Gamescom day 3 e 4: l’analisi

Abbiamo deciso di unire i resoconti del terzo e del quarto giorno, avendo provato relativamente pochi titoli ma tutti di un certo livello. Analizziamo insieme i titoli provati come se fossimo normali visitatori

Hot Shot Burn: uno sparatutto in stile party 2D per 4 giocatori, sviluppato da un team olandese, dalla grafica in stile cartoon. Alla difficoltà di imparare le mosse dei vari personaggi, si aggiungono le differenti caratteristiche dei vari scenari e gli ostacoli che potrebbero costare la vita ai personaggi. Il gioco risulta molto divertente per ogni fascia di età, sia per giocatori esperti che per giovani alle prime armi, oltre che un rovina amicizie a tutti gli effetti, grazie al multiplayer online e in locale.

Need For Speed: Heat: ne parleremo con calma in un altro articolo, ma vi possiamo dire che il gioco merita moltissimo. Da amanti della serie vi possiamo dire che EA sta puntando tutto su azione e customizzazione, e questo a chi segue la serie da molto tempo non può che piacere. Apprezzabile senza ombra di dubbio la modalità inseguimento, in cui bisogna seminare le volanti della polizia o addirittura distruggerle. Il gioco ha dei percorsi e dei circuiti cittadini ben definiti, ma è praticamente un open world per la possibilità di non seguirli e girovagare per la città

Chiptune: in area retrogaming si è esibito Vault Kid, uno dei migliori musicisti chiptune presenti in questo momento. Armato di ben 2 gameboy e un launchpad, Vault Kid ha scatenato l’intero padiglione 10 con la sua musica a 8bit

Doom Eternal su Google Stadia: il gioco merita moltissimo, è senza dubbio apprezzabile la difficoltà come anche sonoro e grafica, ma… Google Stadia rovina tutto! Parleremo con calma in altri articoli sia di Stadia che di Doom Eternal, ma per il momento possiamo dirvi che non siamo ancora pronti per il cloud gaming. Sebbene Doom Eternal abbia una grafica molto elaborata e Stadia promette di far girare fluidamente anche i giochi più “pesanti”, durante la demo abbiamo riscontrato molti (troppi) cali di framerate e microblocchi. In ogni caso, Doom Eternal è bello, difficile, ben realizzato e soprattutto non adatto a tutti, chi si avvicina per la prima volta a questo genere di giochi avrà notevoli difficoltà. Google Stadia? Decisamente acerbo!

Darksiders Genesis: un gioco che, letteralmente, ti prende e non ti molla più. Il tempo a nostra disposizione per la demo è letteralmente volato, e quando abbiamo inziato a comprendere le meccaniche del gioco siamo andati avanti a suon di uccisioni. Grafica molto simile a quella di League of Legends, anzi decisamente più elaborata e apprezzabile. Il sonoro? Nulla da dire, se non spettacolo! Ne parleremo con calma in un prossimo articolo, stay tuned!

The Witcher 3 su Nintedo Switch: il gioco non ha bisogno di presentazioni. Nintendo ha provato a far girare anche quest gioo sulla sua console portatile, ma il risultato è a dir poco inguardabile: la grafica ricorda vagamente i giochi per PSP del 2012, con tanto di entità che si compenetrano. Una sola valutazione: non ci siamo proprio

Wasteland 3: lo possiamo sintetizzare come “League of Legends con i soldati e le missioni”. Decisamente al di sotto delle nostre aspettative: gioco noioso e monotono, con le stesse identiche meccaniche di gioco del free-to-play targato Riot, animazioni pessime, sonoro inascoltabile (colonna sonora ripetitiva e monotona, voci dei personaggi non pervenute se non poche frasi doppiate dalla stessa voce). Che dire, bocciato!

GRID: il miglior gioco di corse su auto GT è tornato, questa volta con ancora più bug! Scherzi a parte, la versione non è ancora ufficiale, ma da una build quasi completa non ci aspettiamo bug grafici tipo la vettura che entra letteralmente nel guardrail trasformando la visuale in un’unica macchia nera (costringendo lo staff a riavviare la Xbox One X), inoltre sarebbe auspicabile avere la fisica un pelino più realistica, dato che le vetture partecipanti al mondiale FIA WEC non sempre restano incollate all’asfalto dopo aver preso in pieno le barriere a 200 km/h in sesta marcia. Forse chi vi scrive sta calcando un po’ la mano da appassionato di automobilismo, ma di sicuro è inaccettabile la location e le modalità in cui abbiamo testato il gioco: volume basso, volante storto di ben 45° e da ricalibrare, senza force feedback (e a nostra disposizione c’era un playseat con Logitech G920, uno dei migliori volanti di fascia medio-bassa). Il feeling alla guida nel gioco era poco realistico, con il volante… a dir poco inguidabile! Non è da Codemasters sbagliare in questo modo, speriamo che si rifacciano prima della pubblicazione!

Studente con la passione per la scrittura, nerd fino al midollo, aspirante giornalista, ma ho anche dei difetti. Nato con il controller in mano, cresciuto con i fumetti sotto il cuscino, ho scritto per vari siti web e ho provato anche a fare da radiocronista per alcuni eventi sportivi. L’avventura non mi spaventa, infatti sono sempre alla ricerca di nuove sfide. Il mio mentore è Steve Jobs, mentre il motto che sintetizza perfettamente la mia vita è “se puoi sognarlo puoi farlo”.