Stranger of Sword City – Recensione

  • Titolo: Stranger of Sword City
  • Piattaforma:  PlayStation Vita, Xbox One, STEAM
  • Genere: Dungeon Crawler, JRPG
  • Giocatori: 1
  • Sviluppatore: Experience Inc.
  • Software House: NIS America
  • Lingua: Inglese (testi), Giapponese (dialoghi)
  • Data di uscita: 29 Marzo 2016 (Xbox One), 26 Aprile 2016 (PS Vita), 7 Giugno 2016 (STEAM)
  • Nota: la versione per Xbox One è disponibile esclusivamente in digitale su Xbox Store
  • Filmati di buona qualità
  • Ottima personalizzazione dei personaggi
  • Sistema di combattimento ben strutturato
  • Difficoltà elevata
  • A volte un po’ dispersivo
  • Non sfrutta tutto il potenziale della console

Il genere dei JRPG ha sempre avuto un successo altalenante al di fuori delle Terre del Sol Levante. Si sono susseguiti vari titoli, ed alcune saghe sono diventate molto famose mentre altre sono rimaste nel dimenticaio. Purtroppo per quanto riguarda la PlayStation Vita in particolare, molti videogame non sono mai stati localizzati in occidente, ed il successo di questa console è andato mano mano calando, anche se di per sé ha molto da dire come piattaforma a livello di prestazioni e permette inoltre di giocare titoli provenienti da qualunque regione, essendo infatti assolutamente region free. Fortunatamente vi sono delle eccezioni, e Stranger of Sword City fa parte di queste; abbiamo di fronte un JRPG di stampo classico, in cui la strategia e la difficoltà fanno da padrone, e sopravvivere non è così semplice, neanche impostando la difficoltà ai minimi livelli. Qui di seguito esamineremo i pro e i contro di questo gioco, precisando che abbiamo provato la versione per PS Vita, disponibile in Europa dal prossimo 26 aprile 2016.

UN RISVEGLIO INSOLITO


L’incipit della storia è molto originale. Durante un viaggio in aereo, ci ritroveremo catapultati in un mondo fantastico, e da lì inizierà la nostra avventura. Gli strumenti per la creazione del personaggio sono molti, tanto da permetterci di personalizzarne il ritratto, il nome, le statistiche, ecc. Ricordiamo che questo gioco fa parte del classico genere “carta e penna”, per cui non avremo alcuna rappresentazione 3D del personaggio, bensì tutto verrà mostrato attraverso immagini e disegni. Dopo aver creato il nostro alterego, possiamo decidere anche quali classe assegnarli, e qui iniziamo a vedere la complessità che il titolo offre. La quantità di classi disponibili è veramente elevata, tanto da disorientare un giocatore senza alcuna conoscenza di RPG, poiché presuppone che colui che stia giocando abbia un minimo di conoscenza del mondo fantasy e delle regole dei giochi ruolo. Alla fine della creazione del nostro personaggio, inizierà un tutorial di media lunghezza che ci farà familiarizzare con le funzioni disponibili in gioco. Avremo delle caselle su cui muoverci, il cui quadro generale è disponibile tramite pressione di un tasto che visualizzerà la mappa, e da lì possiamo muoverci nella direzioni cardinali (nord-sud-est-ovest), senza alcun movimento in diagonale, e compatibilmente con lo spazio disponibile, infatti se vi sono dei blocchi o altri ostacoli, le direzioni disponibili saranno meno delle quattro classiche. Pensate che tutto questo sia complesso? Non temete, perché il bello deve ancora venire, e questo titolo ha davvero tanti elementi da mostrare.

