Best of 2018: i migliori titoli dell’anno per la redazione

Il 2018 è ormai terminato, e vogliamo tirare le somme parlandovi di quelle che secondo noi sono state le migliori uscite dell’anno. Fateci sapere se condividete le nostre preferenze, magari commentando qui sotto. Buona lettura!

Antonello “Kirito” Bello: DRAGON QUEST XI


Osservato dal punto di vista di un appassionato di giochi di ruolo di nipponica fattura, il 2018 è stato un anno lussureggiante, nonché colmo di sorprese a dir poco appetibili. Fra queste, quella che senza dubbio ha scosso maggiormente le vecchie ossa del sottoscritto è DRAGON QUEST XI: Echi di un’Era Perduta, ossia l’ultima incarnazione di un brand che venne alla luce nello stesso anno di chi vi scrive; una curiosa coincidenza che si fece notare solo due decenni più tardi, quando DRAGON QUEST VIII: L’odissea del re maledetto approdò sulle coste occidentali, provocando un immediato colpo di fulmine. Dal momento che il nono ed il decimo episodio avevano abbandonato la formula classica della saga, al fine di introdurre un forzatissimo comparto multiplayer, il ritorno alle origini compiuto dall’undicesima iterazione di DRAGON QUEST è stato una sorpresa del tutto inaspettata. Temendo una delusione pari solo a FINAL FANTASY XV, ho approcciato il titolo con molta titubanza, ma già dopo le prime ore di gioco mi sono visto costretto a inchinarmi dinanzi alla nuova proposta di Yuji Horii, Akira Toriyama e Koichi Sugiyama, che ancora una volta hanno saputo confezionare un campione senza eguali. Vantando una storia ricca di colpi di scena davvero imprevedibili, un cast di personaggi magistralmente caratterizzati e un gameplay alleggerito sotto svariati aspetti, al fine di “catturare” anche le nuove generazioni, il titolo si è rivelato un capolavoro senza precedenti: un JRPG in grado di sfidare apertamente tutti i capisaldi del suddetto genere ludico. E sebbene abbia già sviscerato DRAGON QUEST XI nella sua totalità su PlayStation 4, aspetto al varco la versione per Nintendo Switch, che per la prima volta presenterà addirittura una feature del tutto inedita per la serie: il doppiaggio giapponese. Solo allora la mia epica avventura nella cosiddetta “Era Perduta” potrà dirsi davvero conclusa e potrò deporre le spade, in attesa che l’inarrivabile maestro Horii ci proponga la sua prossima opera d’arte.

Daniele “Ike” Buonaguidi: OCTOPATH TRAVELER


Questo 2018 è stato senza ombra di dubbio un anno d’oro per il mondo videoludico. Abbiamo potuto mettere le mani su titoli di caratura eccellente, come i recenti Red Dead Redemption 2, Super Smash Bros Ultimate o God of War, uscito sul mercato ad Aprile e premiato come gioco dell’anno ai Video Game Awards. Tuttavia, da appassionato di JRPG di vecchia data, il titolo che mi ha colpito maggiormente e del quale vorrei parlare è OCTOPATH TRAVELER, rilasciato su Nintendo Switch durante l’estate. Si tratta di un titolo che, almeno ad una prima e superficiale occhiata, può facilmente essere scambiato per un indie a basso budget, ma che in realtà risulta essere un perfetto connubio tra le vecchie glorie dell’epoca dei 16 bit e i JRPG moderni. Ciò che ho apprezzato maggiormente di questo titolo sono le infinite possibilità di personalizzazione del party offerte al giocatore tramite le classi secondarie, senza al tempo stesso snaturare i ruoli e le caratteristiche dei membri del party. Inoltre, per un “vecchio” come me, la grafica 2D HD risulta essere una gioia per gli occhi e la splendida colonna sonora completa il quadro in maniera eccellente, basti pensare che tutt’ora molto spesso mi ritrovo a canticchiare i brani di OCTOPATH TRAVELER nella mia testa.

Sara “Memoriae” Rabbia: Deltarune


Se in Undertale abbiamo un mondo dove le nostre scelte fanno la differenza, portando il giocatore a decidere se agire in maniera pacifica o più aggressiva, con Deltarune qualunque scelta non cambierà -in maniera significativa- il corso della storia. Il primo capitolo di Deltarune è relativamente breve ma carico delle capacità narrative di Toby Fox, dove quest’ultimo ha mostrato come anche un gioco story driven sa appassionare. Non è un Undertale 2, nonostante la presenza dei personaggi di questo titolo, condito di vari easter egg tutti da scoprire. Ciò che però è saltato subito all’occhio, in quel cambiamento piccolo ma importante, è l’evoluzione che hanno avuto i combattimenti. In questo titolo andremmo a vestire i panni di Kris, il silent hero che darà direttive ai propri compagni su come agire, siano essi gli Act, le azioni che permetteranno ai propri avversari di stancarsi o di essere risparmiati, gli attacchi veri e propri oppure semplicemente difendersi. Alcuni tipi di azioni però consumano TP, altra novità di questo titolo, rappresentati da una barra che andremo a caricare ogni volta che ci difenderemo oppure avvicineremo molto agli attacchi del nemico senza farci colpire. Si dovrà comunque essere attenti e rapidi nelle schivate, perché gli attacchi del nemico bersaglieranno i membri del nostro team, tutti o solo alcuni, portando ad avere un’attenzione maggiore su come giostrare la battaglia. Queste, insieme a molte altre differenze con il primo titolo di Toby Fox hanno generato non poco hype e desiderio di poter mettere le mani sul titolo completo.

