Cartoon Videoludici [Episodio 7] – Battletoads

All’inizio degli anni ’90, la Rare Entertainment era in pieno sviluppo e creava giochi sempre più belli e divertenti. Dato che non aveva ancora una mascotte, l’azienda creò un titolo che nel 1991 dette il via a una saga che durò diversi anni: stiamo parlando di Battletoads, picchiaduro a scorrimento che vedeva per protagoniste tre ranocchie antropomorfe e un po’ spaccone. Il titolo sprizzava divertimento e ironia da tutti i pori, e fu tra l’altro nominato dalla rivista Nintendo Power come miglior picchiaduro dell’anno. Come di consueto, quando esce un videogioco di successo si cerca di espandere il franchise creando un mercato promozionale come giocattoli, prodotti per la scuola ecc… Naturalmente questo include anche cartoni animati, e proprio nel 1992 la Dic Entertainment, reduce dal successo di Captain Planet (uscito nel 1991) dette il via alla serie dei celebri Battletoads. Del cartone animato esiste solamente l’episodio pilota (fortunatamente visibile per intero su YouTube), che si presenta come uno spin off e cerca di spiegare perché questi tre ranocchi antropomorfi siano in lotta con la Dark Queen del primo gioco. In realtà i tre protagonisti sono in realtà degli adolescenti di Oxnard (California) che hanno un potere particolare: possono trasformarsi in rane antropomorfe dotate di superforza, in grado di creare delle Smash Hits (delle super combo) per sconfiggere i cattivi guidati dalla Dark Queen e sventare il suo piano di conquista dell’universo.

Il progetto venne curato da David Wise, che già qualche anno prima aveva realizzato cartoni televisivi di successo come Cip & Ciop agenti speciali e le Tartarughe Ninja. Il cartoon dei Battletoads cercava appunto di seguire il successo delle amatissime Tartarughe Mutanti, non solo nelle trame banali e semplici, ma anche nello stile del disegno, tipicamente Dic, quindi deformato, non perfezionato e molto semplice, in modo che i bambini lo apprezzassero. La colonna sonora era discretamente gradevole e realizzata dagli stessi compositori di TMNT; il doppiaggio era discreto, ma ricco di battute ironiche e in grado di provocare facilmente una risata. L’episodio pilota durava ben 24 minuti e sebbene la serie non venne mai completata, godette di un unico passaggio televisivo nel giorno del ringraziamento del 1992. Due anni dopo, infine, fu rilasciato anche in VHS. Anche se il cartoon è stato letteralmente dimenticato, ha fatto da ispirazione a serie dalle Dic note anche dalle nostre parti: gli Street Sharks e gli Extreme Dinosaurs.

Di seguito potete gustarvi l’episodio pilota.

Retrogamer e combattente per la libertà del Digiworld, sotto le mentite spoglie da Youtuber si nasconde Veemon, che ha una gran voglia di dimostrare di essere il più forte in tutti i videogame prodotti dal genere umano, come i migliori platform tipo Crash Bandicoot e Spyro the Dragon. In realtà è una schiappa, sclera come un bambino e consolazione nei cartoni animati d’annata come Sonic Satam e Digimon 02. Intende scoprire cos’abbiano di diverso gli umani dai Digimon.