GOD EATER RESURRECTION – Recensione

  • Titolo: GOD EATER RESURRECTION
  • Piattaforma: PlayStation Vita, PlayStation 4, PC
  • Genere: Hunting Game, RPG
  • Giocatori: 1 – 4
  • Sviluppatore: BANDAI NAMCO Entertainment
  • Software House: BANDAI NAMCO Entertainment
  • Lingua: Italiano (testi), Inglese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 30 Agosto 2016
  • Trama lodevole
  • Combat system curato
  • Buona componente RPG
  • Comparto multiplayer divertente
  • Ottima rimasterizzazione
  • Le fasi online sono affette da latenza
  • Può diventare ripetitivo

Anno 2050, la Terra è in grave pericolo – tanto per  cambiare – ma in questa occasione la minaccia ha delle fattezze originali. In questo futuro alternativo hanno fatto la loro comparsa sul pianeta alcune pericolose e semisconosciute cellule chiamate Oracle Cell. La particolarità di queste cellule è di essere semi-senzienti e praticamente indistruttibili. Come se non bastasse, soffrono di solitudine e di un mastodontico complesso di inferiorità che le spinge a riunirsi per formare agglomerati sempre più grandi e ad assorbire qualunque cosa che le circondi. Queste loro particolarità uniche fanno si che non solo siano virtualmente indistruttibili, dato che sono in grado di fagocitare qualsiasi cosa, ma anche estremamente letali, visto che la loro intelligenza intrinseca le spinge a fondersi per dare vita a esseri viventi sempre più potenti e devastanti: gli Aragami. Sono più che ottime le premesse di GOD EATER RESURRECTION, versione rimasterizzata di quel GODS EATER Burst per PSP ora approdato su PlayStation 4, PlayStation Vita e PC (STEAM). Abbiamo provato a lungo la versione PS Vita e di seguito di illustriamo le nostre considerazioni sul prodotto targato BANDAI NAMCO Entertainment.

Dei e God Eater


Come già accennato nell’introduzione, l’umanità se la passa davvero male, gli Aragami hanno decimato la popolazione mondiale in pochi anni e solo una piccola parte di essa è riuscita a sopravvivere, barricandosi in fortezze e studiando il nemico per trovare un modo per abbatterlo. La scienza è subito rimasta affascinata da un organismo in grado di fagocitare e riprodurre tutto, e si è prodigata per comprendere il fenomeno e studiarlo nel dettaglio. Dopo lunghe ricerche, finalmente è stato trovato un modo per contrastare gli Aragami: si è infatti scoperto che esistono particolari individui in cui è possibile innestare alcune cellule tratte da quelli che la popolazione mondiale ormai chiama Dei. Questi individui, chiamati God Eater sono in grado, grazie alle cellule presenti nel loro organismo di utilizzare particolari armi connubio tra metallo e parti organiche di Aragami: le armi in questione, chiamate in gergo God Arc, hanno la caratteristica particolare di riuscire a ferire le cellule simili permettendo di fatto l’uccisione degli Dei. Sono inoltre in grado di fagocitare il nucleo degli Aragami alla loro morte, permettendo così il progresso della ricerca e la creazione di armi sempre migliori. Ma non è tutto qui, esistono infatti anche individui speciali tra i God Eater: a loro sono state iniettate Oracle Cell particolari e decisamente più potenti che non solo gli donano caratteristiche speciali da sfruttare in battaglia, ma che permettono anche l’utilizzo di God Arc di nuova generazione: New Type è il nome che contraddistingue questi abili guerrieri in grado di padroneggiare armi che possono variare la loro forma da arma da fuoco a arma da mischia a scudo, caratteristica che rende il loro impiego in battaglia davvero efficace. Alla categoria New Type apparterremo anche noi, o meglio, i nostri avatar.

L’arma giusta al momento giusto


GOD EATER RESURRECTION è in tutto e per tutto un hunting game, degno concorrente di rivali più blasonati come Monster Hunter, ma a suo favore ha una trama sviluppata e interessante, cosa che al più noto cugino manca da sempre. In GOD EATER la storia è all’altezza del gioco al punto da aver dato vita a un anime, disponibile in Italia su VVVID, che ha anche riscosso un discreto successo. Questo fattore, unito a un buon gameplay e a una componente RPG più che sufficiente ha di fatto creato il successo della serie in Giappone, al punto da spingere BANDAI NAMCO alla diffusione del brand al di fuori dei confini nipponici. Potremo personalizzare il nostro personaggio sia in termini di vestiario che di armi e capacità speciali aggiuntive, il tutto con una grande varietà. Le armi sono suddivise in tre grandi categorie, armi da mischia, da fuoco e scudi: le prime vantano una vasta gamma di armamenti che prevede spade corte, lame lunghe, martelli e falci. Ma anche le armi da fuoco non sono da meno, vantando una scelta tra fucili da cecchino, armi da assalto, fucili a pompa ed esplosivi. Gli scudi, infine, si dividono tra brocchieri, standard e scudi a torre. Ogni equipaggiamento ha naturalmente le sue funzionalità specifiche selezionabili in base al tipo di God Eater che si desidera diventare. Optando per lame corte, fucili d’assalto e brocchiero otterrete un combattente veloce e versatile, ma poco resistente; scegliendo invece martello, fucile esplosivo e scudo a torre otterrete il top in fatto di potenza e lentezza. Niente panico, le armi sono intercambiabili e questo farà si che, nel corso delle oltre 150 ore richiede per il completamento del gioco, possiate trovare l’equipaggiamento più congeniale al vostro modo di combattere. Anche il sistema di crafting e di personalizzazione delle caratteristiche intrinseche merita una menzione. Con i materiali trovati e i God Arc abbandonati, potrete raggiungere livelli di personalizzazione davvero elevati. La vostra arma potrà essere migliorata o accessoriata con attributi come gelo, incendio e scintilla, e potrà equipaggiare capacità particolari (anch’esse craftabili) che vi doneranno bonus quali la resistenza al veleno, allo stordimento o meglio ancora la capacità di effettuare un doppio salto. Giusto per citarne qualcuna. Potrete persino personalizzare i proiettili, i quali saranno ricaricaricati automaticamente ogni volta che farete nutrire la vostra arma della carcassa del mostro di turno. Inoltre, nel corso dell’avventura diverranno disponibili capacità aggiuntive come diverse tipologie di Devour (la capacità di divorazione delle Oracle Cell della vostra arma), o caratteristiche intrinseche da equipaggiare al proprio avatar come resistenza agli attacchi, la possibilità di passare inosservati al cospetto degli Dei o di farli adirare e molto altro ancora. Il sistema di personalizzazione del personaggio è davvero molto vasto e complesso e vi porterà via non poco tempo per ottenere il vostro risultato ottimale.