Annamaria “Annie” Rizzo: Spyro Reignited Trilogy


Spyro Reignited Trilogy è l’attesissimo remake dei primi tre giochi di Spyro degli anni ’90 per PlayStatation 4, sviluppato da Toys for Bob con la collaborazione di Sanzaru Games per il terzo capitolo, pubblicato da Activision.

Per i nostalgici videoludici, il draghetto viola rappresenta, dopo il remake di Crash, un altro ricordo d’infanzia: ore e ore passate a sconfiggere Nasty Norc, Rypto e la malvagia Maga.

Il primo capitolo della Saga, Spyro the Dragon, fu pubblicato nel 1998 grazie a Sony Computer Entertainment e spopolò così tanto che, ancora oggi, rappresenta una delle icone dei giochi per PlayStation.

La storia inizia con una ranocchia gigante di nome Nasty Norc, che imprigiona tutti i draghi in delle statue verdi. Sarà il piccolo draghetto a dover liberare tutti i suoi amici, insieme alla sua fidata libellula Sparx! Nonostante la semplicità del gameplay, riuscire a conquistare tutti i trofei non è cosa da poco: se da piccoli ci si accontentava di raggiungere il 120%, ora si punta a platinare il gioco!

Nel secondo capitolo, Spyro e Sparx vorranno concedersi una meritata vacanza dopo aver sconfitto Nasty Norc: il sogno è infranto dal malvagio mago Rypto, un nanetto con grande smania di potere, insieme ai suoi due scagnozzi dinosauri Crush e Gulp. E’ in questo capitolo che Spyro conosce nuovi personaggi, fra cui Hunter, il Professore, Elora, Zoe e Riccone. Grazie a quest’ultimo, apprenderà nuove abilità, fra cui nuotare sott’acqua! Il personaggio di Hunter comparirà più volte all’interno della saga, diventando un personaggio giocabile. Al termine dell’avventura nei mondi di Avalar, il draghetto viola dovrà affrontare il nano Rypto, per riportare di nuovo la pace nel mondo dei draghi.

Nel terzo e ultimo capitolo di questa saga, Spyro ha acquisito (grazie a Riccone), nuove abilità, fra cui il poter immergersi completamente in acqua e saper planare anche sulle vette più distanti. La pace fra i draghi è messa in crisi dalla malvagia Maga, un’altra ranocchia che intende rubare tutte le uova, con la collaborazione di Bianca, una coniglietta che si rivelerà più buona del previsto! E’ in questo capitolo che il romanticismo si fa largo fra Bianca e Hunter, che combatteranno al fianco di Spyro e Sparx per sconfiggere la Maga!

Per gli amanti di Spyro, questa trilogia rappresenta un tuffo nel passato, uno stacco dalla realtà che è ben diversa da quella della nostra infanzia. Nonostante la grafica sia notevolmente migliorata, con l’aggiunta di particolari che non modificano troppo l’ambientazione originaria, il draghetto viola riesce ancora a far emozionare con la sua semplicità e la sua tenacia: è uno di quei giochi da tramandare alle future generazioni!

Giuseppe Fragola: God of War


God of War, non a caso, ha conquistato il titolo di miglior gioco dell’anno ai The Game Awards 2018. Per qualità del comparto grafico, delle animazioni, e per quanto sia dannatamente divertente da giocare, è impossibile non posizionare al primo posto il titolo sviluppato dai ragazzi di Santa Monica, in esclusiva per Sony PlayStation 4. Le vicende di Kratos e di suo figlio Athreus vengono narrate in maniera semplicemente impeccabile, in un titolo che per la prima volta nella serie si discosta dalla mitologia greca, per affondare le proprie radici in quella norrena, egualmente affascinante.

Beppe “Pneppe” Dammacco: Forza Horizon 4


Nel 2018 tutti gli appassionati di automobilismo hanno avuto pane per i propri denti. Microsoft Game Studios, in collaborazione con Playground Games e Turn 10 Studios, ha pubblicato Forza Horizon 4, ultimo capitolo e spin-off della serie Forza Motorsport. Premiato come miglior gioco sportivo/racing ai Game Awards, Forza Horizon 4 ha ben 450 automobili e varie tipologie di gara disponibili, da vivere al meglio su Xbox One X in 4K HDR o PC grazie a Play Anywhere. Da provare per sentirsi collezionisti di auto lussuose, per vivere una stagione all’insegna delle corse su strada o sterrato e per provare quei bolidi che nella vita vera sono soltanto un sogno. Non ci sono scuse per non provarlo, Forza Horizon 4 è disponibile anche tramite Game Pass insieme a tanti altri titoli scaricabili con un solo abbonamento mensile da 9 euro!

Gameslayer Corps è un gruppo di matti affetti da una cronica dipendenza da videogioco che hanno voluto ritagliarsi uno spazio in rete per dar sfogo a quell’insistente necessità di esprimere le proprie opinioni su un mondo che li ha sempre affascinati. Più che altro per ridere e sparare cazzate come se non ci fosse un domani.