LA STRATEGIA PRIMA DI TUTTO IL RESTO


Il cuore di Stranger of Sword City risiede in una parola: strategia. Durante l’esplorazione, dobbiamo valutare attentamente dove andiamo, poiché potrebbe capitarci di incappare in nemici a volte troppo ostici. Precisiamo che gli incontri coi nemici sono regolati sia in maniera casuale (mentre cammini può capitare improvvisamente di essere attaccato), sia con la presenza visiva di incontri in specifici punti. Sta a noi decidere come giostrare queste difficoltà, ricordando di non forzare troppo il nostro party, che è composto da sei membri, perché se uno dei nostri compagni cade in battaglia, saremo costretti a portarlo in cura presso l’ospedale presente nella base principale del gioco, dovendo aspettare tempi molto lunghi affinché possa riprendersi (o pagare una somma esorbitante per resuscitarlo subito). Esaminando nel dettaglio il sistema di combattimento, esso è strutturato a turni, e saremo chiamati a scegliere le azioni da far eseguire ai membri del nostro party, che sono racchiusi sommariamente in utilizzo di magie e abilità, oppure nell’attaccare, difendersi o utilizzare oggetti. Bisogna scegliere accuratamente ogni mossa da far intraprendere ai nostri compagni d’avventura, pena una risposta punitiva da parte dei nemici che ci faranno fuori in men che non si dica. Insomma, questo gioco non fa eccezioni e se cercate un buon grado di sfida, avete trovato pan per i vostri denti!

ESTETICAMENTE EVOCATIVO


Esaminando l’impatto estetico, il lavoro svolto da Experience Inc. è davvero notevole. I filmati sono di ottima qualità, e fanno immedesimare perfettamente il personaggio nell’avventura. I disegni realizzati rigorosamente in 2D sono ricchi nei dettagli e molto evocativi, tanto da farci immergere da subito nell’atmosfera fantasy con tinte dark che contraddistingue il titolo. Le azioni, essendo un titolo che non presenta raffigurazioni 3D dei personaggi, si limitano ad alcuni disegni con suono, per evidenziare il susseguirsi degli eventi. Il comparto sonoro invece è di ottima qualità, elemento fondamentale in questa tipologia di gioco, che strizza l’occhio alle visual novel. Le voci dei personaggi sono variegate e mai deludono, con tonalità differenti in base alle occasioni o a chi ci troviamo di fronte. Anche la qualità delle traduzioni è di alto livello, anche se bisogna avere almeno una conoscenza media della lingua inglese per comprendere tutto, poiché i dialoghi sono di facile comprensione, ma ricchi di termini di vario tipo, legati principalmente al mondo fantasy. Tirando le somme, Stranger of Sword City è un gioco che non delude sotto questo aspetto, ovviamente partendo dalla premessa che non sono visibili fisicamente su schermo i nostri compagni d’avventura.

Giudizio finale
76

Stranger of Sword City si è rivelato un ottimo titolo. La sua unicità nel proporre un genere ormai di nicchia, ovvero quello dei JRPG vecchio stampo, è il suo punto di forza. Il sistema di combattimento e la strategia fanno da padrone, proponendo un grado di sfida molto elevato e che sicuramente terrà impegnato per molto tempo i giocatori in cerca di un'avventura solida, che non fa eccezioni e punisce chi non si impegna duramente. Altro suo punto di forza risiede nei filmati d'alta qualità e nella possibilità di avere una storia matura e completa, che attira il giocatore fin dalle prime battute. Adatto a tutti gli amanti del genere dungeon crawler e degli RPG di vecchio stampo, con una difficoltà che non lascia eccezioni alla superficialità.

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Instancabile sognatore, il suo obiettivo principale è sperimentare tutto ciò che riguarda il giocare online…ma poi finisce sempre a provare mmorpg! Tra una partita e l’altra, apprezza il grande Super Mario, suo omonimo. Mentre colleziona Amiibo, progetta di andare a vivere nel regno dei funghi, dimora ideale casa di Toad. Basta nominare Final Fantasy o Hearthstone per renderlo felice. Ironico e spiritoso, ama sconfiggere gli avversari anche a suon di battute.