Il gameplay risulta di facile acquisizione nonostante le tante possibilità offerte da GOD EATER RESURRECTION. Come in ogni hunting game che si rispetti, avrete il vostro punto focale nella base, da cui potrete accedere a un terminale che vi permetterà di consultare le mail e le informazioni nel database, e da cui potrete gestire il crafting, la personalizzazione e l’equipaggiamento del vostro avatar. Sempre dalla base, potremo interagire con i personaggi della storia e accettare le varie missioni che ci verranno proposte, compreso il comparto multyplayer. I compagni di gioco sono uno degli aspetti fondamentali del titolo: siano essi reali o comandati dall’IA, vi saranno fondamentali per il proseguo dell’avventura. Vi rianimeranno quando la salute scenderà a zero, vi supporteranno con attacchi sincronizzati e saranno in grado di effettuare una sorta di risonanza chiamata Rage Burst, la quale vi donerà vigore e caratteristiche potenziate per un breve periodo. Oltre ai vostri amici, il titolo offre una serie di NPC da portare in missione davvero vasta e con caratteristiche potenziabili differenti. In questo modo ognuno potrà creare la squadra perfetta per i propri obiettivi.

Il restiling che dona nuova vita


GOD EATER RESURRECTION è il porting rimasterizzato di un titolo originariamente uscito su PSP nel non troppo lontano 2011. Questa premessa è doverosa nel dover giudicare un titolo come questo, che di partenza è stato progettato per un hardware decisamente meno performante. Nonostante il pregevole lavoro di rimasterizzazione, questo fa sì che i colori a volte risultino spenti e le aree di gioco eccessivamente spoglie. Per fortuna le texture sono state tutte rifate e ridefinite, ottenendo un risultato pregevole anche se i modelli di base rimangono gli stessi e quindi dalle movenze un po’ legnose. I tempi di caricamento sono ragionevoli e la telecamera offre una discreta visuale di gioco. Qualche leggero lag può verificarsi nelle sessioni online, anche se a dire il vero succede di rado. La rimasterizzazione del titolo porta con sé anche la traduzione dei testi nei principali idiomi europei, sorpresa più che gradita che permette di poter fruire pienamente della trama; in realtà la traduzione in italiano soffre di qualche imprecisione, ma se contiamo che spesso la nostra lingua non viene neanche presa in considerazione, i piccoli errori risultano un compromesso quasi accettabile. La colonna sonora è piacevole e personalizzabile secondo i propri gusti in fase di accettazione delle singole missioni, aspetto che insieme alla cura nella realizzazione dei personaggi e agli artwork del database dei mostri e all’estrema personalizzazione dei vari aspetti del titolo promuove GOD EATER RESURRECTION.

Giudizio finale
70

GOD EATER RESURRECTION è senza ombra di dubbio un ottimo porting rimasterizzato, nonché un ottimo esponente del genere hunting game. Come se non bastasse, il titolo è offerto gratuitamente a chiunque acquisti una copia digitale o retail di GOD EATER 2 RAGE BURST, oltretutto entrambi i titoli presentano funzioni cross-save. La trama avvincente e ricca di colpi di scena, l'azione frenetica e ben equilibrata e l'elevata personalizzazione, rendono la combo dei titoli di GOD EATER un acquisto praticamente obbligato a chiunque possieda una delle più recenti console di casa Sony, sia che si tratti della piccola e più trascurata PS Vita che dell'ammiraglia PS4.

User Rating: 0 ( 0 Votes )

Mai cresciuto del tutto, comincia a smanettare sui computer quando definirli tali era esagerato. Dallo ZX Spectrum alla PS4, ha giocato con qualsiasi cosa sia stata degna di nota. Odia gli stupidi, aiuta i deboli e dall’invasore ci difenderà, no aspettate quello era Daltanious, ma il concetto rimane invariato. Non è facile piegarlo e odia chi non è in grado di cambiare idea. Ama il romanticismo ma non lo ammetterà mai, neanche sotto tortura. Sempre pronto a dare una mano, aiuta tutti coloro che se lo meritano.