però che molti effetti audio sono riciclati dai precedenti capitoli oppure da Bloodborne, anche se questo non mina assolutamente l’esperienza di gioco.

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ANCHE I NON MORTI HANNO PROBLEMI


Purtroppo, neanche questo capitolo è esente da problemi, e alcuni minano purtroppo la buona riuscita del titolo. Qualche calo di frame è nella norma ormai nei giochi della FROM SOFTWARE, qui sbloccati fino a 60 FPS, ma questo non significa che siano accettabili. Inoltre spesso ci è capitato di avere dei minifreeze a caso, che se già risultano fastidiosi in single player, sono assolutamente letali in multiplayer, visto che vengono saltati completamente 2 o 3 secondi di gioco, rendendoci inermi e indifesi agli occhi delle belve assetate di sangue o dagli eventuali invasori.

Nonostante noi non abbiamo rilevato altri problemi, ci sono stati segnalati gravi mancanze di ottimizzazione da parte di FROM SOFTWARE, con configurazioni high end che non riescono neanche ad inizializzare il gioco, oppure crash continui che rendono inutilizzabile l’intero titolo. Essendo una produzione AAA e soprattutto aspettato da molti, non è ammissibile una tale negligenza da parte degli sviluppatori, che continuano a trascurare elementi importanti come fotogrammi stabili ed ottimizzazione. Non essendoci capitati casi simili non saranno contati nella valutazione finale, ma ci teniamo ad avvisarvi che per alcune configurazioni, il titolo è tutto fuorchè una bella esperienza.

Giudizio finale
90

DARK SOULS III si rivela come un ottimo titolo, divertente e ben congeniato, con molte innovazioni quali la gestione delle Fiaschette Estus e l'utilizzo degli MP sia da incantatori che da guerrieri corpo a corpo. Nonostante a livello grafico e sono si raggiungono vette altissime, il gioco non raggiunge l'eccellenza per i soliti problemi di frame rate instabili e addirittura freeze di qualche secondo, che minano l'esperienza sia in single player che in multiplayer. Consigliamo il gioco a tutti i fan dei SOULS e a chi cerca una sfida impegnativa ma bilanciata.

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Videogiocatore e appassionato di anime da quando aveva sei anni, MastroFella si fa strada fra i vari titoli videoludici a suon di fucilate, Hadoken e belle donzelle. Quando va in berserk, il DoomGuy fugge via in lacrime, il Nergigante diventa vegano e Gatsu pensa che alla fin fine l’eclissi non era poi così male. Non disdegna alcun campo di battaglia purché sia divertente e abbia una bella trama, ma predilige picchiaduro, action e FPS.